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Bambini in caserma (Pisa)

Facendo seguito all’iniziativa del Comune di Pisa di inviare il 27 aprile, anniversario dell’uccisione di un soldato italiano nella guerra in Irak, i bambini dai 3 ai 13 anni  nella caserma  dei paracadutisti della Folgore  per una giornata di solidarietà,

NOI SOTTOSCRITTORI genitori, educatori, cittadini e liberi religiosi ribadiamo che la caserma non è un luogo adatto per educare alla pace  e ci facciamo promotori di un appello all’Unesco perché si metta fine a una tale pratica che fa offesa all’infanzia:

No ai bambini in caserma

Petizione all’Unesco

per l’adozione da parte dei governi e degli enti locali della Dichiarazione internazionale per i diritti dell’infanzia che nell’articolo 3 proclama Il diritto dei bambini ad una educazione alla nonviolenza ed alla pace.

3.1 L’educazione alla nonviolenza ed alla pace è la formazione intellettuale e psicosociale del bambino allo scopo di sviluppare il suo spirito critico, di permettergli di ragionare sull’origine e la risoluzione nonviolenta dei conflitti nella società così come tra le nazioni e di instillargli i valori di tolleranza e di rispetto della dignità e dei diritti umani. Essa implica l’educazione ai diritti della persona umana, alla democrazia partecipativa, allo sviluppo, all’ambiente, all’eguaglianza in diritti e dignità dei due sessi ed alla tolleranza, l’apprendimento alla risoluzione nonviolenta dei conflitti, la coscienza critica nei confronti dei mass media, l’apprendimento delle tecniche della nonviolenza e lo studio delle relazioni internazionali.

3.2 L’obiettivo dell’educazione alla nonviolenza ed alla pace è l’acquisizione da parte dei bambini di un sapere, di un saper fare e di un saper essere che permetta loro di coltivare delle relazioni pacifiche, cooperative, solidali e fraterne con gli altri bambini e con gli adulti e di sviluppare le competenze di cittadinanza in modo da renderli attori della vita democratica delle loro società.

3.3 L’educazione del bambino dovrà tendere a prepararlo a gestire gli inevitabili conflitti potendo beneficiare di una educazione concreta alla nonviolenza ed alla pace per tutto il percorso scolastico e parascolastico, in modo da valorizzare la relazione di fiducia ed il riconoscimento dell’umanità dell’altro.

E nell’articolo 4 invita gli Stati a:

4.1 vegliare in modo che i programmi scolastici non contengano elementi che incitino alla violenza, all’intolleranza o alla risoluzione violenta dei conflitti, e che i pregiudizi e gli stereotipi riguardanti certi gruppi sociali vi siano eliminati;

4.2 condurre delle azioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica che incoraggino le scuole, la società civile ed il settore privato a promuovere, ciascuno con i propri mezzi, una cultura di nonviolenza e di pace in favore dei bambini;

4.3 promuovere nei programmi scolastici l’insegnamento di forme nonviolente di risoluzione dei conflitti;

4.4 dotarsi di una legislazione appropriata che introduca ufficialmente l’educazione alla nonviolenza ed alla pace a tutti i livelli del sistema scolastico, con programmi, adatti ad ogni Stato e ad ogni società, che prevedano degli strumenti e dei metodi pedagogici;

4.5 accordare una accresciuta attenzione ai bisogni legati alla formazione degli insegnanti all’educazione alla nonviolenza ed alla pace, poiché essi sono i garanti dello sviluppo dei procedimenti pedagogici che promuovono questa educazione.

LE RIFLESSIONI DEI SOTTOSCRITTORI

454 sottoscrizioni

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35 Responses to "Petizione NO ai bambini in caserma"

  1. giselda salvati   24 marzo 2011 at 09:56

    Non si può dire che questo governo non sia coerente| Favorisce le lobby contro gli interessi collettivi, distrugge l’istruzione pubblica come strumento di emancipazione sociale, trasforma il lavoro da diritto umano in elemosina, predilige le energie fossili contro le rinnovabili e quindi la guerra come mezzo per accaparrarsi e conservare le materie prime. Bene, e tutto con il supporto della più grande forza eversiva: LA CHIESA CATTOLICA|

  2. dieguito one   21 marzo 2011 at 11:23

    Eliminiamo il problema alla radice: No alle caserme!!!

  3. rita gemma spadafora   18 marzo 2011 at 14:55

    i bambini devono giocare e di certo non con le armi

  4. selenia   18 marzo 2011 at 11:46

    no hai bimbi in caserma

  5. lino   16 marzo 2011 at 12:37

    Unica battaglia da combattere è Ecologia Universale, Rispetto della Natura, Investire sull’Agricoltura in ogni stato in ogni regione del mondo, Terra alla Terra terra agli Uomini di pace.

  6. Livio Miccoli   15 marzo 2011 at 19:26

    Non ho puntato l’ombrello/
    contro lui che mi puntava il fucile/
    per qualche scopo preciso,/
    se non che volevo giocare./
    (…)
    Io che non volevo colpire,/
    sono stato colpito!
    CLAUDIO MICCOLI (ambientalista nonviolento, Napoli 1958-1978)

  7. Rosellina   14 marzo 2011 at 23:35

    Viviamo davvero in tempi bui se una preside o un’insegnante, anche in una sola scuola, può pensare che portare i bambini in caserma possa essere in qualche modo educativo!
    L’immagine di quell’uomo che aiuta il bimbo ad imbracciare il fucile, fa orrore e provoca un grande dolore..
    E quella donna che aiuta col sorriso sulla bocca i due, è una mdre? una educatrice?
    CHE TRISTEZZA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Ma cosa sta diventando l’Italia se a Pisa, sede della più prestigiosa università, può accadere tutto questo senza che i responsabili vengano immediatamente fermati?

  8. daniela melotti   14 marzo 2011 at 18:10

    vedi “master of war” Bob Dylan

  9. amadei danilo   14 marzo 2011 at 16:19

    Come genitori e nonni, educatori e nonviolenti, cooperatori solidali, tenaci difensori della Costituzione e del suo forte impegno per la pace, cittadini del mondo convinti che la cultura e l’arte così come la natura non sopportino confini, nè caserme, nè armi, condividiamo l’appello e vi ringraziamo,
    Danilo Amadei e Mariangela Duc

  10. barbara mahlein   14 marzo 2011 at 10:26

    E’ assurdo pensare che in caserma sia un luogo che lascia impressioni tali, da trarre una educazione alla pace.
    Ma se anche li portassero ad un santuario, il vero problema non sarebbe poi tanto risolto affinché l’insegnante-educatore non ritorna a ricordarsi che solo il suo atteggiamento morale e amorevole nei confronti dei bambini presenta il vero duraturo e autentico insegnamento alla pace.

  11. Rubèn Darío Pardo   14 marzo 2011 at 04:54

    Por un presente y un futuro sin guerras y por la construcción de culturas de paz, fuera los niños de los ambientes bélicos!

  12. Roberto Lepera   13 marzo 2011 at 22:51

    C’è chi fa giocare i bimbi, con i fucili. E chi li fa combattere e saltare in aria. Due espressioni della medesima disumanizzazione. Una sola, enorme, schifosa, taciuta ipocrisia sullo sfondo.

    ****
    Caliamo la maschera, Signori. Basta. In Iraq e in Afghanistan ci siamo andati per proteggere i nostri interessi economici. L’ha confessato persino un presidente della Repubblica, quello tedesco, Horst Köhler, costretto alle dimissioni e alle lacrime. Basta. È un insulto alla nostra intelligenza cercare di convincerci del contrario. Io so. E ho le prove.

    http://www.corriere.it/esteri/10_maggio_31/germania-dimissioni-presidente_453434e2-6cae-11df-b7b4-00144f02aabe.shtml

    http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/afghanistan_motivi_guerra_2010.htm

    http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/eni_petrolio_iraq.htm

    Ecco il racconto di un soldato americano sulla sua esperienza nel Nord Iraq:
    http://www.youtube.com/watch?v=NaWogNSYnwY

    *****
    “Ci face la guerra e parla te pace,
    crea sulu odiu e follia intra l’umanita.
    Lu terrorismu ete lu male creatu dall’egoismu
    te ci tuttu quantu ole cu domina.”

    Traduzione
    “Chi fa la guerra e parla di pace
    crea solo rabbia e follia nell’umanità.
    Il terrorismo è il male creato dall’egoismo
    di chi vuole dominare tutto.”
    (Brano tratto da “Naura Crociata” [Un’altra Crociata] dei Sud Sound System)

  13. vittorio de asmundis   13 marzo 2011 at 20:08

    I genitori che portano i bambini in caserma dovrebbero ricevere un corso accelerato per vedersi confermata la patria potestà. Mai un’arma in mano ai bambini, nemmeno un’arma giocattolo.

  14. Vittorio Pallotti   12 marzo 2011 at 19:01

    La richiesta all’UNESCO di ‘sanzionare’ il comune di Pisa mi ha lasciato perplesso (su tutto il testo dell’appello sono pienamente d’accordo). Ho sempre inteso il termine di ‘sanzione’ come qualcosa che comporta una condanna sul piano amministrativo o penale (multa o condanna penale) inflitta dalla magistratura o da qualche altra istituzione nazionale o sovranazionale. Rocco Altieri mi ha chiarito che si può intendere anche come ‘sanzione morale’. E questo è il significato che si deve dare alla richiesta rivoltra all’Unesco (che non avrebbe nemmeno il potere di infliggere sanzioni nè amministrative nè, tanto meno penali).
    Comunque, ritengo che sarebbe stato meglio aggiungere al verbo ‘sanzionare’ l’avverbio ‘moralmente’ per ragioni di maggiore chiarezza.

  15. vincenzo raneri   12 marzo 2011 at 11:46

    La società a sua volta consegue “verità” e capacità di autorealizzazione nella forma di un’articolata e mutualistica rete di persone basata sulla comunità, la piena espressione delle personalità, la diversità delle attività, la ricchezza di esperienze e la varietà di mansioni.
    Questi concetti basilari,che identificano l’umanità,non possono essere confuse con l’avvicinamento dei bambini alle armi..
    Io ancora voglio vedere nei loro occhi la purezza e la pace che loro ispirano

  16. graziella federico   11 marzo 2011 at 22:19

    E’ assurdo io come mamma sono scioccata non vorrei che i miei bambini toccassero mai un’arma giocattolo figuriamoci una vera….

  17. nino melissari   11 marzo 2011 at 21:02

    I bambini non devono giocare alla guerra……
    non devono avere giocattoli bellici…….
    figuriamoci le armi…….
    le caserme…….
    i bambini dovrebbero incontrare gli orfani delle guerre…..
    firmare è il minimo……
    i cappellani e la chiesa dovrebbero dissociarsi……e condannare

  18. giuseppe neri   11 marzo 2011 at 00:05

    Ai bambini lasciamo le loro vite lontano dalle armi, dalle caserme. Giammai la guerra! E’ tempo di serenità, età di grano verde, avranno tempo di scorgere le lacrime degli uomini e le vite spaccate, trucidate, dalle armi.

  19. giuseppe neri   11 marzo 2011 at 00:02

    La guerra è la follia del mondo. Cosa c’entrano i bambini? Parliamo di pace continuamente, e poi la saggezza si riduce a portare i bambini in caserma per educarli alle armi. Giammai le guerre! Ai bambini lasciamo la serenità delle loro vite.

  20. pietro   10 marzo 2011 at 20:35

    Condivido, sottoscrivo e divulgo immediatamente.

  21. maria speranza perna   10 marzo 2011 at 17:00

    Anni fa, quando un militare entrò in classe, per fare propaganda per l’esercito, io dissi chiaramente che NON ero d’accordo, e, quando lui terminò il discorso di “arruolamento”, io continuai il mio di “nonnviolenza attiva”. Figurarsi se ora non firmo CONTRO i bambini in caserma. Ma siamo impazziti?Maria Speranza Perna, insegnante

  22. EMANUELE BOSSIO   10 marzo 2011 at 15:25

    I BIMBI VANNO EDUCATI ALLA PACE!!…E BASTA!

  23. Mirco Bovini Casciola   10 marzo 2011 at 12:32

    L’Italia scivola verso il suo secondo fascismo. Siamo nella fase del gioco burlone, della goliardia, mentre l’ignoranza fa passi da gigante, il divertimento militarista attecchisce. La guerra è un gioco. Se poi il gioco uccide gli altri e pure te, non è un problema. C’è l’onore delle esequie che coprirà la ferocia della guerra.

  24. maria altieri   9 marzo 2011 at 22:07

    sottoscrivo senz’altro …una vergogna insegnare la violenza ai bambini !

  25. Antonella   9 marzo 2011 at 21:53

    Abbiamo oltrepassato ogni limite…purtroppo senza vergogna!

  26. anna maria laville   9 marzo 2011 at 15:52

    Armi trasformate in medicinali!
    più libri ai militari!
    più scuola per i leghisti!
    più vangelo per i cappellani!
    anna maria

  27. mara   9 marzo 2011 at 14:48

    Condivido la petizione in quanto pensoche l’educazione alla pace e la nonviolenza passano attraverso la solidarietà, la condivisione di esperienze di vita e di gioco per i bambini. Educhiamoli alla cittadinanza facendo conoscere loro culture diverse ma non per questo meno belle della nostra, insegniamo loro ad essere persone rispettose rispettando la loro fanciullezza.

  28. selenia   8 marzo 2011 at 23:47

    Come canta una canzone del mio carnevale la pace con le bombe non si fà!

  29. ROSA SPERANZA   8 marzo 2011 at 20:30

    E’ SEMPLICEMENTE ABERRANTE MOSTRARE LA VIOLENZA AI BAMBINI. E POI CI LAMENTIAMO DEGLI ADOLESCENTI VIOLENTI!

  30. Raffaello Saffioti   8 marzo 2011 at 18:31

    Papa Giovanni nell’enciclica “Pacem in terris” ha scritto “bellum alienum a ratione”. La guerra è folle.
    Come si possono educare i bambini alla pace portandoli in caserma?
    E’ cosa da pazzi!
    In questa circostanza servirebbe una delle invettive di Gesù, che leggiamo nel Vangelo. Impallidisce, al confronto, l’invettiva di Dante contro Pisa, “vituperio delle genti”, nel “Purgatorio”.
    Leggiamo nel Vangelo cosa ha detto Gesù sui bambini.
    Qual è la figura del bambino delineata da Gesù?
    Come ha scritto Maria Montessori, il bambino “è la guida dell’adulto verso il regno dei Cieli; il modello che l’adulto deve imitare per trasformare se stesso”. “Il bambino è il padre e il creatore dell’uomo”. “L’essere più religioso nel mondo umano è il bambino”. Il bambino “Maestro della pace”.
    E leggiamo la Preghiera dei paracadutisti, cosa cantano con il loro inno e con le loro canzoni.
    I paracadutisti: “E gli angeli di guerra, / pugnale in mezzo ai denti, / in uno contro venti, / si battono così”.
    E’ uno scandalo anche celebrare la Messa in caserma e benedire le armi, come fanno i Cappellani militari.
    E’ uno dei privilegi ottenuti dalla Chiesa che attraverso il Concordato si è prostituita col potere dello Stato.
    Ma la via della Conciliazione è in contraddizione con la via della Croce percorsa da Gesù a Gerusalemme.
    La coscienza dice NO.

  31. raffaela trequattrini   8 marzo 2011 at 11:42

    Ovviamente condivido!

  32. Ermete Ferraro   8 marzo 2011 at 08:45

    Appoggio con convinzione il testo della petizione, che sottoscrivo sia come obiettore di coscienza antimilitarista e nonviolento, sia come insegnante ed educatore alla pace.

  33. patrizio placido   8 marzo 2011 at 07:13

    Sono inorridito, non mi aspettavo una cosa simile dai rappresentanti di una citta’ culturalmente tra le piu’ importanti in italia

  34. CENTRO GANDHI   8 marzo 2011 at 00:42

    “If we are to teach real peace in this world,
    if we are to wage a real war against war,
    we shall have to start with the children.”
    M.K. Gandhi

  35. Piero P. Giorgi   7 marzo 2011 at 22:49

    Sottoscrivo senz’altro. Solo un commento critico nei riguardi della frase “la caserma non è un luogo adatto per educare alla pace”. Dovrebbe essere “… per educare alla cittadinanza”, cioé per formare cittadini che esigono la prevenzione alla violenza e alle soluzioni militari (politica della nonviolenza). Abbiamo alternative. Pensiamo alle occasioni perse in Libia quando abbiamo assecondato un leader pazzo.

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