Home»Ecologia»Nasce un comitato contro il nucleare: «Questa tecnologia è inutile e rischiosa»
Centrale nucleare

BARI – Anche la Puglia si dota di un comitato per dire no al nucleare. A costituirlo sono Legambiente, Wwf, Greenpeace, Arci, l’Associazione italiana per l’agricoltura biologica, Acli e Slow Food. «Vota Sì per fermare il nucleare», così si chiama il gruppo, è aperto a tutte le organizzazioni e ai comuni cittadini che intendono opporsi al ritorno all’energia nucleare,quella cosiddetta «dell’atomo». L’intento è il coinvolgimento dei cittadini nel respingere per la seconda volta nella storia del Paese la scelta nucleare, dopo il primo referendum abrogativo del 1987, per incentivare le fonti e le energie rinnovabili. Il Comitato è stato presentato, nella mattinata del 28 febbraio, da Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia, Edoardo Zanchini, Responsabile Energia Legambiente e Roberto Zizzi, della Commissione Energia Wwf Puglia.

L’INIZIATIVA – Inutile, rischioso e controproducente. Per il comitato appena costituito, questo è il nucleare. E invece di porre dubbi o alternative, come un noto spot televisivo ha fatto negli ultimi mesi, i gruppi a favore delle energie rinnovabili, sanciscono motivazioni categoriche. «Il nucleare non serve all’Italia». Per il comitato l’Italia ha una potenza elettrica installata di più di 100.000 megawatt, mentre il picco di consumi oggi non supera i 57.000 megawatt. Oltretutto la scelta dell’atomo – si legge nel comunicato – potrebbe essere molto rischiosa visti gli accertati episodi di emergenza e incidenti, che hanno coinvolto anche i reattori di terza generazione. L’energia nucleare è infine costosa e controproducente, a detta loro, per le tasche dei cittadini e per l’economia del Paese. Per tornare all’atomo, infatti, bisognerebbe ricorrere a fondi pubblici e a garanzie statali, quindi alle tasse e alle bollette pagate dai cittadini. «Tutte risorse importanti- è scritto- sottratte ai finanziamenti per la ricerca».

LE DICHIARAZIONI – «Fare informazione sarà il primo obiettivo del Comitato», dichiara Zanchini di Legambiente. L’ultima risposta spetta invece a Zizzi del Wwf Puglia, secondo cui «è guerra aperta contro lo sviluppo sostenibile nonostante l’uranio estraibile si estinguerà entro il 2050». Dichiarazioni e motivazioni che portano ad un unico interrogativo. A chi serve davvero il nucleare?

Teresa Serripierro

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

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