Home»Ecologia»Don Ciotti convince Turi Vaccaro. Il NoTav scende dall’albero
Turi Vaccaro

Turi alla fine si è deciso e dopo aver parlato con don Ciotti, il fondatore di Libera, è sceso con le sue gambe dal cedro che è stato la sua casa per 50 ore e mezza, dalle 16.30 di giovedì. Il fondatotre di Libera lo ha raggiunto con il cestello dell’autoscala dei vigili del fuoco e dopo un breve colloquio lo ha convinto a desistere. Il pacifista non ha tuttavia voluto salire anche lui sul cestello, ma dopo aver consegnato coperte e corde al sacerdote ha iniziato la discesa lungo il tronco fino a raggiungere terra. E’ stato accolto da un applauso dei No Tav che seguivano con apprensione la discesa.

Ha passato due notti a circa 20 metri di altezza, Turi Cordaro, noto come ‘Vaccaro’, l’attivista del movimento No Tav che sta protestando alla Maddalena di Chiomonte, dove si sta allestendo il cantiere del tunnel geognostico della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.
Le forze dell’ordine gli hanno fornito coperte in fibra naturale, visto che lui rifiutava tutti i prodotti in fibre sintetiche, per permettergli di ripararsi dalla pioggia e dal freddo. Da cinque giorni in sciopero della fame e da due anche quello della sete. Così Turi Cordaro ha lanciato la  sua protesta pacifista No Tav, giovedì pomeriggio alle 16.15, dopo essere riuscito ad entrare nella zona rossa al check point di Chiomonte. Ci sono stati momenti da brivido quando i vigili del fuoco hanno cercato di farlo scendere con la forza, muniti di una autoscala. Turi ha resistito e la sua protesta è continuata. 

Vaccaro, ex operaio Fiat di 57 anni, non è nuovo a queste iniziative. Lo scorso 27 giugno da solo, a torso nudo, sventolando dell’aglio per qualche minuto, ha costretto alla retromarcia la grande ruspa che stava abbattendo i blocchi dei No Tav all’area della Maddalena. Nel 2005 invece riuscì ad entrare in una base militare in Olanda e disarmò due F-16, spaccando dei computer con un martello.
Il movimento No Tav ha ricevuto una lettera dal vice presidente della Commissione Europea Siim Kallas: “E’ un riconoscimento ufficiale: siamo considerati interlocutori e titolari del diritto di opposizione”, dicono i No Tav.

Fonte: www.repubblica.it

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