Home»Ecologia»Agricoltura biologica»Specie invasive, crolla raccolto di castagne a causa di insetto cinese

Castagne

Valentina Ierrobino

I cambiamenti climatici e l’aumento della temperatura terrestre non sono i soli responsabili della crisi che sta compromettendo la produzione di castagne, eccellenza autunnale per molti raccoglitori. Dopo il punteruolo rosso, altre specie invasive provenienti dalle aree tropicali stanno mettendo in crisi la catena alimentare del nostro Paese. A farne le spese quest’anno sono le castagne. Come spiega un venditore di castagne del Bresciano.

Le castagne più belle? Quest’anno arrivano dalla Spagna perché qui in Val Camonica, ma anche nel resto del Nord Italia, non ne abbiamo raccolta neanche una. Tutta colpa del cinipide, l’insetto che sta distruggendo i castagneti.

Il Nord del Paese è quello più colpito finora, come emerge dal Consorzio della castagna che riunisce i raccoglitori lombardi, come spiega il direttore Germano Squaratti.

Di solito la raccolta parte ai primi di ottobre e finisce con la prima decade di novembre, ma finora quest’anno nella nostra sede sono arrivati soltanto 20 quintali di castagne. Se a fine stagione toccheremo quota 300 quintali, la metà dell’anno scorso, ci sarà da fare festa.

La causa è di un imenottero infestante, il cinipide del castagno (Dryocosmus kuriphilus) che proviene dalla Cina. Dal 2002, anno del primo avvistamento, il cinipide ha colonizzato l’intera Val Camonica e, a detta degli esperti, ogni anno distrugge 50 Km di castagneti. Si può fronteggiare il cinipide, informa Squaratti, con la lotta biologica che consiste nel liberare nei castagneti un altro insetto che mangia e uccide il cinipide. L’ERSAF [Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste] ha programmato un intervento di questo genere per la prossima primavera, ma per vedere i risultati i tempi soo lunghi: ci vorranno dai cinque agli otto anni.

L’insetto parassitoide in questione è il Torymus sinensin anch’esso origninario dalla Cina. Il raccolto dimezzato delle castagne incide sui costi che sono saliti a 3,50 euro al chilo per le castagne della Puglia o della Campagna; mentre per quelle grandi e più belle che vengono dalla Spagna, i costi di vendita sono di 5,50 euro al chilo, o più.

Fonte: www.ecologiae.com

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