Home»Nonviolenza»Disarmo»La Bestemmia: Giovanni XXIII, papa di Pacem in Terris, nominato patrono dell’esercito
Papa Giovanni XXIII

don Paolo Farinella

Il mio amico Enrico Peyretti mi manda questa sconvolgente notizia: «Il 24 ottobre 2011, al beato Giovanni XXIII papa è stata dedicata a Roma, nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli, una santa Messa per promuoverne la devozione, quale Santo Patrono dell’Esercito». Da dove nasce questa bestialità? Continua Peyretti: ««Dal fatto che a venti anni, il chierico Angelo Giuseppe Roncalli dovette interrompere gli studi teologici presso il Pontificio Seminario Romano (allora chiamato Seminario di S. Apollinare) per prestare servizio militare nel Regio Esercito Italiano, al posto del fratello Zaverio, indispensabile alla famiglia nel lavoro dei campi».

La Messa è stata officiata da Monsignor Vincenzo Pelvi, Ordinario Militare per l’Italia, nonché generale di corpo di armata, che, nel corso della sua omelia, ha ricordato le parole del Santo Padre Benedetto XVI al Convegno Internazionale Ordinariati Militari svoltosi sabato scorso: “Penso in particolare all’esercizio della carità nel soldato che soccorre le vittime dei terremoti e delle alluvioni, come pure i profughi, mettendo a disposizione dei più deboli il proprio coraggio e la propria competenza. Penso all’esercizio della carità nel soldato impegnato a disinnescare mine, con personale rischio e pericolo, nelle zone che sono state teatro di guerra, come pure al soldato che, nell’ambito delle missioni di pace, pattuglia città e territori affinché i fratelli non si uccidano fra di loro”.

Cari Amici e Amiche, il papa della «Pacem in Terris», quello che, unico nella storia, ha definito la guerra «alienum a ratione – roba da pazzi», è inglobato tra i guerrafondai della peggiore specie. Le  parole del papa attuale appoggiano le «missioni di pace», sapendo che sono solo missioni di guerra finalizzate al predominio delle ricchezze e al furto delle materi prime come il petrolio.

Annettere papa Giovanni al militarismo è una bestemmia e farlo anche patrono dei militari è un insulto alla decenza che un prete non dovrebbe nemmeno pensare. Ecco, la Chiesa oggi è rappresentata da monsignore Palvi che, addobbato con stellette e fanfare, benedice armi, stupri, droga, soprusi di ogni genere e magari nei giorni di festa predica sul rispetto della vita. I cappellani militari non hanno diritto a parlare di vita e di Gesù Cristo perché lo hanno venduto.

Fonte: www. domani.arcoiris.tv

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