Home»Articoli»Il Web è morto davvero: passiamo più tempo sulle app che sui siti
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Aveva ragione Chris Anderson, quando disse che Internet (come lo conosciamo) è defunto. I numeri di una ricerca Usa.

Martina Pennisi

La provocazione l’ha lanciata la School of Management del Politecnico di Milano: i miglioramenti apportati alla navigazione dall’HTML5 e i problemi di download e compatibilità delle applicazioni potrebbero tradursi in una perdita di appeal per le iconcine colorate in favore della fruizione tramite m-site. Per ora il vento tira esattamente dalla parte opposta, come ha messo in evidenza Flurry incrociando i dati di comScore e Alexa relativi alle abitudini di navigazione degli statunitensi.

Durante il mese di giugno 2011 il tempo dedicato alle app ha superato per la prima volta quello trascorso fra le pagine del Web. A fronte di 81 minuti al giorno passati a gingillarsi fra un quadratino e l’altro, gli internauti a stelle e strisce hanno trascorso sul Web 74 minuti. Questo vuol dire che la previsione del direttore di Wired Usa Chris Anderson relativa al consumo tradizionale di Internet che tanto scalpore aveva suscitato si sta concretizzando: i nuovi metodi di fruizione sono destinati a fare le scarpe alla navigazione via browser. Il sorpasso fa notizia di per sé, ma il dato rilevante è il raddoppio anno su anno del tempo dedicato alle app, il Web è poco più che stabile.

Impennata dovuta alla novità? Probabilmente no, soprattutto se si leggono questi dati accanto a quelli relativi alle vendite di dispositivi. La voglia di elasticità e immediatezza si intravede nella flessione della domanda di pc, siano essi desktop o notebook, raffrontata all’ esplosione della richiesta di tablet e alla costante progressione della distribuzione di smartphone, con i quali si naviga di più di quanto si telefoni.

Anche l’attività in Rete stessa soffia nella medesima direzione: Facebook, sottolinea Flurry, è fra le mete preferite online, con 14 dei famosi 74 minuti e il social networking e i giochi rappresentano praticamente l’80% dell’attività mediante app.

Sul Web si cerca, dunque, qualcosa che ha già trovato la sua declinazione ottimale in versione squisitamente mobile. E il concetto di fruizione imposto dal mobile, vedi il nuovo Chrome di Google, è già pronto a fagocitare le macchine tradizionali. Cvd: il Web è morto, lunga vita a Internet.

Fonte: www.wired.it

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