Home»World News»Africa»Che cos’è il ‘land grabbing’?
Terreno agricolo

Negli ultimi anni stiamo assistendo a un fenomeno inquietante in ambito agricolo: il land grabbing, che significa “accaparramento di terreno”. I fondi sovrani di paesi come la Cina e l’Arabia Saudita e in misura minore l’India acquistano da altri paesi terre che intravedono come soluzione strategica futura da utilizzare sia per le coltivazioni agricole che per l’allevamento del bestiame. Buona parte delle terre ancora disponibili sono localizzate in Africa e, in maniera minore, in Sudamerica. I lotti di terreno acquistati sono di dimensioni assai rilevanti (a volte grandi quanto un’intera regione italiana).

Il fenomeno è al momento ancora contenuto, ma stiamo comunque parlando di 30 milioni di ettari già acquistati dai fondi sovrani, pari a tre volte la superficie agricola coltivabile in Italia.

Da un lato questo investimento potrebbe avere risvolti positivi, come la trasformazione delle zone desertificate in un giardino e la creazione di occupazione. Ma il rischio concreto è che i prodotti coltivati su questi terreni non contribuiscano mai a nutrire le popolazioni povere che vi abitano, ma siano esclusivamente esportati nei paesi proprietari, affamando ancora di più le popolazioni. Non a caso si parla di un “nuovo colonialismo comprato”.

Le Nazioni Unite stanno tentando di monitorare la situazione – ma farlo è alquanto difficoltoso perché solitamente queste acquisizioni vengono svolte nel segreto tipico delle operazioni finanziarie. L’auspicio è che si arrivi al più presto a regolamentare dal punto di vista legislativo l’acquisizione di grandi dimensioni di terra.

Fonte: www.soloecologia.it

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