Home»Foto»I cellulari sono cancerogeni?
Cellulare e salute

Si riaccendono le polemiche sulla pericolosità dei telefoni senza fili. Le evidenze finora raccolte sono rassicuranti, ma gli effetti a lungo termine rimangono controversi.

Daniela Cipolloni

Cellulari nell’occhio del ciclone, all’indomani dell’inchiesta di Report sui potenziali rischi per la salute degli apparecchi di telefonia mobile. Sotto accusa le onde elettromagnetiche a radiofrequenze, da tempo sospettate di provocare l’insorgenza di tumori celebrali. Il dibattito è di scottante attualità, dal momento che circa cinque miliardi e mezzo di persone nel mondo possiedono un telefonino e moltissimi trascorrono la giornata con lo smartphone tra le mani o incollato all’orecchio. Come stanno le cose? Difficile emettere una sentenza definitiva. Le prove finora raccolte non permettono né di stabilire, né di escludere con certezza, che parlare al cellulare faccia male alla salute. Dopo la ricostruzione di Report, però, viene da allarmarsi.

Un breve riassunto. L’anno scorso l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), che fa parte dell’Organizzazione mondiale della sanità, per la prima volta si è sbilanciata. Sulla base di una revisione delle evidenze scientifiche, ha stabilito che i cellulari siano da considerarsi “potenzialmente cancerogeni”. Pertanto, sono stati inseriti nel gruppo di pericolosità 2B, insieme ad altre sostanze forse rischiose, forse no, come il caffè, i sottaceti e i pesticidi. La decisione, come ha ricostruito la trasmissione di Milena Gabanelli, è stata combattuta e controversa. Solo un anno prima, il pluriennale e plurimilionario progetto Interphone, coordinato dallo stesso Iarc, era arrivato alla rassicurante conclusione opposta che “l’uso del telefono cellulare non risulta legato allo sviluppo di tumori cerebrali”. Perché questa discrepanza? Report ha portato a galla un’oscura trama di conflitti d’interesse. Gli studi epidemiologici, infatti, sono stati cofinanziati dalle industrie dei telefonini, in deroga ai principi d’indipendenza dell’Oms. Il classico caso del controllato che finanzia il controllore. Non è l’unica critica mossa contro Interphone. I risultati della vastissima indagine, condotta su oltre diecimila utenti in 13 paesi diversi, Italia compresa, risultano clamorosamente datati e parzialmente inattendibili: si riferiscono infatti agli anni Novanta, quando l’utilizzo dei cellulari era molto meno diffuso (è considerato “grande utilizzatore” chi trascorre più di mezz’ora al giorno al cellulare) e i protocolli di radiofrequenza erano diversi da quelli attuali (i telefonini Gsm di seconda generazione e quelli di terza Umts dovrebbero essere meno dannosi).

Prima però di azzardare parallelismi tra sigarette e cellulari, e immaginare già l’iPhone 5 con la scritta “nuoce gravemente alla salute”, conviene puntualizzare alcune cose. Innanzitutto, di quali onde elettromagnetiche stiamo parlano? “ I cellulari emettono microonde, come i forni, in una banda di frequenza variabile tra circa 900 e 2200 MHz, ma a potenze molto inferiori”, spiega Alessandro Polichetti, direttore del Reparto di radiazioni non ionizzanti del Dipartimento di tecnologia e salute dell’Istituto superiore di sanità.

A differenza delle radiazioni ionizzanti, come raggi X o ultravioletti, le radiofrequenze dei telefonini non hanno la capacità di modificare direttamente il dna. L’unico effetto accertato al 100% dell’emissione elettromagnetica dei telefonini è il calore. Dopo un certo tempo, il telefonino scotta. L’aumento di temperatura dei tessuti a diretto contatto con la pelle non supera 0,1-0,2 °C”, specifica Polichetti. “Una variazione molto inferiore a quelle fisiologiche, che non costituisce un rischio sanitario. Ancora più basse sono le variazioni all’interno del cervello”. Si possono quindi escludere danni alla salute dovuti ad effetti termici di tipo immediato.

E sul lungo periodo? Allo stato attuale, non si conosce un meccanismo biologico che spieghi come le radiazioni non ionizzanti possano provocare il cancro. Sono stati ciononostante condotti tantissimi studi: su cellule, animali, sulla popolazione generale. E nel complesso i risultati sono stati tranquillizzanti. Tuttavia, alcune ricerche di segno opposto, hanno suggerito un piccolo aumento di tumori cerebrali imputabile all’utilizzo massiccio, per oltre dieci anni, del cellulari. In particolare, secondo il panel indipendente di Radiation Resarch, per ogni cento ore al telefonino il rischio di neoplasie del cervello crescerebbe del 5 per cento e dell’8 per cento su base annua. Un altro studio shock ha riscontrato un aumento del 40 per cento. I sospetti – come specifica lo Iarc – riguardano due patologie: il glioma (una rara forma di tumore maligno al cervello) e il neurinoma acustico (un tumore benigno del nervo uditivo). Entrambi hanno un’incidenza bassissima: colpiscono circa cinque persone ogni 100.000. Negli ultimi vent’anni non c’è stato un aumento considerevole di queste due patologie. E in ogni caso, “trattandosi di malattie rare e con esordi tardivi, l’ipotesi di una responsabilità dei telefonini, se c’è, è difficile da verificare”, aggiunge Polichetti.

Il dubbio, certo, resta. Per questo, come raccomanda l’agenzia per la ricerca sul cancro dell’Oms, conviene adottare il principio precauzione. I consigli? Utilizzare il cellulare il meno possibile per lunghe conversazioni, alternare spesso l’orecchio, preferire l’auricolare, il viva-voce e gli sms. “ Già a pochi centimetri di distanza”, dice Polichetti, “il campo elettromagnetico si riduce notevolmente”.

La raccomandazione riguarda in particolare i bambini, i più a rischio – come ricordano al Consiglio superiore di sanità. Il loro cervello, infatti, non è ancora del tutto sviluppato: la scatola cranica è più sottile e le onde elettromagnetiche penetrano più in profondità rispetto a un individuo adulto. Sarebbe meglio limitare al massimo l’uso fino all’età di 12 anni. E soprattutto non tenere il telefono sotto il cuscino durante la notte. E intanto il ministero della Salute ha appena annunciato che avvierà una campagna d’informazione sull’uso appropriato del telefonino.

Fonte: www.wired.it

eBook

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Contatti

Uomoplanetario.org

Email

Telefono+39 (340) 1046944

×
  • HOME
  • NONVIOLENZA
  • MEDIA
  • TECNO
  • ABOUT
  • CONTACT