Home»Foto»Tagliata del 76,3 per cento la spesa per i servizi sociali

Solidarietà sociale

Tito Boeri*

Quest’anno in Italia è stato tagliato il 76,3 per cento delle spese per i servizi sociali. Colpisce il silenzio su questa notizia: la comunicazione pubblica sul welfare è molto carente e frammentaria e sarebbe utile un dibattito su cosa è possibile tagliare, su come fare i tagli, su chi proteggere dalle scelte più difficili.

Il fondo nazionale per le politiche sociali, che può essere definito il padre di tutti i fondi per i servizi sociali, è stato ridotto a 275 milioni di euro. Tre anni fa la dotazione del fondo era più del triplo. Il fondo per la famiglia è passato dai 185 milioni dell’anno scorso a 51. Cresce, inoltre, il numero dei fondi letteralmente svuotati: dopo il piano straordinario per gli asili nido è toccato al fondo per la non autosufficienza, che perderà 400 milioni. Altri, come quello per gli affitti, sono ridotti a una cifra simbolica. I tagli sul servizio civile, infine, rischiano di mortificare un’esperienza di valore.

Come osserva Sergio Pasquinelli su Lavoce.info, il messaggio che manda il governo è chiaro: ci disimpegniamo dai servizi sociali, mentre manteniamo salda la gestione del welfare monetario, quello che riguarda i vari assegni familiari, per l’assistenza e l’invalidità. Un insieme di misure ingessate, poco efficienti e perequative, che assorbono i quattro quinti della nostra spesa sociale.

Serve una vera ristrutturazione di questa spesa: non c’è bisogno della bacchetta magica, serve una visione di sistema, l’intenzione di cambiare e la capacità  di scegliere.

* È un economista italiano e professore all’università Bocconi di Milano. È uno dei fondatori del sito lavoce.info. Scrive la rubrica “Il numero” per Internazionale.

Fonte: Internazionale

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