Home»Ecologia»Agricoltura biologica»Moria api in Piemonte, stop ai neonicotinoidi in agricoltura
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Le api, insetti laboriosi dal ruolo a dir poco cruciale nella catena alimentare, sono da decenni oggetto di un vero e proprio attacco da parte degli insetticidi chimici utilizzati nelle coltivazioni. In Europa molte di queste sostanze sono state messe al bando registrando un calo nella riduzione del numero di api. Un successo in Italia si è avuto proprio nei giorni scorsi quando è arrivata, in merito, una decisione abbastanza confortante nella sua drasticità che porta la firma del Ministero dell’Agricoltura. A seguito della moria di api straordinaria che si è verificata di recente in Piemonte, si è infatti deciso di vietare l’uso agricolo dei neonicotinoidi, prodotti che figurano tra i nemici acerrimi di questi insetti.

I neonicotinoidi vengono impiegati nei campi per proteggere le colture dall’attacco dei parassiti, in particolare trovano ampio uso nelle coltivazioni di soia, colza, barbabietole da zucchero e grano. Si dichiara soddisfatta della decisione, finalmente risolutiva, presa dal Ministero dell’Agricoltura, Legambiente che da anni si batte per far bandire le sostanze che mettono a rischio l’incolumità delle api: “Finalmente il nostro Paese ha deciso di prendere atto dell’effetto tossico dei neonicotinoidi. Ora è necessario che questo divieto divenga stabile nel tempo, senza procedere di proroga in proroga, a partire da tutto il 2011″, ha commentato alla notizia Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente.

Il divieto, sottolinea l’associazione, sarà utile a tutelare non solo le api ma anche la qualità dell’intero settore agroalimentare italiano ovvero tutte le produzioni di eccellenza che ci distinguono nel mondo, ma sarà fondamentale anche a salvaguardare l’interesse pubblico complessivo. La moria delle api rappresenta, infatti, solo l’effetto più evidente di un malessere che colpisce silenziosamente quegli ecosistemi più delicati fondamentali per l’equilibrio di tutte le specie. E’ fondamentale, pertanto, che questo sia solo il primo passo verso una seria e concreta procedura di revisione delle autorizzazioni e regolamentazioni d’uso dei fitofarmaci utilizzati in agricoltura.

Fonte: www.ecologiae.com

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