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Bastoncini cotonati

Elena Meli

Una donna di 59 anni è arrivata al pronto soccorso dell’ospedale Henry Ford di Detroit in preda alle vertigini. Cinque ore prima stava pulendosi l’orecchio sinistro con un bastoncino cotonato: un movimento improvviso e il bastoncino le ha rotto il timpano e danneggiato l’orecchio interno, tanto che i test in ospedale hanno mostrato che la signora da quel lato era ormai sorda. All’inizio le è stato prescritto il riposo per risolvere le vertigini, ma dopo qualche giorno senza miglioramenti si è deciso di operarla per riparare il timpano e le lesioni dell’orecchio interno. Dopo sei settimane, le vertigini sono sparite e l’udito è tornato quasi normale, ma la signora è stata fortunata: con un danno tanto consistente non è facile guarire completamente. E tutto è successo per un banale bastoncino cotonato.

«Procurarsi lesioni gravi come quelle della signora statunitense usando male un “cotton fioc” non capita tutti i giorni, ma timpani rotti per questo motivo ne vediamo spesso – commenta Marco Piemonte, presidente della Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale -. Il condotto uditivo esterno è un “tubo” irregolare con un restringimento centrale: l’uso dei bastoncini è inefficace per la pulizia, perché il loro diametro è maggiore di quello del condotto e anziché rimuovere il cerume lo spingono in fondo, verso il timpano. Ma soprattutto, usarli è pericoloso: l’uso improprio, per esempio perché si fanno manovre violente o perché la punta è scoperta dal cotone, può danneggiare diverse strutture dell’orecchio». Si possono avere abrasioni e ferite della cute del condotto uditivo esterno; occlusioni da compressione del cerume; lacerazioni del timpano perché chiudendo il condotto con il bastoncino aumenta la pressione interna e questo fa “scoppiare” il timpano (la sordità che ne deriva è di grado lieve o medio); infine, il bastoncino può lacerare direttamente il timpano, provocando fratture degli ossicini dell’orecchio o addirittura lesioni dell’orecchio interno, com’è accaduto alla paziente americana. In questi casi l’udito diminuisce moltissimo, fino alla completa sordità e sono frequenti le vertigini.

 «Un danno tanto esteso capita di rado usando i bastoncini, ma quando accade la chirurgia può non bastare a ritrovare l’udito – informa Piemonte -. Le piccole ferite del condotto esterno sono invece frequentissime ma si risolvono da sole in pochi giorni senza conseguenze, anche se allarmano il paziente perché sono dolorose e fanno sanguinare l’orecchio. La lacerazione da “scoppio” del timpano è meno comune, ma in un reparto specialistico se ne vedono comunque alcune decine ogni anno: se la lesione è minima una terapia con antibiotici o gocce auricolari medicate basta per guarire e ripristinare l’udito; se invece il timpano è gravemente danneggiato la chirurgia è necessaria e spesso efficace, anche se non in tutti i pazienti si ritorna alla capacità uditiva precedente al trauma». Insomma, i rischi non sono irrisori. Ma allora, come pulire le orecchie? «In un orecchio normale c’è sempre un sottile film di cerume che viene smaltito spontaneamente dall’orecchio stesso: il cerume viene secreto da speciali ghiandole proprio per pulire il canale uditivo. Di solito, quindi, non c’è bisogno di manovre particolari: il lavaggio quotidiano con acqua e sapone è più che sufficiente – risponde l’otorinolaringoiatra -. Inoltre, è bene evitare di inserire nel condotto qualunque materiale, per esempio asciugamani, fazzoletti di carta, forcine: come coi bastoncini si rischia di lesionare il timpano e si fa accumulare il cerume nel condotto, tanto che l’orecchio perde la sua capacità di detersione spontanea». Facciamocene una ragione: quello che ci ostiniamo a voler tirar via come fosse sporco è proprio ciò che ci permette di mantenere le orecchie perfettamente pulite.

Fonte: www.corriere.it

 

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