Home»Ecologia»Il taglio del 30% agli incentivi sulle rinnovabili è (pare) nella manovra

Energie rinnovabili

Mai fidarsi. I ministri Romani e Prestigiacomo smentiscono, ma il taglio del 30% agli incentivi sulle fonti rinnovabili di energia, la porcata proposta dal ministro Calderoli e data per cassata dopo l’ultimo Consiglio dei Ministri, è ricomparso nel testo della manovra finanziaria inviata alla firma del Presidente della Repubblica. Così per lo meno risulta da una pluralità di fonti.

Il taglio riguarda tutte le voci che gravano sulla bolletta della luce e del gas: dal Cip6 al decommissionamento nucleare. Si calcola che ridurrà del 3% l’esborso per i privati e per le imprese.

Le rinnovabili, checchè se ne dica, hanno un peso molto ridotto sulle bollette. Però, attenzione, il taglio agli incentivi, oltre che cospicuo, è retroattivo. E molto doloroso per chi le ha fatte installare.

Col primo gennaio prossimo saranno sforbiciati gli incentivi già in corso di erogazione. Chi prima di installare un impianto si era fatto i suoi conti e aveva detto: ok, si può fare perchè la spesa sarà ammortizzabile in tot anni adesso deve rifare i calcoli.

Gli incentivi sarebbero una sorta di contratto fra il privato (o l’impresa) che installa le rinnovabili e lo Stato. Un contratto della durata ventennale, di cui lo Stato ora cambia unilateralmente le clausole mentre è in vigore. Capito di che portata è la calderolata?

A prescindere, lo Stato risparmierà sulle rinnovabili quattro lire. Seminerà ulteriore incertezza nell’intero settore: già ora, i titolari degli impianti di nuova installazione che entrano nel quarto conto energia non hanno certezze a proposito dell’entità degli incentivi effettivamente percepiti. In questo panorama, sfido a trovare chi – privato cittadino o grande impresa – voglia ancora investire nelle rinnovabili italiane.

Non so come l’Italia conti di rispettare l’obiettivo europeo 20-20-20: entro il 2020, 20% di risparmio energetico e 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili, che l’Italia, piangendo miseria, ha fatto ridurre al 17%.

In ogni caso godono di sovvenzioni statali le energie da fonti fossili, che immettono nell’atmosfera anidride carbonica, il principale gas dell’effetto serra. L’Italia non se la cava bene con il Protocollo di Kyoto, l’accordo internazionale per limitare le emissioni: sta accumulando un debito medio di 0,7 milioni di euro al giorno per lo sforamento delle quote; il conto complessivo aggiornato è di 885 e rotti milioni di euro.

Quando ci sarà da pagare la multa, la sfileranno dalle nostre tasche. Ovviamente. Però adesso strombazzeranno che, con la manovra, le bollette di energia elettrica e gas caleranno del 3%. Ditemi se ne vale la pena.

Fonte: www.blogeko.it

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