Home»Città possibile»Guerrilla Gardening, la rivoluzione green nelle città
Guerrilla gardeners

Marco Boscolo

Tempo: dal 4 al 6 di novembre. Luogo: qualsiasi aiuola o spazio verde abbandonato d’Italia. Armi: zappe, vanghe, rastrelli, ‘bombe di semi’ e bulbi da piantare. Scopo: la prima azione sincronizzata di lotta per la riconquista del verde pubblico e il degrado urbano. Queste le coordinate della prima Giornata nazionale del Guerrilla Gardening Italiano, un’iniziativa dei giardinieri guerriglieri che hanno deciso di utilizzare una data simbolica, quella della Festa dell’Unità d’Italia e delle Forze Armate (poi estesa fino alla domenica), per cercare di trasformarne il significato in una pacifica riconquista di spazi preposti al verde ma lasciati a se stessi dalle amministrazioni pubbliche e quindi degradate a ‘non luoghi’, spazi impersonali.

“Aiuole, spazi verdi, giardini che erano pensati per essere luoghi belli, spesso di incontro tra i cittadini”, racconta Eleonora (rigorosamente solo nomi da guerriglieri) del gruppo milanese, “se abbandonati al proprio destino senza che nessuno li curi diventano presto luoghi squallidi e lasciano un’impressione orrenda su chi si trova a passare da quelle parti”. Un gruppo di giardinieri e appassionati ha deciso che era ora di passare all’azione, imbracciare gli attrezzi del mestiere e riprendersi quei luoghi. 

L’idea è quindi di rendere piacevole questi spazi attraverso il ripristino del verde, sporcandosi le mani di terra e sudando in prima persona. Ma è permesso? I vigili potrebbero obiettare che servono permessi per agire sul suolo pubblico. “Da buoni guerriglieri, spesso agiamo con il favore delle tenebre”, scherza Eleonora. “Ma le volte in cui sono arrivati i vigili, capiscono quello che stiamo facendo e si complimentano”. Insomma: dovrebbe essere il pubblico che fa questo lavoro che stiamo facendo noi, gratuitamente, a favore dell’intera comunità: vuoi anche impedircelo?

In Italia i gruppi attivi sono circa una cinquantina, “ma è difficile contarci, perché le iniziative non sono coordinate. Tutte si ispirano a una filosofia comune, ma sono organizzate autonomamente dal basso”. Il modello è la coltivazione ‘illecita’ che Richard Lewis ha cominciato in giro per Londra nel 2004, cui si sono ispirati Michele e Andrea per lanciare il sito italiano e cominciare a fare azioni sul territorio milanese. “La giornata del 4 novembre”, confessa Eleonora, “dovrebbe servire proprio a fare anche questo: contarci. Molti gruppi, infatti, sono stati attivi per un periodo e ora non lo sono più. Altri ancora sono nati da qualche parte, ma noi magari non lo sappiamo ancora”. 

Tra i più attivi ci sono i Badili Badola di Torino, il Gelsomino Group di Soresina, il gruppo palermitano e i neonati ma già efficaci Friarielli Ribelli di Napoli e Terra di Nettuno di Bologna. Per conoscere meglio l’attività di questi misteriosi guerriglieri verdi, proprio il 4 novembre a Milano apre una rassegna fotografica che racconta le azioni passate di alcuni dei gruppi più attivi sul territorio. La galleria d’arte del Liceo Caravaggio verrà tappezzata di scatti e video che documentano ristrutturazioni di aiuole e giardini pubblici. Una settantina di scatti presenti sono stati realizzati da fotografi professionisti amici dei guerriglieri e ‘vicini alla causa’. 

La mostra ospiterà anche Mirabilis jalapa, un fumetto che  Kira.0 ha realizzato appositamente per i guerriglieri giardinieri. La chiusura della mostra il 3 dicembre, con la proiezione della documentazione dell’attività dei gruppi nella giornata del 4 novembre. Se di te che vi piace il giardinaggio ma non avete nemmeno un balcone, i guerriglieri giardinieri vi rispondono che non avete più scuse: zappa e guanti, e via alla ricerca di un’aiuola abbandonata.

Fonte: www.wired.it

eBook

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Contatti

Uomoplanetario.org

Email

Telefono+39 (340) 1046944

×
  • HOME
  • ECOLOGIA
  • ABOUT
  • CONTACT