Home»Foto»Apple SIRI: non a tutte le domande ci dev’essere una risposta!
Siri

don Paolo Padrini

Prendo spunto da questo video molto divertente (finisce con una parolaccia…e spero me lo perdonerete) per una riflessione che di divertente ha ben poco.

Facciamo però una premessa, secondo me doverosa. Come tutti voi sapete (e come Umberto Eco ci insegna) la riflessione sui media e sulla loro influenza nella società e sul “cervello” (e la vita) dell’uomo, viaggia tra una continua possibile (e, secondo me, da problematizzare…) polarizzazione tra i cosiddetti “apocalittici” ed “integrati”; tra chi, semplificando un po’,  considera i media come poteri forti dai quali è possibile fuggire (e che ri-definiscono continuamente ed inesorabilmente il nostro modo di essere in relazione con gli altri) e chi, al contrario, crede che i media, in fondo in fondo, siano strumenti deboli, totalmente malleabili dall’uomo che ne resta comunque “dominatore”.

La scelta che cerco sempre di mantenere, sia nel mio personale studio che nei momenti in cui mi trovo a parlare di tali questioni, è quella di non lasciarmi travolgere da questo dualismo teorico e pratico, cercando di approfondire gli argomenti e – soprattutto – di analizzare i vari temi in modo lucido (e non ideologico).

Questo video ci pone un interrogativo chiaro: l’utilizzo (futuribile) massiccio di una tecnologia come SIRI, la quale si configura come un vero e proprio assistente personale “umanizzato”, potrebbe un domani influire sul nostro modo di conoscere le realtà che ci circondano, di interagire con esse e – addirittura – di relazionarci con gli altri?

Non voglio – appunto – fare l'”apocalittico”…ma una considerazione su questa problematica, mi sento di farla.

Certo. Una risata ci seppellirà tutti…e probabilmente seppellirà anche SIRI….(il video ce lo dimostra…)

Ma se, mettiamo il caso, un domani i nostri ragazzi (o noi adulti) ci accontentassimo dell’aiuto “virtuale” di SIRI? Se la nostra “agenda dei significati” ci fosse dettata quasi esclusivamente dal nostro assistente personale (che nel frattempo potrebbe anche essersi trasformato nel nostro…amico di fiducia?).

Ora qualcuno penserà: don Paolo è diventato apocalittico…

Non posso che dargli ragione: questa considerazione appena esposta infatti è un po’ banale, anche perchè probabilmente irrealizzabile.

Ci sarebbero però altre considerazioni da fare, forse non così banali e neppure così…futuribili. Soprattutto considerando che, volenti o nolenti, gli strumenti che utilizziamo modificano il nostro modo di compartarci, e – attraverso di esso – il nostro stesso modo di essere.

Non tutte le domande hanno una risposta.

Al sistema SIRI – lo si evince da numerosi test realizzati dagli utenti americani e scovabili semplicemente in rete – sono state chieste molte cose.

Tra queste, ovviamente, una delle domande più importanti: “C’è Dio?”.

Alla domanda “Is there a God?”, Siri risponderà: “I found these churches near your location”.

Come si evince da questa e da altre domande, alla richiesta se Dio esista  Siri propone una risposta. Una risposta molto concreta che, ovviamente (perchè gli Americani sono politically correct…), non entra nel merito teologico della questione ma ti assiste…proponendoti di recarti là dove comunemente si immagina che Dio lo si possa incontrare…

Ecco il punto: non tanto “cosa” Siri risponde…ma che Siri…risponde! A tutte le domande è dovuta una risposta? Tutte le domande hanno una risposta?—ecco il problema.

In teologia c’è chi dice che ci siano delle prove dell’esistenza di Dio, ma c’è anche chi dice che di Dio non si possa parlare, e questa dimensione di mistero (inteso non come qualcosa che non si comprende ma come qualcosa che mai si potrà comprendere dovutamente…proprio perchè è Dio…ed un Dio totalmente comprensibile sarebbe un Dio alla nostra mercede..) sia proprio la “più importante parola” che l’homo possa “dire” su Dio.

Insomma. Non sempre tutto ha una risposta…e, talvolta, le risposte semplici…sono quelle peggiori (o quelle più ideologiche).

Ecco cosa potrebbe, ad esempio, causare l’uso di Siri – quando diventasse davvero così pervasivo: l’uomo potrebbe perdere il concetto di “mistero”. Se a tutto c’è una risposta….alla fine a scomparire è il “silenzio” che – spesso – diventa la parola più eloquente per parlare delle cose più profonde ed importanti.

Questo è solo un esempio di come la tecnologia di SIRI potrebbe interagire con il nostro modo di rapportarci con la realtà che ci circonda; solo un esempio di come l’utilizzo di SIRI potrebbe (forse) modellare alcuni nostri concetti, rendendoci di fatto “sudditi inconsapevoli” di una tecnologia…fin troppo furba!

Fonte: www.passineldeserto.blogosfere.it

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