Home»Foto»Ragazzi vittime dell’insonnia da tecnologia attiva

Giovani e internet

PC, SMS, EMAIL SONO NEMICI DEL BUON SONNO. La televisione ormai è un «sonnifero» al confronto delle nuove abitudini serali dei giovani.

Elena Meli

Dovrebbero essere pieni di energia. E invece si trascinano insonnoliti a scuola, lottano tutta la giornata con le palpebre che vorrebbero chiudersi, si rianimano soltanto davanti a Facebook. Sono gli adolescenti di oggi, che dormono troppo poco quasi sempre proprio perché “distratti” dalle tecnologie: internet, cellulari, televisione si sono ormai piazzati stabilmente in camera da letto degli under 18 e una buona notte di sonno è ormai una meta irraggiungibile per la maggioranza dei ragazzini. Anche per questo la recente Giornata mondiale del sonno (il 18 marzo) era dedicata proprio agli adolescenti, per cercare di far capire loro quanto sia importante riposarsi. Un’impresa ardua, a giudicare dai dati diffusi dalla National Sleep Foundation americana: in media i ragazzi delle superiori dormono un’ora e mezza in meno di quanto dovrebbero, 1 su 10 meno di 6 ore a notte. E la faccenda potrebbe peggiorare, in Italia, fra una settimana, quando sposteremo in avanti le lancette per l’ora legale: si dormirà un’ora in meno e una ricerca finlandese dimostra che il passaggio non sarà indolore per nessuno (tutti sperimenteremo una sorta di mini jet-lag), ma sarà più complicato per chi già non riesce a garantirsi un buon sonno. Lo psichiatra Tuuli Lahti, dell’università di Helsinki, ha osservato che l’effetto negativo dell’ora legale è consistente soprattutto in chi preferisce stare alzato fino a tardi alla sera, come gli adolescenti: il giorno che si allunga, infatti, rende i ragazzi ancor meno propensi a infilarsi a letto, rosicchiando altre ore al riposo.

SINDROME DA SONNO INSUFFICIENTE

«I giovani fino a 30 anni, sono spesso vittime della “sindrome da sonno insufficiente”, disturbo provocato dalla volontaria riduzione delle ore di riposo — spiega Fabio Cirignotta, direttore del Centro di Medicina del Sonno del Policlinico S. Orsola, di Bologna —. Ciò che manca in questi casi è una corretta igiene del sonno: per colpa di cattive abitudini adottate durante la giornata, addormentarsi diventa un’impresa. Alla sera, ad esempio, il sistema nervoso deve “regolarsi verso il basso” per prepararsi al sonno: bisogna scegliere attività rilassanti e sgombrare la testa dalle preoccupazioni, perché tutto ciò che mantiene attivo il cervello allontana il riposo. No quindi a studio, lavoro, attività fisica di sera; bisognerebbe anche bandire dalla camera da letto computer e cellulari, tecnologie “attive” e per questo ancora più dannose di un film visto in Tv». Proprio ciò che non fanno i giovanissimi: stando ai dati Usa – che secondo Cirignotta sono validi anche per i ragazzi italiani – nell’ora prima di dormire oltre 1 adolescente su 2 naviga su internet, parla o manda messaggi al cellulare; 1 su 10 viene svegliato quasi ogni notte da email o sms; il 14% gioca tutte le sere ai videogames. Gli adulti preferiscono guardare la Tv, che ormai è nel 95% delle camere; ma questo compromette meno la qualità del sonno, visto che solo il 10% degli adulti lamenta sonnolenza durante il giorno rispetto a oltre il 20% dei giovanissimi. «La sonnolenza diurna è il segnale che non si sta dormendo a sufficienza: ognuno ha bisogno di una certa quantità di ore di sonno geneticamente determinata, per scoprirla basta capire quanto occorre dormire per essere ben svegli ed energici durante il giorno — osserva Cirignotta —. Purtroppo molti pensano che dormire abbastanza sia un “optional”: invece chi riposa poco e male rischia di ingrassare, di ritrovarsi con la pressione o la glicemia alta, di sviluppare irritabilità, ansia e disturbi dell’umore. Senza contare il pericolo di incidenti stradali: uno studio recente su 300 ragazzi delle superiori ha verificato che gli incidenti in auto, gravi e non, sono più frequenti in chi dorme di meno». Ma c’è da sperare che un adolescente, ribelle per definizione, ascolti chi gli spiega che deve riposarsi? «Non sarei pessimista: la nostra indagine ha dimostrato che i giovani sanno bene, ad esempio, che la sonnolenza è fra le maggiori cause degli incidenti del sabato sera dopo velocità eccessiva e uso di droghe. I ragazzi sono meno impermeabili alle buone abitudini di quello che temiamo, educarli fin da piccoli alle regole del dormire sano non è impossibile» conclude l’esperto.

Fonte: www.corriere.it

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