Home»Ecologia»Nucleare, in Sardegna si profila una schiacciante vittoria «contro»
No al nucleare

Su 973 sezioni scrutinate, pari a poco più del 50 per cento delle 1.820 complessive in Sardegna, i risultati parziali del referendum consultivo regionale sul nucleare confermano la netta prevalenza dei sì contrari cioè alle centrali- con il 97,98%. A favore della presenza di centrali sull’isola si è espresso, invece, il 2,01 per cento dei sardi.

Già domenica sera i dati sull’affluenza avevano fugato i timori che l’astensionismo facesse fallire la consultazione: alla chiusura dei seggi aveva votato più di un terzo degli elettori, il 39,83%, oltre 6 punti percentuale in più rispetto al quorum di almeno un terzo degli aventi diritto richiesto dalla legge regionale n. 20 del 1957 per dichiarare valida la consultazione referendaria. Fra le otto province dell’isola (in tutte è stato raggiunto il quorum) maggiore affluenza in quella di Carbonia-Iglesias dove ha votato il 46,57% degli elettori. In provincia di Cagliari ha votato il 41,47%, nel Nuorese il 39,33%, nell’Oristanese il 39,26%, in provincia di Sassari il 34,69%, nel Medio Campidano il 42,28%, in Ogliastra il 39,24% e nella provincia di Olbia-Tempio il 38,63%.

Gli elettori sardi (1.479.570) sono stati chiamati alle urne per conoscere il loro parere sull’eventuale installazione di centrali nucleari nella regione. La Sardegna è l’unica regione che ha la possibilità di esprimersi sul nucleare, due mesi dopo il disastro di Fukushima. Il referendum nazionale abrogativo, fissato per il 12-13 giugno (insieme ai quesiti sull’acqua e sul legittimo impedimento) è ancora in bilico. Deciderà la Cassazione dopo la moratoria del governo che ha congelato il programma sul nucleare per un anno.

Fonte: www.corriere.it

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