Home»Nonviolenza»Educazione»Pericolo pharmageddon negli Usa Quando i farmaci uccidono
Abuso farmaci

Mario Pappagallo

Si potrebbe definire Pharmageddon. Ed è il nuovo fenomeno negativo che sta allertando gli Stati Uniti. «I farmaci da prescrizione stanno uccidendo la gioventù americana», avvertono gli specialisti. E la Casa Bianca si è attivata commissionando uno studio che conclude parlando di «epidemia di decessi da farmaci da prescrizione». Sarah Shay e Kissick Savannah, di Morehead, nel Kentucky, migliori amiche fin dal liceo, sono entrambe vittime di Pharmageddon.

Sarah è morta nel 2006 alla giovane età di 19 anni, Savannah appena tre anni più tardi, a 22. Due storie emblematiche scelte in un articolo su NaturalNews pubblicato lo scorso 19 luglio, ripreso dal Comitato dei cittadini per i diritti umani (Ccdu). «Nessun genitore vuole perdere un bambino, ma quando uno muore a causa di qualcosa che dovrebbe essere molto prevenibile, la tragedia si aggrava. E questo, sempre più spesso, succede ai nostri giovani con certi medicinali da prescrizione», scrive NaturalNews. Quali sono? Alcuni esempi: xanax, ossicodone, klonopin, hydrocodone. Efficaci antidolorifici, tranquillanti, stimolanti e sedativi. Sempre che non se ne abusi, perché è possibile che da rimedi efficaci si trasformino in droghe da strada, da sballo, con giovani che arrivano perfino al crimine pur di procurarsi la dose comprandola da chi se la può far prescrivere.

La preoccupazione della Casa Bianca parte proprio dalla constatazione che è in corso un regolare incremento dell’abuso da parte di adolescenti e giovani adulti di queste sostanze medicinali. Il problema è talmente grave che lo Stato del Kentucky è stato costretto ad istituire dei centri di riabilitazione, dove è in costante crescita il numero di ricoveri di «colpiti dalla Pharmageddon-sindrome». Sale la protesta dei genitori. E si richiamano i medici ad una maggiore attenzione. Anche perché alcuni esperti ritengono che la prescrivibilità concede a questi farmaci una sorta di legittimità.

E’ quanto sottolinea uno studio dal titolo: «Gli anni dell’adolescenza e i farmaci da prescrizione». Ecco un passaggio delle conclusioni: «L’abuso intenzionale dei farmaci da prescrizione, come antidolorifici, tranquillanti, stimolanti e sedativi, per ottenere uno sballo, è fonte di una preoccupazione crescente. Soprattutto tra i giovani di età tra i 12 e i 17 anni sono diventati la seconda sostanza illegale più abusata, appena dopo la marijuana». E continua: «Ci sono segnali preoccupanti: i ragazzi guardano all’abuso di farmaci da prescrizione come più sicuro di quello delle droghe illegali, e i genitori non sono a conoscenza del problema».

I funzionari statali, da parte loro, avvertono anche che Pharmageddon sta riempiendo le carceri. «Credo di poter tranquillamente dire che oltre l’80% dei detenuti nel centro di detenzione regionale di Pike County sono lì per qualcosa che ha a che fare con la loro dipendenza da farmaci da prescrizione», afferma Dan Smoot, direttore del programma anti-droga Unite. Innovativo perché abbina indagini di polizia, trattamento e istruzione. Partendo dalla situazione americana, il «Comitato dei cittadini per i diritti umani onlus» raccomanda anche in Italia di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per sé stessi che per i propri figli, di richiedere accurate analisi mediche e l’applicazione del consenso informato secondo il Codice di deontologia medica: articoli 33, 34 e 35. Ma in Italia, rispetto agli Stati Uniti, c’è già molta più attenzione e severi limiti di prescrizione.

Fonte: www.corriere.it

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