Home»Articoli»Cervelli multitasking
Multitasking

Enrico Aprico e Michele Simonato

Qualche tempo fa, valutando dei proggetti di tesi, ci é capitato tra le mani un lavoro ben fatto: un approccio originale, un grado di approfondimento che andava bel al di là degli argomenti affrontati durante il corso. Incuriositi, abbiamo chiesto al ragazzo dove avesse imparato tutte quelle notizioni di marketing. Questo ventiduenne da qualche anno in italia per studiare, ci ha guardato stupito e mixando quattro lingue ha risposto: “claro prof just surfing the net puoi trovare tutto quello che ti serve per imparare cequ’ills veulent devinir”. Ci si è aperto un mondo. Cervello multitasking, capacità simultanea di agire e percepire sensazioni emozioni, informazioni. Le nuove generazioni “digital natives” hanno sviluppato una capacità di apprendimento non sequenziale che sfrutta molteplici mezzi di acquisizione e parla diversi linguaggi. Nuovi stili cognitivi sull’onda della globalizzazione, hanno plasmato tutti gli aspetti della realtà. Solo la scuola conserva un insano immobilismo. Non sia mai che possa intercettare empaticamente studenti e finisca per rivelarsi piacevole, oltre ad essere utile. Il mondo livellato sul binomio educazione-lavoro ha alimentato un modello educativo simile al fast food: offerta uniforme per gruppi omogenei. E’ come se molte delle nostre idee siano state formate per far fronte a bisogni di un’epoca precedente. Occorre un cambiamento. Soprattutto di fronte al gap sempre più grande tra le competenze insegnante e quelle richieste dal mondo del lavoro. La rivoluzione web 2.0 ha spalancato le porte all’innovazione. Con internet è cambiato il modo di rappresentare, diffondere e collegare le informazioni. E da qui bisognerebbe partire per ripensare a un nuovo modello educativo. Per prima cosa a scuola bisognerebbe insegnare il coraggio di sbagliare. Non essere preparati a sbagliare esclude la capacità creativa. Le grandi imprese portano con sé una certa dose di imprevedibilità e un margine di errore. Ma é solo grazie a relazioni di scambio e confronto, all’esplorazione di stili e linguaggi diversi, che si può pensare a una vera evoluzione. Innovare vuol dire dare risposte nuove a nuovi problemi e situazioni. E’ un processo dinamico che parte dall’individualizzazione di criteri di riferimento, da definire in base agli obiettivi da raggiungere. E ha bisogno di un’intelligenza varia e interattiva, di un pensiero multitasking.  L’istruzione deve adeguarsi a questi nuovi modelli cognitivi. La conoscenza non può più essere trasmessa ma deve essere costruita e assemblata in base alle attitudini dello studente e alle skills necessarie per maturare una maggiore aderenza al mondo del lavoro. Il ruolo del professore diventa quindi quello di “facilitatore dell’apprendimento”, una sorta di mentore che guida l’alunno per permettergli di acquisire le competenze necessarie per esprimere al meglio le sue potenzialità.

Fonte: Wired

eBook

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Contatti

Uomoplanetario.org

Email

Telefono+39 (340) 1046944

×
  • HOME
  • TECNO
  • ABOUT
  • CONTACT