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Un lumino a Led sulla fine dell'amministrazione Puttilli

Matteo Della Torre

Signore e signori, il sindaco Puttilli ha presentato le sue dimissioni definitive. Il suo tempo è scaduto in anticipo per cattiva gestione. Nell’ora della fine mi siano consentite alcune brevi riflessioni. Non è questo il momento per addentrarmi in un’analisi puntuale di tre anni di amministrazione di centro-destra. Avrò modo di farlo in seguito.

Oggi cercherò di tracciare un breve bilancio sulla politica ambientale di questi ultimi tre anni. Un bilancio disastroso. Una sgangherata coalizione politica senza alcuna idea e preparazione in materia di ecologia ha quasi del tutto ignorato i nostri suggerimenti esposti nel programma presentato alle forze politiche durante la campagna elettorale del 2007.

Con due uniche eccezioni: l’installazione di lampadine Led nel cimitero comunale, un provvedimento positivo di efficienza energetica che produrrà benefici ecologici e un notevole risparmio economico, e gli attraversamenti pedonali rialzati che gli amministratori hanno concepito in modo errato e realizzato senza prestare attenzione alla qualità. Troppo poco per poter esprimere un giudizio positivo.

Dove erano le idee di politica ecologica dell’amministrazione Puttilli? Semplicemente non ci sono mai state. L’unica “eco-logia” sperimentata in questi ultimi tre anni è l’eco generato dal preoccupante vuoto di idee di chi ci ha governato. L’ecosistema locale e globale e il futuro del pianeta non sembrano essere cause importanti per loro.

Impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici: progetto evaporato. Evviva il nucleare

Mentre nel mondo cresce la consapevolezza che il futuro del pianeta passa sempre più dal sole e dal vento, l’amministrazione Puttilli ha fallito l’appuntamento col futuro rappresentato dalle energie rinnovabili mancando clamorosamente la “sfida ambiziosa” di realizzare 17 impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici (Delibera Consiglio comunale dell’8 aprile 2008). Dove sono finiti questi impianti? La risposta è che il progetto è evaporato così come l’idea delle energie rinnovabili.

Mentre il mondo si sta muovendo con sempre maggiore decisione nella direzione delle energie rinnovabili, in risposta alla più grave crisi del pianeta rappresentata dai cambiamenti climatici, i nostri ex-saggi amministratori hanno guardato solo indietro, impegnati a rovistare nel baule delle cose vecchie, come nel caso del grave pronunciamento dell’amministrazione a favore della reintroduzione del nucleare in Italia (Delibera Consiglio comunale del 24 settembre 2009).

In Consiglio comunale un esponente della maggioranza, nuclearista convinto, così si espresse nella sua perorazione pro nuke (citiamo testualmente dalla Delibera del Consiglio Comunale): “…voi tenete conto che su questa terra sono state esplose circa 500 bombe atomiche […] Molte volte noi abbiamo a che fare con le radiazioni, senza che ce ne rendiamo conto: quando andiamo a sottoporci ai raggi X, quando consumiamo della verdura che è stata liberata dai parassiti con i raggi gamma. […] Motivo per cui dobbiamo un pò ridurre, ridimensionare il terrore folle che abbiamo del nucleare. […] La centrale nucleare faceva paura. Dico “faceva” pesando bene il verbo. Perché adesso, lo ripeto, le centrali nucleari non fanno paura. Lo dimostra il fatto che le centrali nucleari sono diffusissime”.

Ma dove il capo nuclearista dell’amministrazione Puttilli ha dato il meglio di sé è stato in merito all’irrisolto problema delle scorie nucleari: “Il problema delle scorie, che tuttora esiste, si risolve in maniera semplice e geniale e neppure tanto costosa: spedirle sulla luna. Costruire sulla luna un enorme deposito di scorie nucleari. La luna è qui a quattro passi”. Queste frasi danno la cifra esatta del profondo stato confusionale sulle tematiche ambientali che regnava tra gli esponenti della maggioranza puttilliana. Dopo Fukushima i nostri ex amministratori, nuclearisti acritici, dovrebbero abbassare la testa e ripensare ai propri clamorosi errori di valutazione.

La raccolta differenziata dei rifiuti che non c’è

Da sempre nella nostra città la questione rifiuti è un nodo inaffrontato e, di conseguenza, irrisolto. In questi ultimi vent’anni, i “competentissimi” assessori all’ambiente delle giunte Lamacchia-Gissi-Puttilli hanno saputo a stento gestire l’igiene e lo svuotamento dei cassonetti lerci e maleodoranti.

Col sistema dei cassonetti, in teoria, si dovrebbe raggiungere una percentuale del 35% di raccolta differenziata. A San Ferdinando di Puglia la percentuale di raccolta differenziata stagna da anni tra il 7 e l’11%. La Legge Finanziaria del 2006 raccomandava ai comuni italiani per la fine del 2007 il raggiungimento del 40% di raccolta differenziata; il 50% per il 2009, il 60% entro il 2011 e prefigurava l’obiettivo dei “Rifiuti Zero” per gli anni successivi. Mentre si sta per entrare per legge nell’era “Rifiuti Zero” e mentre in numerosi comuni italiani, attraverso la raccolta porta a porta, si sono raggiunte percentuali dell’85% di raccolta differenziata, nella nostra città i politici si guardano l’ombelico e non riescono ad andare oltre le pseudoisole ecologiche e l’igiene precaria dei cassonetti.

Ecologia: oggetto misterioso

Per la defunta amministrazione comunale l’ecologia è stata davvero un oggetto misterioso. In tre anni l’Assessorato all’Ambiente è saltato di mano in mano per tre volte come una patata bollente (Piazzolla-Parisi-Puttilli). L’oggetto del mistero è troppo complesso e sfaccettato per sopportare, senza far pagare dazi pesanti, semplificazioni o riduzioni arbitrarie. L’ambiente non è la cura di un pratino formale all’inglese visto su SKY TV; è ben altro e va ben oltre!

E’ anzitutto programmazione di una politica ecologica di ampio respiro che sappia vedere il futuro del paese per i prossimi 20 anni e scommettere sulle energie rinnovabili e sull’efficienza energetica, la mobilità sostenibile e la ciclabilità urbana, la riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata porta a porta, l’innovazione tecnologica, gli acquisti verdi della Pubblica Amministrazione e la lotta all’inquinamento.

Da Lamacchia a Gissi a Puttilli la nostra città sta mostrando nel tempo una patologica disposizione a non imparare dagli errori commessi.

Sono stufo di essere governato da persone dal fiato corto e dallo sguardo miope, immuni da ogni idea nuova che si diffonde in Italia a macchia d’olio per contagio virale, ma che si infrange sulla pochezza dei nostri politici incapaci, non tanto di slanci “visionari”, perché sarebbe chiedere troppo, ma talvolta del più comune buonsenso, merce rara. Da dove verranno le idee positive, la voglia di guardare al futuro per cambiare questo paese ossificato, di raccogliere le sfide e scommettere sui sogni? Non certo da un’opposizione politica adulterata, autoridottasi nel ruolo di avvoltoio del potere morente.

Desidero un salto di qualità e un moto di sano orgoglio. Esso non potrà venirci dai nostri vecchi politicanti e dalla loro politica jurassica che va pensionata al più presto. Chiedo troppo?

In campo ambientale l’amministrazione Puttilli sarà ricordata per i lumini Led al cimitero. Lasciamoci questa storia negativa alle spalle. Che riposi in pace. Andiamo oltre, attendendo il tempo della rinascita. Senza le figure ingombranti e dalla mentalità obsoleta del nostro passato. Possiamo fare bene a meno di loro.

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4 Responses to "Un lumino a Led sulla fine dell’amministrazione Puttilli"

  1. admin   21 aprile 2011 at 13:18

    Caro Saverio,
    condivido la tua preoccupazione di fondo. Ho insieme a te la speranza e un gran bisogno che nella nostra stanca città avvengano prima o poi cambiamenti positivi. Credo che sia indispensabile, perché ciò accada, che si adotti una linea di pensiero e di azione proattiva. Per disegnare una città diversa è necessaria una GRANDE SVOLTA. E quando parlo di grande svolta non penso ai politici di casa nostra o agli aspiranti tali. Penso ai cittadini, penso a tutti noi, i depositari del potere, un potere laico e diffuso, che consiste nel potere di cambiare le cose, qui, ora, subito! Un potere di cui il popolo è depositario e che delega parzialmente e a tempo determinato ai suoi rappresentanti istituzionali. Una delega che non dovrebbe essere mai data in bianco, ma gestita, controllata, rilanciata e reindirizzata costantemente dalla CITTADINANZA ATTIVA, cioè da quelle persone proattive che responsabilmente non abdicano al loro ruolo, perché hanno a cuore il progresso della comunità in cui sono inserite.
    All’estremo opposto di questo potere laico e diffuso c’è il potere “clericale” e concentrato dei gerarchi della politica dei partiti, mestieranti delle poltrone o aspiranti tali, a cui il popolo sovrano colpevolmente e in modo irresponsabile affida tutto il suo potere, senza alcun tipo di controllo, confidando in persone che troppo spesso si dimostrano clamorosamente incompetenti ed irresponsabili per ricoprire il compito delegato dal voto popolare.
    Chi ha interiorizzato l’idea della cittadinanza attiva, comprendendone appieno le sue enormi potenzialità, è libero dall’errore così diffuso presso i figli del sessantotto che, pensando all’impegno sociale e politico, contemplano soltanto due possibilità antitetiche: o si irrompe a piedi uniti nella “STANZA DEI BOTTONI”, erroneamente intesa come l’esclusivo “locus” del potere, oppure si ripiega verso il mondo del VOLONTARIATO, ritenuto, in modo erroneo, come esclusivo luogo della testimonianza e della sensibilizzazione educativa, spesso inconcludente. Nel mezzo, tra i due estremi, c’è il limbo.
    Per me, invece, nel mezzo tra la politica istituzionale e il privato sociale, non c’è il limbo, ma il tutto, la fonte del potere, l’OMNICRAZIA, la pienezza dei significati.
    La carica di novità della cittadinanza attiva riposa nella promozione del POTERE DI TUTTI e nel corretto utilizzo di quelle tecniche che possano inverarne le possibilità.
    E’ un grave errore credere che sia possibile ottenere un reale e duraturo cambiamento della nostra città semplicemente sostituendo le persone che la amministrano.
    La vera SFIDA che attende la nostra città è elevare la classe media della popolazione fatta di persone libere, consapevoli e creative che esercitino la cittadinanza attiva e vivano l’opportunità di un’attiva partecipazione alla vita politica della società. Una sfida che solo la pigrizia e l’ignavia possono farci perdere.
    Lavoriamo instancabilmente per tradurre la massa dei cittadini in energia positiva per il cambiamento, non per produrre ancora più massa acritica e passiva, così desiderabile per i mestieranti della politica e i ducetti del paesello.
    Ciao!
    Matteo Della Torre

  2. saverio   21 aprile 2011 at 08:34

    Quello che scrivi è giusto… ma al momento non si vede nessuna luce e si brancola nel buio.
    La speranza che qualcosa cambi non muore mai … ma ho l’impressione che rifaremo gli stessi errori… dal niente al nulla….
    Ciao Saverio

  3. admin   21 aprile 2011 at 02:27

    Uomoplanetario.org è un sito serio e non risponde ai commenti anonimi. La invito, SubComandante Marcos (sic!), a leggere un interessante articolo, che abbiamo pubblicato alcuni mesi fa, sul potenziale di violenza verbale che si cela dietro persone che vigliaccamente si nascondono dietro l’anonimato.
    http://www.uomoplanetario.org/2010/09/facebook-sempre-piu-una-rete-oscura-di-anonimo-linguaggio-di-odio
    Non mi sorprende che il primo commento anonimo su questo sito provenga proprio da San Ferdinando di Puglia.
    Se desidera una mia risposta nel merito alla sua domanda esca dalla Selva di Lacandona dell’anonimato e dei falsi indirizzi email per collocarsi con una identità reale in una delle tante strade senza verde e senza prospettive del nostro paese arretrato firmando il suo commento con il suo vero nome e cognome. Sarò lieto di risponderle.

  4. SubComandante   20 aprile 2011 at 18:38

    Non capisco! Perchè gli stolti hanno la forza di candidarsi e le persone attive come te preferiscono stare ancora nascoste nel guscio della proposta?

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