Home»Foto»Quelli che in ospedale si ammalano di più. Mezzo milione di italiani ogni anno
Corsia d'ospedale

Michele Bocci

Circa mezzo milione di persone ogni anno restano vittime negli ospedali italiani di un “evento avverso”. Può trattarsi dell’infezione di una ferita, di una malattia batterica come la polmonite, di un problema legato ad un errore in sala operatoria. In oltre la metà dei casi quei danni si potevano prevenire, osservando procedure e linee guida professionali corrette. La conseguenza per i malati nella maggior parte dei casi è il prolungamento del ricovero, ma anche la disabilità e la morte.

La prima ricerca italiana in questo campo è stata svolta svolta dal ministero della Salute e dal Centro rischio clinico della Regione Toscana e presentata al Forum del risk management in sanità di Arezzo. Lo studio ha analizzato quasi 8mila cartelle cliniche di cinque grandi policlinici italiani (di Milano, Firenze, Pisa, Roma e Bari) valutando i risultati delle cure. Si tratta di un approfondimento che viene svolto da anni in altri Paesi, ma in Italia non era mai stato fatto.

Il risultato è che nel 5,17% dei 10 milioni ricoveri annui in Italia il malato subisce un “evento avverso”, cioè, come specificato dai ricercatori, un “incidente inatteso e indesiderato, incluso nella cartella clinica e attribuibile alla gestione sanitaria piuttosto che alla patologia di base del paziente, che ha provocato una lesione e/o disabilità e/o il prolungamento del ricovero e/o la morte”.

I dati degli altri paesi sono in linea o, nella maggior parte dei casi, sono peggiori: la Spagna ad esempio arriva al 9,3% degli eventi avversi, la Francia al 5,1 e l’Olanda al 5,3, ma ci sono realtà che superano il 10%. Sempre secondo la ricerca italiana, il 56,7% dei danni sono evitabili. Negli studi su altri sistemi sanitari questa percentuale è più bassa, si ferma intorno al 40%. Da noi ci sono dunque più margini di miglioramento.

Quali sono le principali conseguenze degli eventi avversi? Soprattutto, nel 66% dei casi, il prolungamento del ricovero, che oltre ad essere un problema per i malati porta anche a un esborso di denaro da parte del sistema sanitario, visto che un giorno in ospedale costa circa 400 euro al servizio sanitario nazionale. Nel 28% dei casi, secondo la ricerca, si ha una disabilità o la morte del paziente. 

Lo studio del ministero e della Regione Toscana non nasce con una prospettiva medico legale, cioè per cercare eventuali colpevoli, ma prende il via dall’esame delle cartelle cliniche per arrivare a disegnare strategie di prevenzione degli errori. Del resto la stessa Oms attribuisce ai sistemi che si occupano di analizzare gli incidenti in corsia un ruolo importante per migliorare la sicurezza dei pazienti e li incentiva. L’Organizzazione sostiene inoltre che i sanitari che rendono noti gli incidenti non devono essere puniti a causa della loro segnalazione. Proprio la paura di andare incontro a conseguenze giudiziarie spinge infatti molti a non rendere noti i propri errori. 

Fonte: www.repubblica.it

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