Home»Ecologia»Rifiuti a Napoli: messa in mora dell’Europa, vogliono risultati immediati
Emergenza rifiuti - Napoli

Nestor Carnevali

Janez Potocnik, commissario europeo all’ambiente, è deciso a passare ai fatti. La sua lettera di messa in mora all’Italia è partita e riguarda l’emergenza rifiuti a Napoli. Scattano dunque i due mesi entro i quali dimostrare alla Commissione di avere un piano credibile (e già avviato) per risolvere il problema della gestione dei rifiuti, dopo quella data possono partire le sanzioni pecuniarie, quelle che dovremo pagare tutti.

Con questo forte avvertimento la Commissione europea preme sull’Italia affinché trovi soluzioni efficaci a breve e lungo termine per la gestione dei rifiuti in Campania, regione che su questo fronte è stata al centro di ripetute crisi che destano non poche preoccupazioni in quanto ormai da vari anni stanno mettendo in pericolo la salute umana e l’ambiente, c’è la necessità di conformarsi alla sentenza del 2010 della Corte Ue. È passato troppo tempo dal nostro primo avvertimento all’Italia sulla questione rifiuti, nulla è stato fatto, e ora abbiamo bisogno di vedere risultati a breve termine

Di chi è la colpa? Almeno per il momento non di De Magistris che, quando era ancora parlamentare europeo, di fatto ha contribuito a “provocare” questa messa in mora della Commissione contestando il piano complessivo di smaltimento dei rifiuti, ancora inattuato, sul quale punta il Governo Berlusconi e il Governatore Caldoro. Il sindaco di Napoli spera che questa decisione europea spinga la Regione a rivedere i suoi piani, una posizione condivisibile anche se condita da “auto-complimenti” per come sta operando la sua amministrazione che appaiono inopportuni e affrettati al momento:

Condivido la posizione di Bruxelles e abbiamo contribuito a redigere questo giudizio, quando non governavamo adesso il giudizio sulla nostra gestione è lusinghiero, perchè abbiamo liberato Napoli dai rifiuti, e non parliamo di discariche o inceneritori. Se la Regione e il presidente Stefano Caldoro ci seguissero, invece delle sanzioni arriverebbero plausi e soldi.

Fonte: www.ecoblog.it

 

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