Home»Nonviolenza»Educazione»“La bimba urla? Diventerà soprano” Lo spot contro l’uso di psicofarmaci

Da grande sarà un soprano

Valeria Pini

Se il bimbo svuota i cuscini del divano del salotto buono di casa da tutte le piume, forse da grande diventerà un grande ricercatore. Se la piccola di sei anni strilla fino a far tremare i muri, potrebbe avere un futuro da soprano. E’ provocatoria la campagna dell’associazione Pensare oltre per combattere l’uso degli psicofarmaci nella cura dei bambini affetti dalla sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Adhd). Un’iniziativa che è stata lanciata in questi giorni al Salone del Libro di Torino, con uno spot e una serie di manifesti. A sostenere il movimento ci sono oltre 70 associazioni, federazioni, accademie e aziende, e più di 60 personaggi del mondo della cultura, dello sport e della politica: Mariangela Melato, Alex Zanardi, Ennio Morricone, Mogol, Bruno Bozzetto, Lina Wertmuller, l’étoile della Scala di Milano Elisabetta Armiato, il creatore delle Winx Iginio Straffi. Sono adulti di successo che ammettono tranquillamente di essere stati “bambini terribili”.

La domanda da porsi. L’associazione lancia la sua campagna chiedendosi se i bambini di oggi siano più irrequieti, capricciosi, distratti, aggressivi, di quelli di 20, 30, 40, 50 anni fa. Cerca di verificare se siano tutti colpiti da Adhd e meritino un’attenzione medica, o se la gran parte di loro avrebbe solo bisogno di ritmi di vita più rilassati, famiglie più presenti e affettuose, e genitori più autorevoli.

A volte un disagio passeggero. A volte i bambini fanno fatica a stare fermi, hanno reazioni aggressive e dormono poco.  Ma come fare a capire se si tratta di un periodo passeggero, causato da uno stile di vita poco regolare, o se ci si trova di fronte a una patologia? Non sempre l’eccessiva vivacità o la disattenzione è una malattia da curare. Il movimento Pensare oltre si contrappone a coloro che vedono nei ragazzini di oggi una maggiore criticità rispetto a quelli di ieri. “Non accettare un bambino perché è eccessivamente vivace è come rifiutare un fiore perché troppo colorato“, dice Bruno Bozzetto, uno dei protagonisti della campagna di Pensare oltre. “I bambini sono il futuro, ma sono anche la parte più fragile della società e dobbiamo proteggerli. La loro unica forza è costituita dalla fantasia, dall’entusiasmo, dalla vitalità che non devono essere soffocate mai”, spiega a sua volta la regista Lina Wertmuller.

Cosa fare. Secondo Pensare oltre è necessario aiutare i più piccoli a crescere in modo sano e spontaneo, favorendone il contatto con la natura e avviandoli alla pratica di attività sportive, all’espressione della creatività artistica, alla formazione e alla cultura attraverso una migliore didattica. Solo così i ragazzi possono allontanarsi da situazioni stressanti e da comportamenti a rischio.

I dati. E’ comunque importante valutare con attenzione, insieme all’aiuto di un medico competente se si è in presenza di sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Adhd). Nel nostro paese i ragazzini e adolescenti colpiti da Adhd sono 2024. Nell’80 per cento di casi il problema coesiste con un’altra patologia e questo rende più complicata la diagnosi.

Il registro. La sindrome si cura con farmaci specifici, ma per tutelare i bambini da false diagnosi in Italia è stato istituito un registro. E’ l’unico al mondo e permette di monitorare la reale situazione ed evitare di dare psicofarmaci a minori, se non strettamente necessari. Ad oggi si contano 2024 bambini e adolescenti iperattivi  iscritti nel database, di questi  1600 stanno seguendo una terapia farmacologica, gli altri hanno già interrotto la cura. La prescrizione può avvenire solo nei  Centri di riferimento (120 in tutto il Paese) e la durata della terapia in media è di 14 mesi.  Le ricerche hanno dimostrato che l’1% dei ragazzi tra i 6 e i 18 anni ha questa sindrome e di questi solo il 4% arriva a dover assumere farmaci. In America invece la malattia è diagnosticata nell’8% dei casi.

Fonte: www.repubblica.it

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