Home»Ecologia»Nasce il marchio 100% vegetale per prodotti animal free
100% VEGETALE

Il mondo del vegetarismo e del vegan si sta ampliando sempre più. Sul mercato iniziano a essere disponibili moltissimi prodotti, alimentari e non che si fregiano di essere cruelty e animal free, ossia che non contengono materie prime di derivazione animale e che non sono testati su scimmie o cavie. Ecco dunque l’esigenza di una certificazione e di un disciplinare che ne assicuri l’assoluta conformità agli standard etici animalisti.

Oggi, nella settimana internazionale del Vegetarismo e nel tempio dei vegetariani, ossia il ristorante di alta cucina naturale Joia dello Chef Pietro Leemann (1 stella Michelin) è stato presentato il marchio 100% vegetale voluto da LAV in collaborazione con ICEA, l’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale che certifica:

l’assenza di ingredienti di origine animale durante tutte le fasi della produzione fino al confezionamento; l’assenza di impiego di organismi geneticamente modificati; l’assenza di test su animali per additivi, conservanti e altre sostanze chimiche e per il prodotto finito; l’assenza di contaminazione del prodotto da altri prodotti o sostanze di origine animale.

C’è però anche un altro marchio che come 100% vegetale aiuta il consumatore etico e responsabile nelle sue scelte ed è il VeganOk che si basa sull’autocertificazione come mi spiega Sauro Martella di Promiseland:

E’ un certificato che copre diversi settori (alimentare, cosmesi e detergenza, editoria, abbigliamento, ristorazione, prodotti per animali) attraverso disciplinari diversi per ogni settore e anch’esso garantisce che il prodotto non contenga ingredienti di origine animale. Per quanto riguarda la ristorazione, è possibile trovare esercizi onnivori, vegetariani e Vegani, uniti dal fatto che garantiscono un servizio ai Vegani che comprenda un minimo di due piatti per ogni tipo di portata (due antipasti, due primi, due secondi e due dolci, solo come soglia minima)

Nei prossimi mesi per il settore cosmetico, VeganOK garantirà anche il rispetto della cut-off date (cruelty-free). VeganOK ha scelto di non utilizzare un ente di certificazione esterno, ma di applicare l’istituto dell’autocertificazione che l’azienda stessa produce. Questo perchè il tipo di dichiarazione si adatta perfettamente ad una procedura del genere ed anche per permettere alle più piccole realtà con meno possibilità economiche (che contraddistinguono il mondo Vegan), di poter certificare i propri prodotti. Il progetto nasce dal gruppo di lavoro di Veganblog.it la principale community di ricette di cucina Vegan in Europa (un milione e mezzo di pagine viste/mese) ed è coordinato da Lifetribu.com.

Ma perché acquistare prodotti che rispettino gli animali? Per tanti buoni motivi come spiega LAV:

Il primo passo verso consumi sostenibili, consiste nell’essere consapevoli che gli allevamenti sono responsabili del 18% di tutte le emissioni di gas serra (da attività umane), e forse non tutti sanno che la carne di agnello e di bovino sono le più dispendiose ecologicamente parlando in quanto generano, rispettivamente, 39,2 kg di Co2 per kg di alimento e 27 kg di Co2/kg alimento, con l’aggravio che la carne bovina viene consumata in quantità decisamente superiori a livello globale (fonte: Environmental Working Group, luglio 2011). E ancora: il 37% del metano è prodotto dal sistema digestivo dei ruminanti; il 65% degli ossidi di azoto è emesso dal letame, che ha un potere climalternante 265 volte maggiore della Co2. Dal punto di vista dell’impatto sulla salute: è dimostrato che vegetariani e vegani presentano una minore incidenza di coronopatie (rispettivamente -24% e -57%) e che il rischio di infarto di chi consuma troppa carne aumenta del 50% rispetto a chi non ne consuma affatto.

Fonte: www.ecoblog.it

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