Home»Articoli»«Così creiamo i nostri ebook»: la testimonianza di una professoressa
Ebook a scuola

Alessia Rastelli

Dopo l’ultimo post sul possibile uso degli ebook nella scuola e nell’università italiana, in molti ci avete scritto per esprimere speranza o scetticismo e per raccontarci esperienze già in corso.

Pubblichiamo un intervento di Dianora Bardi, professoressa di Lettere al liceo scientifico «Filippo Lussana» di Bergamo che coordina il progetto di ebook in classe «Sperimentando». 

La stessa docente sarà domenica a Brescia con un intervento dal titolo Oltre la carta: gli ebook nella didattica, nell’ambito della nona edizione della Rassegna della microeditoria italiana che si terrà dall’11 al 13 novembre nella sede di Villa Mazzotti.   

Ho letto il vostro post a proposito dell’uso degli ebook nei college americani. In Italia qualche esperienza del genere è già in atto. Ad esempio in alcuni atenei: nella facoltà di Economia dell’Università di Padova oppure all’Università della Tuscia. Molti progetti si stanno attivando anche nella scuola (si veda ad esempio il portale degli editori Scuolabook).

Adottare un libro digitale, però, non vuol dire solo fruire i contenuti su un nuovo supporto. Così come non basta introdurre le tecnologie se non vi è un’adeguata formazione dei docenti, sia sull’uso degli strumenti sia sui metodi d’insegnamento. Con gli ebook, infatti, la didattica andrebbe riorganizzata per competenze chiave, come raccomanda anche l’Unione Europea, rivoluzionando i rapporti docente-alunno, docente-docente, alunno-alunno. 

Nel mio liceo abbiamo attivato in una classe quarta una sperimentazione nell’ambito della quale gli studenti usano i libri digitali su iPad ed ereader. In primo luogo, gli alunni hanno iniziato a navigare su Internet per raggiungere le fonti primarie e le risorse didattiche già esistenti online (che sono anche state recensite e rese disponibili gratuitamente in una directory ragionata su Google Sites: www.lerisorsedigitali.it). In questo modo la classe si è spostata verso un modello di apprendimento più avanzato – quasi di tipo universitario – basato sulla ricerca attraverso le fonti primarie e l’educazione alla selezione delle stesse fonti.

Ragazzi e docenti  hanno poi collaborato in un sistema cloud, interagendo anche fuori dalle pareti scolastiche e usando un servizio di file sharing come Dropbox attraverso il quale scambiare file.

Grazie alle applicazioni dell’iPad, inoltre, abbiamo creato ambienti di apprendimento personalizzati e costruito libri ipermediali in modalità wiki. È apparso subito chiaro che il learning by doing ha potenzialità enormi soprattutto per lo sviluppo di una educazione antidogmatica e aperta. Tanto che per ogni disciplina (in alcuni casi per ogni unità di apprendimento) la stessa classe ha prodotto un ebook multimediale. In questo modo è stato messo in atto un processo di costruzione diretta del percorso didattico, realizzato in modo attivo e collaborativo sotto la supervisione di un docente-coach, che ha integrato la pratica della scrittura con i  linguaggi  tipici dei nostri ragazzi.

Oggi la classe quarta, divenuta quinta, affronterà la maturità e il progetto è partito anche in quattro prime che hanno abolito quasi tutti i libri di testo cartacei. Oltre 30 docenti, inoltre, collaborano nelle aule e da casa… nel cloud. Riscoprendo una scuola dinamica, collaborativa e coinvolgente.

Proprio per questo spero che gli ebook proposti dagli editori possano trasformarsi sempre più in un semplice «scheletro», in un’ossatura di tutto il programma scolastico che venga arricchita via via nel corso dell’anno, magari attraverso l’acquisto online con microppagamento di singoli capitoli o unità didattiche. In modo che i libri possano essere accessibili a costi più bassi. E che possano essere strumento di un nuovo apprendimento personalizzato, più creativo, dinamico ed efficace.

E voi che cosa ne pensate? Vi piacerebbe studiare o vi sarebbe piaciuto aver studiato con i supporti e, soprattutto, con la «mentalità digitale»? Sareste contenti che i vostri figli speriementassero i nuovi metodi didattici? Se invece nutrite dei dubbi, quali sono?

Fonte: www.corriere.it

eBook

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Contatti

Uomoplanetario.org

Email

Telefono+39 (340) 1046944

×
  • HOME
  • TECNO
  • ABOUT
  • CONTACT