Home»Articoli»Giappone e Iodio 131 radioattivo: tre mosse per difendersi
(In)civiltà nucleare

Attilio Speciani

Le immagini di devastazione dovute al terremoto e allo tsunami giapponese, si sommano oggi alle preoccupazioni legate ai danni subiti da 11 dei 55 reattori nucleari che forniscono energia al Giappone. Nonostante il tentativo di ieri di rassicurare il mondo che non ci sarà una seconda Chernobyl, la realtà di oggi sul rischio nucleare è purtroppo già al di là dell’atteso. Restiamo in attesa di quello che ci verrà detto, iniziando però a cautelarci in vista di una possibile ricaduta di Cesio radioattivo 137 e Cesio 134 sui nostri campi e sui nostri cibi.

Le notizie sulla assenza di Iodio radioattivo dalla centrale di Fukushima era una tipica comunicazione politico difensiva, falsa. Il governo giapponese sta già effettuando la distribuzione di Iodio per proteggere i cittadini dagli effetti dello iodio radioattivo, per evitare una catastrofe di malattie tiroidee come quelle provocate da Chernobyl nel caso di una fusione nucleare; il che significa che questa possibilità non è esclusa. In questo momento l’Italia NON è in pericolo ma la contradditorietà delle notizie ufficiali obbliga ad una sistematica e attenta analisi di quelle che arrivano da più fonti. Eurosalus manterrà sempre attivi i suoi canali di comunicazione. Per lo Iodio 131, per ora, serve solo fare attenzione alle informazioni, iniziando però a prepararsi, tenendo conto dei personali tempi di reazione. Sarebbe stupido infatti farsi del male quando ci sono tre mosse da fare per difendere anche noi e i nostri cari da un pericolo grave e già annunciato (a dispetto di chi continua a difendere il nucleare “sicuro”). Servirà però, in quel caso, essere pronti ad agire.

Colpisce il modo in cui le notizie si contrappongono  una all’altra. Ad una dichiarazione ufficiale di un tipo fa opposizione una successiva dichiarazione sempre ufficiale di un altro ente che dice l’esatto contrario.

Lo stesso ente ONU (IAEA) per l’energia nucleare, che sta seguendo quasi in diretta gli accadimenti, ha dovuto correggere una precedente affermazione del governo relativa a 3 reattori nucleari presenti nella zona di Fukushima. Poi alle 9.35 ora italiana il governo ha ammesso che in due reattori di Fukushima c’è l’effettivo rischio di una fusione nucleare. E nessuno parla degli altri reattori nucleari danneggiati, che non sono così vicini a Tokyo come questo.

Il rischio di fusione significa che il reattore, la cui energia è tenuta sotto controllo, ha superato qualsiasi possibilità di controllo ed ha iniziato a determinare l’equivalente dello scoppio di una bomba atomica. Dall’esterno questa reazione viene letta per la presenza di Cesio 137, Iodio 131 e Stronzio 90. Si tratta delle forme radioattive degli equivalenti normalissimi atomi che costituiscono il nostro cibo, il nostro sangue, le nostre ossa.

Se si ritrovano nell’ambiente vuol dire che la fusione è iniziata. Che una fusione nucleare, piccola o grande che sia, da qualche parte sta avvenendo. Di questo, purtroppo siamo certi. Ci manca l’entità della reazione (speriamo che i giapponesi siano più efficienti e preparati di quanto siano stati nel 1986 i sovietici) ma di fatto oggi nessuno può più giurare su nessun altro.

Nuclear Fallout Map

 

Stiamo seguendo gli eventi: i valori di radioattività sono elevati e sono presenti. Il Cesio c’è ed è stato rilevato, quindi la fusione, in qualche modo è presente. C’è la fortuna di avere un vento che sta soffiando verso il Pacifico in direzione Nord-Est (mangeremo tonni radioattivi?) e lo dovrebbe fare per i prossimi 3 giorni, quindi NON C’E’ IMMEDIATO PERICOLO PER L’ITALIA, ma questo non ci esime dal seguire con estrema attenzione cosa succederà della caduta delle successive ceneri radioattive. Se nel volgere di qualche giorno il vento girasse, inizieremmo ad avere la striscia di radioattività disegnata sulla Siberia, sulla Russia e poi sull’Europa, con la presenza di Iodio 131 ancora attivo, con conseguenze gravi per tutti.

Abbiamo quindi da stare preparati con la giusta attenzione. I pericoli per oggi sono solo quelli del Cesio 137 e dello Stronzio 90 che ricadranno sulle nostre tavole comunque, speriamo nella misura più lieve possibile, ma che sono comunque da ieri nell’atmosfera e resteranno radioattivi per decine di anni. Come già detto nell’articolo su Cesio ci sono alcuni antiossidanti di base che meritano di essere attivati fin da oggi. Non servono solo per difenderci dalle radiazioni. Hanno una valenza di protezione elevata nei confronti di tutte le malattie degenerative, ma ci aiutano già ora a affrontare in anticipo l’eventuale arrivo dello Iodio 131 e il certo arrivo (speriamo in misura ridotta) di Cesio e di Stronzio.

Deve essere incrementato l’uso dello Zincominerale “riparatore” e stimolatore del sistema immunitario, attraverso l’uso quotidiano di preparati che lo contengono (ad esempio Oximix 2+), affiancandolo all’impiego di altri antiossidanti come CellfoodAntiossidanti solforati e all’uso abbondante di Vitamina C.

Iodio 131

Il problema derivante da questa sostanza è legato alla sua rapidità di assorbimento e alla sua immediata concentrazione nella tiroide: è assolutamente inutile effettuare qualsiasi tentativo di “arresto” dello iodio 131 se si è già stati esposti per più di 6 ore al radionuclide (e in genere prima si è esposti e poi lo si sa).

Nel “fortunato caso” in cui lo si sappia in anticipo, si cercherà di fornire alla tiroide lo iodio sufficiente a “rifornirla” per un paio di mesi, in modo che non debba assorbire lo iodio 131 che è presente nell’ambiente.

Si potrà utilizzare una soluzione satura di ioduro di Potassio al 50% in acqua, somministrando per via orale, mischiati ad un poco di acqua, per soli 3 giorni i seguenti dosaggi:

  • bambini da 0 a 2 anni, 1 (ripeto una) goccia al giorno (solo dopo avere sentito il proprio pediatra)
  • bambini da 2 a 6 anni, 2 (ripeto due) gocce al giorno
  • bambini da 6 a 12 anni, 2 gocce al mattino e 2 gocce a sera
  • maggiori di 12 anni, 3 gocce al mattino e 3 gocce a sera

Il trattamento deve essere attuato per soli tre giorni ed esclusivamente con questi dosaggi, e deve essere comunque sottoposto alla valutazione, se possibile, del proprio medico.

La ricetta che ogni medico deve formulare sul proprio ricettario è la seguente:

Soluzione satura di Ioduro di Potassio in acqua al 50% , 1 flacone da 30 mL. (con 1 flaconcino contagocce da 30 ml si copre il bisogno di 30 adulti).

Si tratta di un prodotto che ogni farmacia italiana dovrebbe essere obbligata ad avere, dal costo (in termini di materia prima) ridottissimo, che ha però bisogno di una prescrizione medica per essere preparato dal farmacista.

Il tempo di dimezzamento biologico dello iodio 131 è di 138 giorni, ma fortunatamente il suo dimezzamento fisico è di soli 8 giorni, quindi se dovesse arrivare il fallout tra 1 mese incontreremmo un dosaggio di radiazioni corrispondenti ad 1/16 (un sedicesimo) di quella attuale. Il problema di Chernobyl è che ci siamo trovati allora (1986) con l’arrivo di una quantità enorme di Iodio 131 senza che nessuno ci avvisasse. Una volta ingerito o inalato lo Iodio 131, il suo tempo di dimezzamento biologico è invece molto più elevato. Per arrivare cioè ad un sedicesimo della sua radioattività. nel corpo umano impiega circa 20 mesi di tempo, durante i quali è in grado di stimolare gravi reazioni degenerative in qualsiasi organo, non solo nella tiroide.

La sostanza alimentare che ne viene impregnata in modo maggiore è fondamentalmente il latte, e relativamente alla stagione della contaminazione possono essere contaminate le verdure a foglia larga piuttosto che altri tipi di ortaggi. Lo iodio 131 si assorbe anche per inalazione.

Superata la fase acuta di inquinamento sarà necessario valutare la radioattività dei formaggi, preparati effettivamente con il latte nel suo momento di massima concentrazione radioattiva.

Sempre che non siano contaminate esse stesse, le varie crucifere (come il cavolo e la verza) stimolano l’aumento del livello di Glutatione, che rappresenta uno dei più validi “spazzini” dei radicali liberi. Presenti sul mercato alcuni integratori che ne garantiscono un ottimo apporto come Fito-geno broccoli o altri antiossidanti solforati.

Dopo l’evento acuto, in cui queste indicazioni possono avere un importante valore, diventa assolutamente necessario seguire l’andamento dei livelli di radioattività dei diversi alimenti, determinati a volte da caratteristiche delle colture, dei fertilizzanti e dei terreni, e non definibili a priori. Quindi restiamo all’erta e seguiamo l’andamento delle notizie, qui su Eurosalus come negli altri siti di informazione indipendente.

In sintesi quindi 3 mosse semplici per imparare a difendersi ed essere preparati:

  1. informazione attenta
  2. assunzione di iodio sano per fermare l’arrivo di quello radioattivo
  3. integrazione minerale e vitaminica con antiossidanti specifici

Cui aggiungeremmo la quarta: una attenta riflessione sul senso del nucleare “sicuro”.

Fonte: www.eurosalus.com

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2 Responses to "Giappone e Iodio 131 radioattivo: tre mosse per difendersi"

  1. admin   20 marzo 2011 at 02:04

    Rischio di fusione non significa che la fusione sia avvenuta, è ovvio. Rischio di fusione significa che questa possibilità catastrofica, sia pur remora, non può essere esclusa a priori.

  2. lucius   19 marzo 2011 at 21:43

    Ma voi siete fuori!

    Il rischio di fusione significa che il reattore, la cui energia è tenuta sotto controllo, ha superato qualsiasi possibilità di controllo ed ha iniziato a determinare l’equivalente dello scoppio di una bomba atomica

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