Home»Articoli»Lo zucchero è tossico?

Zucchero bianco raffinato

L’americano Robert Lustig sostiene che sia un composto dannoso, che crea dipendenza e responsabile di alcune tra le patologie più diffuse nel mondo. Ha ragione? Lo abbiamo chiesto a un esperto.

Fabio Deotto

C’è chi lo usa per insaporire qualunque bevanda calda, chi ne seppellisce due cucchiaini e mezzo nella tazzina del caffè, c’è chi lo versa in abbondanti manciate nell’impasto della torta e chi lo mangia di nascosto, a cucchiaiate, quando nessuno lo guarda. C’è chi invece non lo usa quasi mai, ma senza saperlo ne assume in quantità ogni giorno con merendine, bevande gassate, yogurt e così via. Ma c’è anche chi evita lo  zucchero raffinato come la peste, e arriva a considerarlo un componente “tossico” che andrebbe eliminato per quanto possibile dalla nostra dieta.

È il caso di  Robert Lustig, medico specializzato in disturbi ormonali nei bambini e in  obesità infantile alla University of California di San Francisco, che due anni fa ha scosso il mondo accademico tenendo un discorso intitolato “ Sugar: the bitter truth” (in italiano, “zucchero: l’amara verità”).

Lustig  ritiene lo zucchero una sostanza dannosa e capace di dare dipendenza, al pari di sigarette e alcol. Come ogni sostanza assuefacente, anche gli zuccheri raffinati (o “zuccheri aggiunti”) se assunta in dosi eccessive per tempo prolungato può dare luogo a  disturbi cronici e in alcuni casi portare all’insorgenza del  cancro. Inoltre, sarebbero il principale colpevole dell’esplosione di casi di  diabete nel mondo occidentalizzato (Stati Uniti in primis).

Ma è possibile che una sostanza talmente diffusa come lo zucchero raffinato sia dannoso e capace di provocare dipendenza? Ne abbiamo parlato con qualcuno che si occupa ogni giorno di patologie della dieta, il  biologo nutrizionista Valerio Rizzo.

Robert Lustig paragona lo zucchero raffinato ad altre sostanze dannose come le sigarette e l’alcol, arrivando ad affermare che lo zucchero è come “l’alcool senza la sbronza”. È un paragone attendibile?

“Senza dubbio. Io avevo già osservato i fenomeni da lui citati in ambulatorio ed ero già arrivato a questa conclusione. È importante specificare che Lustig è uno scienziato di prim’ordine che si trova a fronteggiare un’industria alimentare che ha interessi mostruosi a propinarci alimenti ricchi di zuccheri aggiunti, alimenti che costano poco a loro e molto a noi in termini di salute. Io ho la convinzione che l’allarme di Lustig sia giustificato e che sarà confermato negli anni a venire”.

Parliamo allora del ruolo degli zuccheri aggiunti nella nostra dieta, in che modo possono essere dannosi?

“È importante prima di tutto chiare la questione delle calorie. L’errore concettuale più comune che si fa è pensare che il problema siano le calorie, ma non è così. Se uno mangia alimenti per una quantità di 1.000 calorie assume una vasta gamma di nutrienti come proteine, fibre, antiossidanti e così via. Se quelle 1.000 calorie vengono assunte sotto forma di zucchero, si stanno assumendo calorie “vuote”, il che equivale ad alimentarsi senza nutrirsi, come delle auto in cui si mette benzina senza bisogno di manutenzione, tagliando e olio.

Il problema è che se uno segue una dieta eccessivamente ricca di zuccheri il suo fabbisogno di calorie viene colmato solo da questi portando a una sostanziale malnutrizione e a un aumento della glicemia, con conseguenze per la salute che possono essere disastrose”.

Come?

“Le faccio un esempio: se uno mangia un piatto di riso la glicemia sale rapidamente, se invece mangia un etto di zucchero sale ancora più rapidamente, e con essa sale l’insulina. Come ricorda giustamente Lustig, l’apporto eccessivo di questi prodotti porta a una condizione di resistenza all’insulina che va a alterare la secrezione di insulina da parte del pancreas. Questo fenomeno porta poi facilmente al diabete e probabilmente anche a diversi tipi di tumore. Se la tua dieta comporta un apporto eccessivo di zuccheri hai la tendenza a sviluppare steatosi epatica, fegato grasso, ipertensione e insulino-resistenza, e puoi sviluppare una  sindrome metabolica. Con questa sindrome hai maggiori probabilità di sviluppare diabete oltre che tumori al colon, al seno e all’utero”.

Lustig punta il mirino anche contro lo sciroppo di mais, indicato come la vera bestia nera dell’alimentazione occidentale.

“Sì, lo sciroppo di mais, conosciuto anche come  High Fructose Corn Syrup è enormemente diffuso, soprattutto in America. A differenza dello zucchero comune ha un apporto maggiore di fruttoso. Il fruttosio, a differenza del glucosio, viene trasformato in trigliceridi dal fegato, una parte di questo grasso rimane nel fegato, una parte invece va in circolo aumentando i trigliceridi nel sangue. La dieta nostra è sempre più ricca di questi prodotti, soprattutto quella degli americani, che dagli anni Settanta hanno introdotto questo composto praticamente ovunque: biscotti, pane in cassetta, succhi di frutta, yogurt e così via. E’ un prodotto che deriva dalle eccedenze della produzione di mais americana. Non bastasse,  pare dia anche dipendenza”.

Ritorna il parallelo tra zucchero e altre sostanze nocive che danno dipendenza. Che ruolo hanno le grandi compagnie alimentari in tutto ciò?

“Il mercato domina qualsiasi aspetto della nostra vita, è un luogo comune ma è vero. Nell’alimentazione ci sono interessi mostruosi, ci sono poche corporation che dominano il mercato del cibo. Esiste anche un problema di quantità, con la riduzione dei costi di produzione ora ci vengono offerte allo stesso prezzo quantità sempre più grandi di alimenti zuccherati (per esempio le bevande gassate al cinema). Non è un caso se negli Stati Uniti, dalla fine degli anni Ottanta a oggi c’è stato un’aumento allucinante dei casi di obesità. Non i casi di sovrappeso, l’impennata ha interessato con maggior incidenza la parte più estrema della curva”.

E in Italia?

“In italia non siamo esenti, i prodotti con “high fructose” sono arrivati anche da noi.

Il tutto è anche offuscato dal principio che quando uno vede scritto sull’etichetta: 1% di grassi, pensa che sia una cosa magra e dietetica, ma se andassimo a controllare la composizione di questi prodotti “magri” vedremmo che spesso sono farciti di zuccheri”.

Cosa può fare allora il consumatore medio per migliorare la sua dieta: eliminare completamente gli zuccheri aggiunti?

“Io non sono per i compromessi. La cosa migliore è abituarsi a mangiare senza zucchero. Che poi è un concetto sbagliato. Il caffè senza zucchero non è “senza zucchero”, è caffè. Dobbiamo smettere di pensare che tutto debba essere dolcificato e, cosa più importante, disabituarci al sapore dolciastro che è diventato parte integrante della nostra dieta. Per esempio: pensare che i bambini vogliano solo cose zuccherate o che servano a lui per crescere è un falso mito. Un bricco di succo di frutta può comportare un apporto di 150 calorie, molto di più di quel 5-10% di calorie che dovrebbero costituire la sua merenda. Così non stiamo facendo altro che abituarli a un gusto dolcificato. Se li abituiamo a mangiare uno yogurt intero, una marmellata con una minore percentuale di sciroppo di glucosio o succhi di frutta senza zuccheri aggiunti, li avremo messi un po’ al riparo da patologie come il diabete e il fegato grasso che stanno aumentando anche in tenera età”.

Fonte: www.wired.it

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