Home»Articoli»Google X: i laboratori segreti di BigG
Google X

Il laboratorio segreto di robotica dell’azienda di Montain View potrebbe riservare una sorpresa per la fine dell’anno. Ecco cosa si dice in giro.

Tiziana Moriconi

Un ufficio per la logistica, anonimo e insospettabile, perso tra i numerosi corridoi di Mountain View, e un piccolo laboratorio di robotica segreto, dall’indirizzo sconosciuto. Sarebbe tutta qui Google X, la misteriosa unità di BigG, dove alcune menti tra le più brillanti si riuniscono per dar vita a visioni fantascientifiche. Di che tipo? Quella dell’ascensore spaziale potrebbe essere nel calderone, insieme a quelle di avatar robotici e di frigoriferi che ordinano da soli la spesa al supermercato via Web. Stando al New York Times, da questo luogo più misterioso di un laboratorio della Cia potrebbe arrivare una bella sorpresa per Natale. 

Tra i cervelloni al lavoro – soprattutto ingegneri elettronici ed esperti di robotica – ci sono personaggi provenienti da Microsoft, dai Nokia Labs e dal Mit. Uno dei leader è Sebastian Thrun, nome tra i più noti nel campo dell’intelligenza artificiale, lo stesso che ha inventato la prima automobile al mondo che si guida da sola, docente di informatica a Stanford. Un altro è Andrew Ng, anch’egli docente a Stanford, specializzato in neuroscienze e robotica; uno dei suoi obiettivi è creare macchine che si comportino nel modo più simile possibile agli umani. Gli dà una mano Johnny Chung Lee, esperto di interazioni uomo-macchina, che a Microsoft aveva collaborato allo sviluppo di Kinect. Dentro Google X avrebbe il ruolo non esattamente ordinario di rapid evacuator. 

D’altra parte, Google non è un’azienda ordinaria. Parola di Rodney Brooks, professore emerito al Mit e fondatore di Heartland Robotics, secondo cui in quel laboratorio si starebbero covando delle idee strabilianti, ma nessuna, o quasi, sarebbe in fase di applicazione. 

Anche se è diventata una grande azienda, Google non ha abbandonato la sua grande ambizione: fare ricerca d’avanguardia. Una vena che potrebbe spaventare investitori e analisti: si rischia infatti di buttare soldi in progetti che potrebbero non vedere mai la luce. Motivo per cui lo stesso Larry Page, cofondatore di Google, aveva dichiarato lo scorso luglio che quelli di Google X sono “ progetti piccoli e speculativi”, e che l’azienda “ gestisce in maniera molto responsabile i soldi dei suoi azionisti”. 

Jill Hazelbaker, una portavoce di BigG, non ha voluto commentare le indiscrezioni sulle attività del laboratorio segreto; ha tenuto, però, a precisare che se credere in queste iniziative fa parte del dna dell’azienda, l’investimento in questo settore è molto piccolo rispetto al core business. 

Sembra, comunque, che sia Sergey Brin, l’altro cofondatore di BigG, sia Page siano profondamente coinvolti nei progetti del laboratorio segreto: “Passo il mio tempo su un’idea fuori binario, che spero diventi un’importante business in futuro”, aveva detto qualche tempo fa Brin, che aveva già partecipato a una conferenza da remoto, attraverso il suo avatar robot.

Fonte: www.wired.it

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