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Neodimio

Litio, cobalto, tellurio, neodimio, renio e platino. Le tecnologie alla base delle fonti rinnovabili dipendono da loro. Ecco perché.

Tiziana Moriconi

Ci sono 29 elementi che, snobbati negli anni passati, stanno diventando sempre più importanti per lo sviluppo economico, dal momento che sono essenziali per le tecnologie alla base delle fonti di energia rinnovabile. Perché conferiscono la migliore efficienza possibile ai motori, o sono impiegati nelle turbine eoliche, o sono indispensabili per le auto elettriche e per le nuove generazioni di pannelli fotovoltaici. La disponibilità e la facilità di accesso a questi elementi sono questioni che possono ridefinire gli equilibri economici mondiali. Eccone  6 tra i più importanti.

Litio

Tutti sappiamo bene cosa siano le batterie al litio, le migliori e le più leggere ricaricabili sul mercato. Grazie alla piccola massa e all’alta reattività, questo elemento è diventato popolare quanto i telefonini. Ma la sua fama non si deve solo a smartphone e computer. Anche le batterie delle auto elettriche usano il litio, fatto che lo rende uno degli elementi simbolo della green economy. Chi avesse sentito dire che le scorte di questo elemento stanno per terminare o che non reggeranno a lungo il ritmo della rivoluzione su quattro ruote, può tranquillizzarsi. A quanto pare l’allarme – lanciato da un analista del settore energetico nel 2006, William Tahil, è una bufala. Parola di Keith Evans, geologo statunitense che ha passato 40 anni a studiare i depositi mondiali di questo promettente elemento. Evans ha calcolato che le riserve note ammontano a 28,4 milioni di metri cubi di metallo, che equivalgono a 150 milioni di tonnellate di carbonato di litio, la forma commerciale. Ogni anno, il mercato ne chiede circa 100.000 tonnellate. Il boom delle macchine elettriche potrebbe raddoppiare la domanda in una decina di anni ma, anche in questo caso, la disponibilità è assicurata a lungo. Il più grande produttore oggi è la Sociedad Química y Minera de Chile S.A. (SQM), che opera in Cile, nel deserto di Atacama (31% della fornitura mondiale).

Cobalto

Usato negli elettrodi delle batterie, nelle superleghe per le turbine dei jet, e nei magneti, il cobalto è un elemento abbastanza abbondante, ma non abbondantissimo. Il problema principale circa la reperibilità di questo elemento è rappresentato dal luogo in cui si trovano le miniere:  il 49% della quantità attualmente impiegata viene estratta in Congo, un paese instabile politicamente e piegato dai conflitti interni.

Tellurio

È un metalloide il cui valore è stato riscoperto grazie al boom del solare: a parità di dimensioni, i pannelli di cadmio-tellurio assorbono infatti più energia rispetto a quelli di silicio attualmente sul mercato. Altri impieghi sono nei dispositivi che convertono il calore in elettricità e nelle leghe dell’acciaio. L’industria del solare è al top di questa catena, che però rischia di non portare molto lontano, data la scarsità del tellurio. Per il momento, infatti, questo elemento è prodotto in piccole quantità, come sottoprodotto della raffinazione del rame.

Litio

Le batterie delle auto elettriche usano il litio, fatto che lo rende uno degli elementi simbolo della green economy. La maggior riserva è nel deserto di Atacama, in Cile, dove si estrae dal sale (Giudice/Corbis News)

Difficile dire se il modello economico reggerà.

Neodimio

È una delle cosiddette “Terre rare”, elementi che possiedono una strana quanto utile configurazione elettronica e, di conseguenza, delle interessanti proprietà magnetiche e ottiche. Questo elemento, in particolare, è utilizzato nelle lenti dei laser e nei magneti all’interno dei motori più efficienti.

Renio

Resiste alla corrosione provocata dalle alte temperature più di qualsiasi metallo. Come il cobalto, viene usato nei componenti dei jet e nelle superleghe. Purtroppo, è cinque volte più raro dell’oro, motivo per cui cinque anni fa la General Electric ha dato il via a un programma intensivo per il suo riciclo e a uno di ricerca su altre superleghe. Lo scorso febbraio, il governo giapponese e oltre 100 imprese hanno cominciato a fare lo stesso, promuovendo un programma da 1,3 miliardi di dollari. Il loro intento è di ridurre la loro dipendenza dalla Cina, tra i maggiori produttori dell’elemento.

Platino

Altamente resistente alla corrosione ed eccellente catalizzatore, è ormai essenziale per i filtri anti-particolato e anti-inquinamento delle automobili. E’ molto caro e la maggior parte delle riserve si trova in due nazioni, Russia e Sud Africa.

Fonte: www.wired.it

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