Home»World News»Asia»Campane a morto. Gli scienziati ritengono condannate le tigri e altri animali famosi
Tigre

Un concentrato di frustrazione sulla reale possibilità di mettere la natura al riparo dalle conseguenze delle azioni umane. E’ sull’ultimo numero di Conservation Biology: un sondaggio cui hanno partecipato quasi 600 scienziati che si occupano di conservazione ambientale.

Sembra di ascoltare le campane a morto. Molti degli esperti si dicono favorevoli ad introdurre il concetto di triage per stabilire se merita la pena di lottare per salvare una specie dall’estinzione.

Il vocabolo “triage” è preso a prestito dalla sommaria valutazione che, per prima cosa, si fa delle condizioni di un paziente giunto al Pronto soccorso, per dare la precedenza agli interventi su chi è in pericolo di vita anche a costo di far aspettare chi ha semplicemente (si fa per dire…) una gamba rotta.

Solo che qui la prospettiva è rovesciata. Tanto vale, dicono in sostanza gli scienziati, lasciar perdere le specie tipo le tigri, in condizioni molto gravi ma per le quali non si riesce a cavare un ragno dal buco, e concentrarsi invece su quelle che hanno l’equivalente ecologico di una gamba rotta, e dunque possono essere salvate. Significa alzare la bandiera bianca, se ci pensate.

Il sondaggio è stato condotto da Murray Rudd della York University e ha coinvolto 583 conservazionisti, cui è stato somministrato un questionario via internet.

Le loro risposte sulla situazione presente, sulle strade più efficaci per proteggere gli animali dall’estinzione e sulle possibilità di ottenere successi sono state analizzate secondo tutti i crismi della statistica.

Praticamente all’unanimità (99,5%) gli scienziati ritengono che, a livello globale, si stia verificando una grave perdita di biodiversità, che essi legano (con percentuali appena un filino meno bulgare) alle attività umane e al global warming, il riscaldamento globale innescato dalle attività umane.

Come reagire? Le risposte su questi temi sono analizzate anche e soprattutto in relazione alla “scuola di pensiero” cui appartiene chi le ha date: e ogni scuola di pensiero (dai conservazionisti attivi ai moderati che seguono il mainstream, con tutte le sfumature intermedie) mostra tendenze sue peculiari.

Il sondaggio però evidenza che, al di là di queste suddivisioni, c’è la netta tendenza a ritenere ormai persa la battaglia per salvare alcune specie famose dall’estinzione: non ne viene fatto il nome, ma è facile pensare alle tigri, ai rinoceronti, agli orsi polari…

la maggioranza ritiene che prima o poi bisognerà prenderne atto, arrendersi alla sconfitta e smettere di dedicare energie preziose agli animali, diciamo, insalvabili. Ritiene anche che ormai vada applicata la prospettiva del triage – la valutazione sommaria di cui parlavo prima – per concentrare le forze su battaglie che possono ancora essere vinte.

La pensa così circa il 60% degli interpellati. Gente che conosce bene la situazione in cui si trovano la natura e le specie a rischio. Che non si basa, presumibilmente, su valutazioni emotive ma sull’analisi della nuda realtà.

Fonte: www.blogeko.it

eBook

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Contatti

Uomoplanetario.org

Email

Telefono+39 (340) 1046944

×
  • HOME
  • WORLD NEWS
  • ECOLOGIA
  • ABOUT
  • CONTACT