Home»Città possibile»Spesa alla spina: meglio di quella al supermercato?
Spesa alla spina

Dal detersivo al latte, oggi i prodotti si comprano direttamente dal distributore. Senza inquinare buttando via i contenitori.

Marco Boscolo

La pasta in confezioni di cartone, il riso sottovuoto nella plastica (e dentro una scatola di cartone), il latte nel tetrapak o la plastica, i detersivi nelle bottiglie anch’esse di plastica. Gli imballaggi della nostra spesa contribuiscono alle oltre 12 mila tonnellate di rifiuti da imballaggio che ogni anno si producono in Italia. L’equivalente di un cassonetto del peso di oltre 210 chili che ognuno di noi riempie ogni anno (dati ISPRA). Un costo ambientale notevole. Soprattutto se si pensa che di queste 12 mila tonnellate di involucri, solo poco più della metà finisce nella catena del riciclo.

Per venire incontro a una clientela sempre più attenta all’ambiente, sono comparsi un po’ ovunque punti vendita dove è possibile acquistare prodotti alla spina. Riso e pasta, latte, detersivi, ma anche vino, spezie e dolciumi. Si parte da casa con i propri contenitori da riempire e riutilizzare, magari portandosi anche borse di tela. Un po’ un ritorno alla spesa da bottega di un paio di generazioni fa. Un ritorno che implica un minor impatto ambientale e un maggior risparmio.

Prendiamo i detersivi. Secondo una ricerca di Federconsumatori dello scorso aprile, comperando il detersivo per la lavatrice alla spina si spende in media 1,35 euro al litro, contro i 2,06 dello stesso prodotto confezionato. Un risparmio si trova anche su detersivo per i piatti, 0,9 euro al litro contro 1,95. E vantaggi analoghi si hanno anche su ammorbidente, deterviso per lavastoviglie e saponi. Ma sarà facile trovare un punto vendita per questi prodotti? Secondo questa mappa non esattamente: 1250 negozi distribuiti in 107 provincie italiane. Se il negozio dove andate di solito non è censito, basta segnalarlo in pieno spirito crowdsourcing.

Sempre più diffusi, invece, (sono più di 1400) anche i distributori di latte crudo alla spina, che permettono di risparmiare qualche soldo, con un prezzo di 1 euro al litro, e qualche bottiglia. La prima volta si può comperare una bottiglia di vetro da riutilizzare per i successivi rifornimenti.

Altri prodotti che si possono comperare sfusi sono la pasta, i cereali, il riso, il vino. “Ma noi abbiamo anche la cioccolata, i legumi, la frutta secca e un totale di 650 prodotti”, racconta Ira Spataro, che dopo anni nella grande distribuzione ha scelto la spesa alla spina: assieme ad Alessandra Rizza ha aperto Ari Ecoidee, con cinque punti vendita e un programma di espansione in franchising. Risparmio sì, ma soprattutto una filosofia diversa per fare la spese.

“C’è un minor impatto ecologico perché il confezionamento non è più un processo industriale, ma viene realizzato direttamente in negozio con il cliente al momento dell’acquisto”. Si tratta di un passaggio di lavorazione industriale in meno che si traduce in potenziale abbassamento del prezzo.

Nonostante la progressiva diffusione (più al nord che al centro-sud), l’alimentare alla spina rappresenta ancora una nicchia di mercato. Ciononostante alcune grandi catene di supermercati hanno attrezzato dei corner di prodotti sfusi all’interno dei loro punti vendita e in Rete sono comparsi fornitori di starter kit per chi vuole attrezzare il proprio negozio con un angolo alla spina oppure aprirne uno ex novo.

Fonte: www.wired.it

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