Home»Articoli»Eco-guida di Greenpeace, Apple si avvicina al podio
Classifica tecno Greenpeace

Greenpeace premia Apple nella nuova edizione della classifica dell’elettronica “verde”. Massimo punteggio per il trattamento di rifiuti elettronici, approvvigionamento di minerali non da zone di guerra e pubblicazione dei propri fornitori. Giudizio negativo per i criteri Energia. Davanti a Cupertino, quarta, ci sono HP, Dell e Nokia.

Mauro Notarianni

Apple è quarta nella nuova edizione dell’elettronica “verde” pubblicata da Greenpeace. La “Eco-guida ai prodotti elettronici” premia in maniera significativa Cupertino che solo pochi anni fa, proprio per la pessima posizione nella lista delle società che hanno le migliori politiche in termini di rispetto dell’ambiente, era finita nell’occhio del ciclone con tanto di manifestazioni dell’associazione di fronte ai suoi negozi (una delle più clamorose avvenne a Roma, all’inaugurazione del primo negozio Apple del nostro paese) e proteste all’assemblea degli azionisti dove si svolsero battibecchi tra attivisti e lo stesso Jobs.

La 17a edizione dell’Eco-guida ai prodotti elettronici verdi, spiega Greepeace, usa un nuovo sistema di valutazione, con parametri più restrittivi. Nonostante questo Apple ottiene il quarto posto con un punteggio di 4,6. Raccoglie la maggior parte dei punti dai nuovi criteri sui Processi Produttivi; ottiene quasi il massimo dei punti sui rifiuti elettronici, poiché nel 2010, fa sapere Greenpeasce, “ha riciclato a livello globale più del 70% di quanto venduto 7 anni fa”. Un dato che la Apple crede di poter mantenere fino al 2015, ma che potrebbe addirittura migliorare allargando ulteriormente i propri programmi di ritiro dei prodotti a fine vita ad altri paesi. Insieme ad HP, Apple prende il massimo dei voti anche per le proprie politiche in fatto di approvvigionamento di minerali da zone di guerra e per la pubblicazione dei propri fornitori. Apple, dice ancora Greenpeace, “potrebbe totalizzare più punti sugli altri criteri se mostrasse una maggiore trasparenza sui dati in suo possesso, in particolare i valori delle emissioni di gas serra di tutta la catena di approvvigionamento e se rendesse pubblici i documenti che utilizza per comunicare con i suoi fornitori in materia di sostanze chimiche”. Prende zero punti per quanto riguarda l’acquisto di carta e si deve dotare di politiche che escludano i fornitori coinvolti in fenomeni di deforestazione illegale.

Apple ottiene un punteggio basso sui criteri Energia; i dati sulle emissioni di gas serra devono essere verificati da un ente esterno e Apple non ha ancora specificato un obiettivo di riduzione delle emissioni. La casa della Mela guadagna punti per le misure che ha adottato al fin di migliorare l’efficienza energetica e l’uso delle energie rinnovabili, che rappresenta più del 13% del totale consumato dall’azienda. Apple potrebbe aumentare ulteriormente il suo punteggio fissando degli obiettivi ambiziosi al 2020.

Cupertino continua ad ottenere buoni risultati sui criteri legati ai Prodotti. Tutto quel che esce da Apple è privo di plastica in PVC e ritardanti di fiamma a base di bromo, con l’eccezione di alcuni paesi dove gli alimentatori senza PVC devono ancora ricevere la certificazione di sicurezza. Tuttavia, non ha alcun piano di eliminazione dell’antimonio o del berillio. Arriva un punto per le informazioni che fornisce sulla vita delle batterie anche se non rivela la durata della garanzia e la disponibilità delle parti di ricambio per le sue linee di prodotto principali. Apple non fornisce, però, alcuna informazione sull’utilizzo di plastica riciclata. Massimo dei voti per il fatto che tutti i suoi prodotti soddisfano gli standard di efficienza energetica Energy Star, anche Apple rischia di avere un punto di penalità nella prossima edizione della guida poiché è membro di un’associazione di categoria che ha fatto dichiarazioni contro rigidi standard di efficienza energetica, “una posizione da cui Apple deve prendere pubblicamente le distanze”.

Davanti ad Apple al primo posto c’è HP (cinque posizioni in più rispetto a prima) grazie alla «leadership nella nuova categoria sui Processi produttivi, che comprende la gestione di tutta la catena produttiva». Per Greenpeace, HP ha il miglior programma per misurare e ridurre le emissioni di gas serra dei propri fornitori. Prende il massimo dei voti anche la politica sull’acquisto di carta: HP e Dell sono le uniche compagnie nella guida che di fatto escludono l’acquisto di carta da fornitori legati a fenomeni di deforestazione illegale. Insieme ad Apple, HP ottiene il massimo punteggio anche per le politiche in fatto di approvvigionamento di minerali da zone di guerra, indicando pubblicamente la lista dei propri fornitori”.

Dell conquista il secondo posto con 5,1 punti facendo notevoli passi avanti rispetto alla decima posizione dell’anno precedente. In parte, dice Greenpeace “questo è dovuto all’aver riguadagnato il punto di penalità che gli era stato tolto per aver spostato dal 2009 al 2011 l’impegno di eliminare la plastica in PVC e i ritardanti di fiamma a base di bromo dai propri prodotti”. Con i suoi nuovi obiettivi Dell promette di eliminare la plastica in PVC e i ritardanti di fiamma a base di bromo solo dai computer e non prende in considerazione altre sostanze chimiche pericolose, come l’antimonio e i suoi composti, il berillio e suoi composti e tutti gli ftalati.

Nokia si classifica al terzo posto, perdendo la prima posizione che aveva riconfermato ogni anno a partire dalla versione 8 dell’Eco-guida di settembre 2008. Scivola dietro HP e Dell per le prestazioni più scarse rispetto ai criteri di Energia.

A seguire in classifica: Philips, Sony Ericcson, Samsung, Lenovo, Panasonic, Sony, Sharp, Acer, LG Electronics e Toshiba. New entry e ultimo posto per RIM. Per l’organizzazione deve “migliorare la certificazione e la trasparenza delle sue performance ambientali”.

Fonte: www.macitynet.it

Di seguito pubblichiamo nel dettaglio l’Eco-Guida di Greenpeace:

Classifica tecno Greenpeace

1. HP 5,9/10

HP raggiunge la vetta della classifica. Dei 5,9 punti conquistati la maggior parte derivano dall’essere leader nella nuova categoria sui Processi produttivi, che comprende la gestione di tutta la catena produttiva. HP ha il miglior programma per misurare e ridurre le emissioni di gas serra dei propri fornitori. Prende il massimo dei voti anche per la propria politica sull’acquisto di carta: HP e Dell sono le uniche compagnie nella guida che di fatto escludono l’acquisto di carta da fornitori legati a fenomeni di deforestazione illegale. Insieme ad Apple, HP ottiene il massimo punteggio anche per le proprie politiche in fatto di approvvigionamento di minerali da zone di guerra, indicando pubblicamente la lista dei propri fornitori.

Per HP buoni risultati anche rispetto ai criteri Energia, soprattutto perchè pubblica i dati sulle emissioni di gas serra derivati dalle proprie attività (certificati da un’ente esterno) e ha fissato obiettivi per ridurre tali emissioni. È positivo che nel 2010 HP abbia registrato una riduzione del 9% nelle emissioni di gas serra rispetto al 2009, anche se dovrà fissare obiettivi più ambiziosi per ridurre le proprie emissioni di almeno il 20% entro il 2015 e di utilizzare il 100% di energia elettrica da rinnovabili entro il 2020.

Meno punti, invece, nella categoria Prodotti. HP si classifica relativamente bene per i progressi nell’eliminazione del cloruro di polivinile (PVC) e dei ritardanti di fiamma bromurati (BFR) ed è sulla buona strada verso l’eliminazione di PVC e BFR dai personal computer entro il 2011. HP deve, tuttavia, rendere nota la percentuale di plastica riciclata che utilizza e la durata della garanzia e la disponibilità delle parti di ricambio per le sue linee di prodotto principali, oltre a investire in innovazioni per prolungare la vita dei prodotti. HP non fornisce, inoltre, informazioni dettagliate sull’efficienza energetica dei propri prodotti, a eccezione di una percentuale di quelli che rispettano gli ultimi standard in termini di risparmio energetico Energy Star (o equivalenti standard internazionali). Sul sito web dovrebbero essere pubblicate le performance di efficienza di ogni prodotto in vendita. HP rischia, infine, di avere un punto di penalità nella prossima edizione della guida poiché è membro di un’associazione di categoria che ha fatto dichiarazioni contro rigidi standard di efficienza energetica, una posizione da cui HP deve prendere pubblicamente le distanze.

2. Dell 5,1/10

Dell conquista il secondo posto con 5,1 punti facendo notevoli passi avanti rispetto alla decima posizione dell’anno precedente. In parte questo è dovuto all’aver riguadagnato il punto di penalità che gli era stato tolto per aver spostato dal 2009 al 2011 l’impegno di eliminare la plastica in PVC e i ritardanti di fiamma a base di bromo dai propri prodotti. Con i suoi nuovi obiettivi Dell promette di eliminare la plastica in PVC e i ritardanti di fiamma a base di bromo solo dai computer e non prende in considerazione altre sostanze chimiche pericolose, come l’antimonio e i suoi composti, il berillio e suoi composti e tutti gli ftalati. L’azienda ottiene punteggi bassi su tutti i criteri della categoria Prodotti. In particolare, non comunica le percentuali di plastica riciclata sul totale utilizzato, non rivela la durata della garanzia e la disponibilità delle parti di ricambio per le sue linee di prodotto principali, e non fornisce informazioni su quali prodotti soddisfano gli standard di efficienza energetica Energy Star (anche se offre ai clienti strumenti per ottimizzare l’efficienza energetica). Anche Dell rischia di avere un punto di penalità nella prossima edizione della guida poiché è membro di un’associazione di categoria che ha fatto dichiarazioni contro rigidi standard di efficienza energetica, una posizione da cui Dell deve prendere pubblicamente le distanze.

Per quanto riguarda i criteri Energia, Dell ottiene il massimo dei punti per la pubblicazione delle emissioni di gas serra derivanti dalle proprie attività (certificate da un ente esterno) ed è al primo posto in termini di obiettivi di riduzione di gas serra con un meno 40% entro il 2015 (rispetto al 2007). Per ora non ha adottato l’obiettivo 100% energie rinnovabili al 2020. Sebbene la percentuale di energia rinnovabile utilizzata è scesa dal 26% nel 2009 al 21% nel 2011, Dell si attesta piuttosto bene per la sua politica energetica che include anche misure di efficienza energetica.

Dell ottiene buoni risultati nei criteri sui Processi produttivi, con il massimo dei voti per la propria politica in merito all’acquisto di carta. Dell ha anche un buon programma di ritiro e fornisce informazioni ai clienti su come riciclare i prodotti elettronici a fine vita; tuttavia, non fornisce più i dati sulla percentuale di riciclaggio sulla base delle vendite del passato. Dell non ha ancora pubblicato i dati sulle emissioni totali prodotte dai propri fornitori, ma sta lavorando con loro per arrivare a questo dato e ha già tracciato la quantità totale di CO2 necessaria a produrre alcuni dei propri prodotti.

3. Nokia 4,9/10

Con 4,8 punti Nokia si classifica al terzo posto, perdendo la prima posizione che aveva riconfermato ogni anno a partire dalla versione 8 dell’Eco-guida di settembre 2008. Scivola dietro HP e Dell per le prestazioni più scarse rispetto ai criteri di Energia. Nokia deve sviluppare maggiormente il proprio piano di energia elettrica pulita e dimostrare come intende ridurre di almeno il 30% entro il 2015 le proprie emissioni di gas serra attraverso l’uso di energie rinnovabili e del risparmio energetico; deve porsi, inoltre, l’obiettivo del 100% di energia elettrica da rinnovabili entro il 2020. Nokia ottiene il massimo dei punti per la pubblicazione dei dati sulle emissioni di gas serra derivati dalle proprie attività (certificati da un ente esterno).

Sui Prodotti non riceve alcun punto per l’uso di plastica riciclata; sebbene Nokia dichiari che il Nokia 700 sia il loro primo smartphone a utilizzare plastica riciclata, c’è ancora molto che può fare per aumentare la percentuale di plastica riciclata utilizzata. Riceve zero punti per il ciclo di vita del prodotto, dato che non comunica la durata della garanzia e la disponibilità delle parti di ricambio per le sue linee di prodotto principali. Ottiene quasi il massimo dei punti sui nuovi criteri sulle sostanze

pericolose, con prodotti privi di quasi tutte le sostanze pericolose (a eccezione di alcuni composti dell’antimonio). Continua a ottenere il massimo punteggio per l’efficienza energetica; ha raggiunto l’obiettivo di ridurre del 50% (rispetto al 2006) il consumo dei caricatori quando sono attaccati alla presa elettrica senza essere utilizzati e punta adesso a una riduzione del 75% entro il 2012. Tuttavia, rischia di avere un punto di penalità nella prossima edizione della guida poiché è membro di un’associazione di categoria che ha fatto dichiarazioni contro rigidi standard di efficienza energetica, una posizione da cui Nokia deve prendere pubblicamente le distanze.

La maggior parte dei punti raccolti da Nokia provengono dai nuovi criteri sui Processi produttivi, soprattutto per il programma completo di ritiro, che si estende in 100 paesi con quasi 6.000 punti di raccolta dei vecchi cellulari e con informazioni accessibili per i consumatori. Nokia si posiziona relativamente bene anche perchè pubblica le emissioni di gas serra dei propri fornitori, il programma di gestione dei prodotti chimici e per la propria politica in tema di approvvigionamento di minerali da zone di conflitto. Tuttavia, non ottiene punti sui criteri relativi all’acquisto di carta e deve dotarsi di politiche che escludano i fornitori coinvolti in fenomeni di deforestazione illegale.

4. Apple 4,6/10

Apple ottiene il quarto posto con un punteggio di 4,6. Raccoglie la maggior parte dei punti dai nuovi criteri sui Processi Produttivi; ottiene quasi il massimo dei punti sui rifiuti elettronici, dato che nel 2010 ha riciclato a livello globale più del 70% di quanto venduto 7 anni fa. Un dato che la Apple crede di poter mantenere fino al 2015, ma che potrebbe addirittura migliorare allargando ulteriormente i propri programmi di ritiro dei prodotti a fine vita ad altri paesi. Insieme ad HP, Apple prende il massimo dei voti anche per le proprie politiche in fatto di approvvigionamento di minerali da zone di guerra e per la pubblicazione dei propri fornitori. Apple potrebbe totalizzare più punti sugli altri criteri se mostrasse una maggiore trasparenza sui dati in suo possesso, in particolare i valori delle emissioni di gas serra di tutta la catena di approvvigionamento e se rendesse pubblici i documenti che utilizza per comunicare con i suoi fornitori in materia di sostanze chimiche. Prende zero punti per quanto riguarda l’acquisto di carta e si deve dotare di politiche che escludano i fornitori coinvolti in fenomeni di deforestazione illegale.

Apple ottiene un punteggio basso sui criteri Energia; i dati sulle emissioni di gas serra devono essere verificati da un ente esterno e Apple non ha ancora specificato un obiettivo di riduzione delle emissioni. La Apple guadagna punti per le misure che ha adottato al fin di migliorare l’efficienza energetica e l’uso delle energie rinnovabili, che rappresenta più del 13% del totale consumato dall’azienda. Apple potrebbe aumentare ulteriormente il suo punteggio fissando degli obiettivi ambiziosi al 2020.

Continua a ottenere buoni risultati sui criteri legati ai Prodotti. Tutti i prodotti Apple sono adesso privi di plastica in PVC e ritardanti di fiamma a base di bromo, con l’eccezione di alcuni paesi dove gli alimentatori senza PVC devono ancora ricevere la certificazione di sicurezza. Tuttavia, non ha alcun piano di eliminazione dell’antimonio o del berillio. Apple ottiene un punto per le informazioni che fornisce sulla vita delle batterie ma non rivela la durata della garanzia e la disponibilità delle parti di ricambio per le sue linee di prodotto principali. Non fornisce, inoltre, alcuna informazione sull’utilizzo di plastica riciclata. Ottiene, invece, il massimo poiché tutti i suoi prodotti soddisfano gli standard di efficienza energetica Energy Star. Anche Apple rischia di avere un punto di penalità nella prossima edizione della guida poichè è membro di un’associazione di categoria che ha fatto dichiarazioni contro

rigidi standard di efficienza energetica, una posizione da cui Apple deve prendere pubblicamente le distanze.

5. Philips 4,5/10

Philips è al quinto posto in classifica con 4,5 punti. Insieme a Sony, Philips è al top della categoria Energia per aver chiesto all’Unione Europea di adottare un obiettivo di riduzione dei gas serra del 30% entro il 2020 (rispetto ai valori del 1990). Ottiene il massimo dei punti anche per la pubblicazione delle emissioni di gas serra dovuti alle proprie attività (verificati da enti esterni). Ottiene buoni risultati anche nella riduzione delle proprie emissioni di gas serra, soprattutto grazie all’acquisto di elettricità prodotta da fonti rinnovabili ma deve ancora fissare un obiettivo di riduzione oltre il 2012 – di almeno un ulteriore 30% entro il 2015 – e di utilizzare il 100% di energia rinnovabile entro il 2020.

Per quanto riguarda i criteri sui Prodotti, Philips ha immesso sul mercato una serie di articoli privi di plastica in PVC e ritardanti di fiamma a base di bromo, oltre a 6 tipi di ftalati e all’antimonio. Deve ancora impegnarsi a eliminare alcuni composti del berillio e tutti i tipi di ftalati. Riceve zero punti per il ciclo di vita del prodotto, dato che non comunica la durata della garanzia e la disponibilità delle parti di ricambio per le sue linee di prodotto principali. Per quanto Philips abbia degli obiettivi per migliorare l’efficienza energetica, non ha ancora pubblicato la lista dei prodotti che rispettano gli ultimi standard in termini di risparmio energetico Energy Star. Anche Philips rischia di avere un punto di penalità nella prossima edizione della guida poiché è membro di un’associazione di categoria che ha fatto dichiarazioni contro rigidi standard di efficienza energetica, una posizione da cui Philips deve prendere pubblicamente le distanze.

Per i criteri sui Processi Produttivi, Philips ottiene il miglior punteggio per la propria politica in tema di approvvigionamento di minerali da zone di conflitto e di gestione dei prodotti chimici nella catena di approvvigionamento. Philips ha da poco iniziato un’indagine per determinare la quantità di gas serra prodotta dai propri fornitori, ma non ha ancora pubblicato i dati. Il suo programma di ritiro e riciclaggio ha bisogno di uscire dalla fase di progetto pilota e di raggiungere, in particolare, quei paesi dove non esiste una legislazione sul trattamento dei rifiuti elettronici. Infine, Philips non ottiene punti sui criteri relativi all’acquisto di carta e deve dotarsi di politiche che escludano i fornitori coinvolti in fenomeni di deforestazione illegale.

6. Sony Ericsson 4,2/10

Sony Ericsson si posiziona al sesto posto con 4,2 punti. È uno dei leader nella categoria Prodotti, ottenendo il massimo dei punti per l’efficienza energetica dei propri telefoni, le informazioni fornite ai clienti e gli obiettivi in termini di efficienza energetica. È vicina a raggiungere il punteggio massimo anche per l’eliminazione di sostanze pericolose dai propri prodotti, eccetto pochi casi in cui viene utilizzato l’antimonio e alcuni tipi di ftalati. Riceve zero punti per il ciclo di vita del prodotto, dato che non comunica la durata della garanzia e la disponibilità delle parti di ricambio per le sue linee di prodotto principali.

Ottiene risultati meno buoni nella categoria Energia. Sony Ericsson ha fissato al 20% l’obiettivo di riduzione di gas serra entro il 2015, mentre dovrebbe essere più ambiziosa e puntare almeno al 30%

entro la stessa data e fissare l’obiettivo di utilizzare il 100% di elettricità rinnovabile entro il 2020. Anche se il 31% dell’energia elettrica acquistata dall’azienda a livello globale proviene da energie rinnovabili, Sony non ha ancora definito un piano per ridurre le proprie emissioni attraverso l’efficienza energetica e un maggior ricorso all’energia rinnovabile.

Sony Ericsson si posiziona relativamente bene nella categoria sui Processi Produttivi, ottenendo il massimo dei punti per il proprio programma di gestione delle sostanze chimiche: è positivo il fatto che l’azienda lavori con i fornitori al fine di evitare l’utilizzo di sostanze soggette a restrizione. Sebbene fornisca alcuni calcoli sulle emissioni di gas serra dell’intero ciclo di vita dei suoi prodotti, deve ancora rendere pubblici i dati sulle emissioni totali di gas serra derivanti dall’intera filiera produttiva e definire un piano di riduzione delle emissioni. Infine, Sony Ericsson risulta ancora carente nelle garanzie che i minerali utilizzati non provengano da zone di conflitti e si deve dotare di una politica di approvvigionamento di carta che escluda quei fornitori coinvolti in fenomeni di deforestazione illegale.

7. Samsung 4,1/10

Samsung ottiene la settima posizione con 4,1 punti. Ha recuperato il punto di penalità che gli era stato tolto dalla versione 14 della guida per essersi rimangiata la promessa di eliminare i ritardanti di fiamma a base di bromo in tutti i nuovi modelli entro gennaio 2010 e il PVC entro la fine del 2010. Adesso tutti i notebook, i telefoni cellulari e i lettori di MP3 sono privi di queste sostanze, ma televisori ed elettrodomestici non sono più inclusi nella lista dei prodotti da cui eliminare le sostanze pericolose. Samsung si comporta piuttosto bene nella categoria Prodotti e risulta uno dei leader nel nuovo criterio sul ciclo di vita del prodotto fornendo dettagli sulla garanzia e sulla reperibilità dei pezzi di ricambio e dando informazioni sul lavoro di innovazione svolto in questo campo. Samsung ottiene, inoltre, un buon punteggio per l’efficienza energetica ma rischia un punto di penalità nella prossima edizione della guida poiché è membro di un’associazione di categoria che ha fatto dichiarazioni contro rigidi standard di efficienza energetica, una posizione da cui Samsung deve prendere pubblicamente le distanze.

Nella categoria Energia, Samsung ottiene il massimo dei voti solo per la pubblicazione dei dati (verificati da un ente esterno) sulle emissioni di gas serra. Samsung ha fissato un obiettivo di “ridurre le emissioni di gas serra del 24% rispetto al ‘business as usual’ entro il 2015” delle proprie attività, ma non ha un obiettivo di riduzione delle emissioni totali (compreso i fornitori), che deve essere di almeno il 30% entro il 2015. Attualmente solo lo 0,1% dell’energia elettrica utilizzata dall’azienda proviene da fonti rinnovabili e Samsung deve fissare degli obiettivi ambiziosi al 2020. Sul fronte lobby per una politica energetica pulita, Samsung ottiene un punto per il suo sostegno alla riduzione delle emissioni di gas serra da parte dei paesi sviluppati di almeno il 30% entro il 2020.

Samsung raccoglie la maggior parte dei punti nella categoria sui Processi Produttivi per il suo relativamente buon programma di ritiro dei rifiuti elettronici. Programma che, tuttavia, deve essere allargato per coprire l’intera gamma di prodotti. Samsung pubblica, inoltre, i dati relativi alle emissioni di gas serra di gran parte dei suoi fornitori di primo livello in Corea, e ha in programma di estendere questa ricerca ai fornitori internazionali nel prossimo futuro. È in procinto di firmare un accordo di conformità con i propri fornitori che vieta l’utilizzo di minerali provenienti da zone di conflitto. Per quanto riguarda la carta, Samsung riceve un punto per la pubblicazione dei suoi dati di utilizzo e per l’intento di incrementare l’utilizzo di carta FSC; deve ancora dotarsi di politiche che escludano i fornitori coinvolti in fenomeni di deforestazione illegale.

8. Lenovo 3,8/10

Lenovo è all’ottavo posto con 3,8 punti. In parte questo è dovuto all’aver riguadagnato il punto di penalità che gli era stato tolto per essersi rimangiato l’impegno a eliminare la plastica in PVC e i ritardanti di fiamma a base di bromo (BFR) dai propri prodotti entro il 2009. Mentre non ha ancora raggiunto il suo attuale obiettivo di avere entro la fine del 2011 tutti i prodotti privi di PVC e BFR, Lenovo ha già lanciato una serie di prodotti privi di PVC e BFR. Nella categoria Prodotti, l’azienda riceve quasi il massimo dei punti per l’utilizzo di plastica riciclata.

Tuttavia, per ottenere punti rispetto ai criteri sul ciclo di vita del prodotto, Lenovo ha bisogno di rivelare pubblicamente la durata della garanzia e la disponibilità delle parti di ricambio per le sue principali linee di prodotto. Sebbene segnali la percentuale di prodotti che soddisfano gli standard di efficienza energetica Energy Star, questa risulta ancora troppo bassa. Lenovo rischia di avere un punto di penalità nella prossima edizione della guida poiché è membro di un’associazione di categoria che ha fatto dichiarazioni contro rigidi standard di efficienza energetica, una posizione da cui Lenovo deve prendere pubblicamente le distanze.

Nella categoria Energia, Lenovo raggiunge l’obiettivo che si era prefissato di riduzione del 17% delle emissioni di gas serra. Ora deve fissare degli obiettivi ancora più ambiziosi per una riduzione di almeno il 30% entro il 2015 e per un aumento sostanziale nell’uso delle energie rinnovabili entro il 2020. Ottiene il massimo dei punti per la pubblicazione dei dati sulle emissioni di gas serra derivati dalle proprie attività (certificati da un ente esterno) e ottiene un punto per il suo sostegno alla riduzione delle emissioni di gas serra da parte dei paesi sviluppati di almeno il 30% entro il 2020.

Per quanto riguarda la categoria sui Processi Produttivi, Lenovo ottiene il miglior punteggio per il suo programma di ritiro dei prodotti a fine vita e per il fatto di rendere nota la quantità di materiale riciclato. Lenovo non ha alcuna politica in fatto di approvvigionamento di minerali da zone di guerra, ma si dichiara disposta a sostenere gli sforzi dell’industria in questa direzione. Infine, l’azienda dice di utilizzare “imballaggi ecologici”, ma riceve comunque zero punti in questa categoria poiché non esclude espressamente i fornitori legati a fenomeni di deforestazione illegale.

9. Panasonic 3,6/10

Con 3,6 punti Panasonic è al nono posto insieme a Sony. Si trova in fondo alla classifica, soprattutto per la scarsa performance nella categoria Energia. Gli obiettivi che l’azienda si pone sull’uso di fonti rinnovabili e sulla durata della vita del prodotti sono troppo generici. Panasonic deve fissare degli obiettivi chiari e ambiziosi al fine di ridurre le emissioni di gas serra (almeno il 30% entro il 2015) e aumentare drasticamente l’utilizzo di elettricità proveniente da energie rinnovabili.

Nella categoria Prodotti, Panasonic ottiene uno dei punteggi più alti tra tutte le aziende, poichè fornisce informazioni esaurienti ai clienti sulla durata della garanzia e la disponibilità delle parti di ricambio per le sue linee di prodotto principali. Inoltre, investe in innovazione su vari fronti per allungare la vita dei propri prodotti. Molti dei prodotti commercializzati sono già privi di plastica in PVC e ha in programma di eliminare il PVC e i ritardanti di fiamma a base di bromo da tutti i computer portatili e i telefoni cellulari entro il 2011. Ottiene il massimo dei punti per l’efficienza energetica poiché

tutti i suoi televisori rispettano gli ultimi standard in termini di risparmio energetico Energy Star. Tuttavia, rischia di avere un punto di penalità nella prossima edizione della guida poiché è membro di un’associazione di categoria che ha fatto dichiarazioni contro rigidi standard di efficienza energetica, una posizione da cui Panasonic deve prendere pubblicamente le distanze.

Per la categoria sui Processi Produttivi è positivo che Panasonic renda pubblici i dati sulle emissioni di gas serra della propria intera filiera sin dal 2009. È negativo, che l’azienda non abbia un programma a livello globale di ritiro dei prodotti a fine vita. Infine, Panasonic ha un dettagliato programma di gestione delle sostanze tossiche che presenta, però, delle incongruenze con gli obiettivi che si è prefissa.

9 Sony 3,6/10

Con 3,6 punti Sony è al nono posto insieme a Panasonic. Raccoglie 4.6 punti nelle categorie ma subisce un punto di penalità per le dichiarazioni rilasciate dall’azienda contro gli standard di efficienza energetica in California. Sony rischia un secondo punto di penalità nella prossima edizione della guida poiché è membro di un’associazione di categoria che ha fatto dichiarazioni contro rigidi standard di efficienza energetica, una posizione da cui deve prendere pubblicamente le distanze. Nella categoria Prodotti, ottiene il massimo dei voti poiché tutti i suoi televisori soddisfano o superano i più recenti standard energetici Energy Star. Utilizza quantità relativamente elevate di plastica riciclata ma non fornisce nessuna informazione ai clienti sulla durata della garanzia e la disponibilità delle parti di ricambio.

Sony, insieme a Philips, si trova in cima alla classifica nella categoria Energia. Ottiene il massimo dei punti per la pressione politica esercitata avendo chiesto all’Unione Europea di adottare un obiettivo di riduzione dei gas serra del 30% entro il 2020 (rispetto ai valori del 1990). Ottiene anche il massimo dei punti per la pubblicazione dei dati sulle emissioni di gas serra di tutta la filiera, che intende ridurre del 30% (rispetto ai dati del 2000) attraverso l’efficienza energetica e il ricorso alle energie rinnovabili.

Ottiene, invece, il peggiore risultato nella categoria sui Processi Produttivi. Prende zero punti sulla politica relativa all’acquisto di carta e rischia un punto di penalità nella prossima edizione della guida poichè risulta essere un cliente di Asia Pulp and Paper, una delle compagnie responsabili della deforestazione illegale in Indonesia. Non ha ancora un programma serio di ritiro dei prodotti a fine vita a livello globale.

11 Sharp 3/10

Sharp è all’undicesimo posto con tre punti. Per la categoria Energia, è positivo che l’azienda abbia chiesto al Governo giapponese di aumentare l’impegno a favore delle fonti rinnovabili. Sebbene Sharp sia un produttore di pannelli solari, solo lo 0.5 per cento dell’energia elettrica consumata proviene da fonti rinnovabili e non ha fissato nessuno obiettivo per i prossimi anni.

Raccoglie la maggior parte dei punti nella categoria Prodotti per l’efficienza energetica dei suoi articoli, e rende noto che tutti i suoi televisori rispettano gli ultimi standard in termini di risparmio energetico Energy Star (con il 90% di questi che superano i requisiti per la modalità sleep). Tuttavia, rischia di avere un punto di penalità nella prossima edizione della guida poiché è membro di

un’associazione di categoria che ha fatto dichiarazioni contro rigidi standard di efficienza energetica, una posizione da cui Sharp deve prendere pubblicamente le distanze.
Sharp ha molti prodotti che sono privi di plastiche PVC, ma l’eliminazione di ritardanti di fiamma a base di bromo (BFR) è in gran parte limitato agli involucri esterni e non ha rispettato l’impegno che si era preso; Sharp deve comunicare al più presto i nuovi obiettivi di eliminazione di PVC, BFR e antimonio. L’azienda da alcuni consigli su come allungare la vita del prodotto, ma non fornisce la durata della garanzia e la disponibilità delle parti di ricambio per le sue linee di prodotto principali.

Sharp è scarsa nella categoria Processi produttivi. Raccoglie solo pochi punti per il suo programma di ritiro che si concentra esclusivamente in quei paesi dove è obbligatorio per legge. Fornisce i dati di emissioni di gas serra dei suoi stabilimenti principali, ma non rende noto il valore totale e i piani di riduzione. Riceve zero punti per la gestione delle sostanze tossiche in quanto non sta tenendo fede al suo impegno di sostenere il principio di precauzione né comunica alla sua catena di fornitori l’impegno a eliminare gradualmente le sostanze pericolose. Inoltre, non sta facendo nulla per affrontare la questione dei minerali provenienti da zone di conflitto o per escludere dai propri fornitori di carta coloro che sono coinvolti in fenomeni di deforestazione illegale.

12 Acer 2.9/10

Acer è al dodicesimo posto con un punteggio di 2.9. Nella categoria Energia ottiene zero punti per i suoi impegni di riduzione di gas serra, poiché non ha ancora fissato degli obiettivi chiari. Acer ha eleaborato una “politica di riduzione dei consumi”, con cinque direzioni principali, compresa l’efficienza energetica e l’acquisto di crediti di CO2 da fonti rinnovabili. È positivo che Acer sostenga, per i paesi industrializzati, una riduzione del 30% delle emissioni di gas serra entro il 2020, ma deve anche avere dei propri piani di riduzione che mirino ad almeno il 30% di riduzione entro il 2015 e uso principali di energie rinnovabili entro il 2020.

Non fa meglio nella categoria Prodotti. Zero punti per il ciclo di vita dei prodotti dato che non rivela la durata della garanzia e la disponibilità delle parti di ricambio per le sue linee di prodotto principali. Tuttavia, utilizza plastica riciclata per gli involucri di sette linee di prodotto EPEAt Gold. Ha, inoltre, lanciato nolti nuovi modelli privi di plastiche PVC e ritardanti di fiamma al bromo (BFR) e ha informato Greenpeace che presto la maggior parte dei suoi prodotti saranno liberi da queste sostanze. Non totalizza punti sull’efficienza energetica dato che solo pochi dei suoi prodotti rispettano gli ultimi standard in termini di risparmio energetico Energy Star.

La sua performance migliora nella categoria Processi produttivi. Bene nella gestione delle sostanze chimiche e per le attività di lobbying volte a limitare l’utilizzo degli organo-alogenati nonché per il suo approccio precauzionale verso l’utilizzo di sostanze chimiche. Ottiene un buon punteggio anche perchè rende noti i dati sulle emissioni di gas serra dei suoi fornitori di primo livello mentre sta già indagando su quelle dei fornitori di secondo livello; con questo programma Acer prevede di rivedere i propri obiettivi di riduzione. Ha pubblicato un sondaggio effettuato tra i suoi fornitori sull’utilizzo di minerali provenienti da zone di conflitto ma non è ancora in grado di garantire su tutte le linee di approvvigionamento. Infine, non riceve nessun punto per la gestione della carta, dato che non specifica la necessità di rifornirsi di carta FSC o di escludere dai propri fornitori quelli coinvolti in fenomeni di deforestazione illegale.

13 LGE 2.8/10

Con 2.8, LGE è in tredicesima posizione insieme a Toshiba. Riguadagna il punto di penalità che gli era stato tolto per non aver mantenuto l’impegno a eliminare la plastica in PVC e i ritardanti di fiamma a base di bromo (BFR) dai propri prodotti entro il 2010. Tutti i telefoni cellulari LG sono ora privi di PVC, BFR, ftalati, triossido di antimonio e ossido di berilio; altri prodotti come televisori e computer portatili hanno molte parti prive di PVC e BFR; LG punta punta a eliminare queste sostanze completamente da tv e pc entro il 2012 e dagli elettrodomestici entro il 2014. Nella categoria Prodotti LG ottiene la maggior parte dei punti per l’efficienza energetica; ha riguadagnato quei punti che aveva perso nella scora edizione della guida facendo dichiarazioni a sostegno di norme più severe per ottenere la certificazione Energy Star. Non comunica la durata della garanzia e la disponibilità delle parti di ricambio per le sue linee di prodotto principali.

Raccoglie meno punti nella categoria Energia, poichè ha fissato un target molto debole del 10% di riduzione di gas serra entro il 2020 (mentre dovrebbe essere di almeno il 30% entro il 2015). Ha ottenuto una riduzione annuale di emissioni di gas serra di circa 20 mila tonnellate attraverso varie misure di efficienza energetica e ha in programma di incrementare l’uso di energia rinnovabile. Ottiene un punto perchè sostiene, per i paesi industrializzati, una riduzione del 30% delle emissioni di gas serra entro il 2020.

Guadagna lamaggiorpartedeipuntinellacategoriaProcessiproduttivi.Fornisceilritirodeicellulari obsoleti in 52 paesi ma deve allargare questo servizio a tutti i suoi prodotti. LGE non segnala più i tassi di riciclo come percentuale delle vendite passate. Ha una politica sulle sostanze chimiche che si basa sul principio di precauzione e comunica ai fornitori i propri piani per eliminare le sostanze pericolose. Prende zero punti sulla politica relativa all’acquisto di carta e rischia un punto di penalità nella prossima edizione della guida poichè risulta essere un cliente di Asia Pulp and Paper, una delle compagnie responsabili della deforestazione illegale in Indonesia.

13 Toshiba 2.8/10

Con 2.8, Toshiba è alla tredicesima posizione insieme a LGE. Riguadagna due punti di penalità che gli erano stati tolti: uno per non aver mantenuto l’impegno a eliminare la plastica in PVC e i ritardanti di fiamma a base di bromo (BFR) dai propri prodotti entro il 2010, l’altro per non aver ammesso, davanti ai suoi clienti e a Greenpeace, di non essere in grado di onorare i suoi impegni. Nel marzo 2011 ha rilasciato il suo primo pc privo di PVC e BFR. Si è anche impegnata a eliminare PVC, BFR, antimonio e i suoi composti, berillio e i suoi composti, ftalati da tutti i suoi prodotti entro il 2015. Toshiba ottiene dei risultati negativi in tutta la categoria Prodotti. Per esempio non rivela la durata della garanzia e la disponibilità delle parti di ricambio per le sue linee di prodotto principali. Sono diminuite le quantità di plastica riciclata che utilizza. Toshiva deve anche comunicare la percentuale dei suoi prodotti che soddisfano i criteri Energy Star per ogni gamma di articoli. Rischia, inoltre, di ricevere un punto di penalità nella prossima edizione della guida poiché è membro di un’associazione di categoria che ha fatto dichiarazioni contro rigidi standard di efficienza energetica, una posizione da cui Toshiba deve prendere pubblicamente le distanze.

Fa peggio nella categoria Energia. Anche se ha ridotto le proprie emissioni di CO2 (in linea con gli obiettivi precedenti) e punta a mantenere le emissioni di CO2 sotto il 60% del livello del 1990, la presentazione di questi obiettivi è confusa e difficile da confrontare con la necessità di ridurre le

proprie emissioni di gas serra di almeno il 30% entro il 2015. Toshiba fornisce alcuni esempi su come migliorare l’efficienza energetica e incrementare l’utilizzo delle energie rinnovabili; tuttavia, non ha una strategia completa su come raggiungere l’obiettivo di aumentare drasticamente l’uso di energia elettrica rinnovabile entro il 2020.

Toshiba fa meglio nella categoria Processi produttivi, in particolare nella gestione dei rifiuti elettronici, in quanto fornisce dati sulle percentuali di riciclaggio globali per tv e pc, ma deve ancore estendere il programma di ritiro dei televisori ai paesi non OCSE. Sui i minerali provenienti da zone di conflitto, Toshiba ha iniziato un lavoro di ricerca presso i propri fornitori ma non garantisce ancora l’intera filiera di approvvigionamento. Ha un dettagliato programma di gestione delle sostanze chimiche che si basa sul principio di precauzione. Infine, non ottiene punti sui criteri relativi all’acquisto di carta e si deve dotare di politiche che escludano i fornitori coinvolti in fenomeni di deforestazione illegale.

15. RIM 1.6/10

RIM è la new entry della guida, all’ultimo posto con 1.6 punti. Nella categoria Energia, RIM calcola e rende note le sue emissioni di gas serra, ma non le fa certificare da un ente esterno. RIM non ha ancora fissato alcun obiettivo di riduzione dei gas serra, mentre dovrebbe porsi il target di almeno il 30% di riduzione entro il 2015 e utilizzare il 100% di energie rinnovabili entro il 2020.

Nella categoria Prodotti, RIM riceve punti solo per i criteri di efficienza energetica per aver segnalato che il carica batterie del BlackBerry ha ottenuto la certificazione della Commissione Europea IPP 4- star. Rischia di avere un punto di penalità nella prossima edizione della guida poiché è membro di un’associazione di categoria che ha fatto dichiarazioni contro rigidi standard di efficienza energetica, una posizione da cui RIM deve prendere pubblicamente le distanze. Per quanto riguarda le sostanze pericolose, RIM deve fissare le scadenze entro le quali eliminare l’uso di tale sostanze dai suoi prodotti. Deve, inoltre, comunicare la durata della garanzia e la disponibilità delle parti di ricambio per le sue linee di prodotto principali.

Ottiene la maggior parte dei punti nella categoria Processi produttivi. È uno dei leader riguardo ai minerali provenienti da zone di guerra, poiché si rifiuta di acquistarli direttamente e ha chiesto garanzie scritte ai suoi fornitori di condensatori al tantalio che questo minerale non provenga da zone di conflitto. Prende un punto per la sua politica sull’acquisto di carta, impegnandosi ad acquistare fibra proveniente da foreste gestite in modo sostenibile e a escludere espressamente i fornitori coinvolti in fenomeni di deforestazione illegale. RIM guadagna anche un punto per il suo programma di ritiro negli Stati Uniti. Prende zero punti sulla capacità di gestire le emissioni di gas serra della propria filiera produttiva.

Fonte: www.greenpeace.org/italy

eBook

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Contatti

Uomoplanetario.org

Email

Telefono+39 (340) 1046944

×
  • HOME
  • ECOLOGIA
  • TECNO
  • ABOUT
  • CONTACT