Home»Ecologia»BALENE DI GREENPEACE ALLA REGIONE TOSCANA: CERCHIAMO CASA, IL SANTUARIO È INQUINATO

Santuario delle balene inquinato

Greenpeace

Prosegue la protesta di Greenpeace in difesa del Santuario dei Cetacei. Dopo l’azione di questa mattina a Genova, sede simbolo del Santuario, attivisti di Greenpeace vestiti da balena si sono recati al palazzo della regione Toscana, a Firenze, per chiedere al presidente Rossi un intervento immediato: “SANTUARIO INQUINATO: ORA BASTA!”. Con il rapporto “Veleni a galla: Fonti inquinanti nel Santuario dei Cetacei” [1], Greenpeace lancia oggi nuovi dati sulla contaminazione da sostanze chimiche pericolose delle coste liguri e toscane.

Oltre il 50 per cento dei campioni esaminati è risultato positivo ai test di laboratorio. Tra le sostanze rinvenute, pericolose per la salute dell’uomo e dell’ambiente: metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e composti organici volatili. In Toscana i dati non sono rassicuranti, con quattro fonti inquinanti (sulle sei campionate) oltre i limiti di riferimento. [2].

Alti i livelli di inquinamento nell’area portuale di Piombino dove più della metà degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), sono stati trovati a un livello 20 volte superiore alla soglia di riferimento [2]. Sempre a Piombino il benzo(a)pirene – cancerogeno per l’uomo – è stato trovato in quantità 90 volte superiori al limite. A Livorno, trovato benzo(a)pirene a una concentrazione tre volte superiore la soglia. Il campione prelevato è stato estratto alla foce dello scolmatore, a poca distanza da una località balneare. Rivelata la presenza di IPA – di cui tre composti in quantità doppia rispetto la soglia di riferimento – e di alcuni metalli pesanti, come arsenico e zinco nei pressi dell’acciaieria di Piombino. 

Da anni Greenpeace monitora lo stato di salute del Santuario [3] denunciandone il crescente degrado. Dopo l’allarme “Sogliole tossiche nel Santuario dei Cetacei: non ingerire [4]”, lanciato ad agosto 2010, il rapporto “Veleni a galla” conferma l’inattività delle Regioni e del Ministero dell’Ambiente. 

“Sono dieci anni che questo tratto di mare attende di essere protetto, ma niente accade. È per questo che, in occasione del decimo anniversario, ci rivolgiamo ai Presidenti di Regione Toscana, Liguria e Sardegna per un’immediata presa di posizione pubblica a tutela del Santuario e dei loro stessi territori. – afferma Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace – Al presidente Rossi della Toscana chiediamo un impegno a definire entro giugno 2012 piani di monitoraggio e misure efficaci per mitigare e, laddove possibile, eliminare le cause principali di degrado del Santuario, come l’inquinamento chimico”. 

Note:
[1] Rapporto “Veleni a galla”: http://issuu.com/greenpeace.italia/docs/veleni-a-galla
[2] In Italia non esiste una norma specifica che limiti le concentrazioni dei contaminanti nei sedimenti: è quindi prassi dei tecnici di laboratorio fare riferimento alla tabella per i siti oggetto di bonifica. Trovandoci all’interno di un’area “protetta”, riteniamo sia corretto utilizzare la tabella per le bonifiche per i siti a fini residenziali (anziché industriali). 
[3] Link a precedenti rapporti: http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/report-integrale-su-santuario.pdf
http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/report-divieto-balenazione.pdf
http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/oceani/riserve-marine/Il-Santuario-dei-Cetacei/Lo-scandalo-del-rigassificatore/
[4] Rapporto “Sogliole tossiche nel Santuario: non ingerire”: http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/sogliole-tossiche/

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