Home»Foto»Che cos’è lo shock anafilattico e come va affrontato

Penna adrenalinica

Alice Vigna

Tracce di un cibo proibito, una puntura di vespa: in pochi minuti scatta una reazione allergica grave, che può mettere a rischio la vita. È lo shock anafilattico, spada di Damocle per i circa 5 milioni di italiani allergici a cibi, imenotteri e farmaci; chi non tollera i pollini non va incontro ad anafilassi. Nei bimbi la causa è un’allergia alimentare nel 90% dei casi; fra gli adulti i farmaci sono la causa più frequente.

Come si manifesta lo shock anafilattico?

«Esordisce con grande rapidità interessando due o più apparati, ad esempio cute e sistema respiratorio, o circolatorio, o gastrointestinale — spiega Maria Antonella Muraro, responsabile del Centro delle Allergie alimentari dell’Università di Padova —. Nell’80% dei casi c’è orticaria; gli altri sintomi possono essere voce roca e bassa, difficoltà di respirazione, pressione bassa e collasso, vomito, crampi addominali, diarrea; ci possono essere anche sonnolenza, vertigini, disorientamento».

Esistono “campanelli d’allarme” dello shock?

«Alcuni sintomi indicano che la reazione allergica sta evolvendo rapidamente: ad esempio il prurito ai palmi delle manipiante dei piedi e testa, che poi tende a estendersi ovunque, seguito da pallore e sudori freddi, respiro sibilante. I sintomi cambiano a seconda del fattore scatenante: nel caso dei farmaci prevalgono i disturbi cardiocircolatori e l’evoluzione verso il collasso è rapida (5-15 minuti); con i cibi i sintomi insorgono in media entro 30 minuti e interessano quasi sempre il sistema respiratorio.Purtroppo nel 20% dei casi manca l’orticaria e questo porta a errate diagnosi (come attacco d’asma o abbassamento di pressione). Anche nei bambini i sintomi iniziali possono essere difficili da capire: i bimbi smettono di giocare, piangono, non vogliono essere disturbati, sono pallidi, freddi».

Che cosa si deve fare in caso di shock?

«Iniettare prima possibile l’adrenalina e chiamare il 118; può essere utile far stendere il paziente con le gambe sollevate o il torace rialzato, se c’è difficoltà respiratoria. L’intervento tempestivo con l’adrenalina è cruciale, perché lo shock evolve rapidamente:le “penne” con adrenalina autoiniettabile agiscono in 8-10 minuti e non bisogna temerne gli effetti collaterali. Per lo più si hanno tremori o irritabilità che spariscono nel giro di un paio d’ore; i bambini la tollerano bene, perfino i cardiopatici non rischiano».

Tutti gli allergici devono avere con sé la penna?

«No, ma è un “paracadute” obbligatorio per chi ha già avuto uno shock anafilattico, chi è a rischio elevato perché reagisce a tracce minime dell’allergene, gli asmatici (soprattutto se non tengono sotto controllo la malattia), chi ha anafilassi correlata all’esercizio fisico. A discrezione del medico, può essere opportuno prescrivere la penna agli adolescenti allergici ai cibi, che per trasgressione o dimenticanza si trovano più spesso a “sgarrare” a tavola, e a chi vive lontano dagli ospedali e non riuscirebbe ad arrivare in fretta in pronto soccorso».

Fonte: www.corriere.it

 

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