Home»World News»Asia»Fukushima, si rischia una nuova esplosione. Nove contaminati, 140mila evacuati
Nuclear Fallout Map

C’e’ il rischio che il reattore numero 3 di Fukushima, ora sotto stress, possa avere un’esplosione simile a quella del reattore numero 1. Lo ha detto il capo di gabinetto, Yukio Edano, parlando dell’accumulo di idrogeno a causa della decompressione in corso. L’Agenzia di sicurezza nucleare giapponese aveva già segnalato, ieri sera, un problema al reattore tre dell’impianto Fukushima, danneggiato proprio dall’esplosione al reattore numero uno. Il sistema di raffreddamento ha avuto un problema tecnico e i sistemi di sicurezza stanno cercando di immettere acqua per evitare il surriscaldamento. Sempre secondo l’agenzia nucleare potrebbero poi essere nove le persone contaminate.

Ma ieri sera l’Aiea, agenzia atomica dell’Onu, ha comunque parlato di un allarme che si attenua e di radiazioni in calo. Per tutta la giornata il livello di allarme era rimasto altissimo. Le autorità avevano diffuso la notizia che il reattore poteva aver subito un processo di fusione dopo il forte terremoto di venerdì. Per fortuna la struttura di contenimento della centrale è “intatta”.

Il numero degli evacuati, nel frattempo, è stato aggiornato a 140mila, in un raggio di 20km dalle centrali. Parti di barre del combustibile nucleare del reattore numero 1 sarebbero state brevemente esposte all’aria ieri dopo il raffreddamento, il livello della temperatura dell’acqua è sceso per l’evaporazione e un camion dei pompieri ha pompato acqua nel reattore.

LA GIORNATA DI IERI – Verso le cinque del pomeriggio (ora locale) una esplosione ha sgretolato la gabbia esterna di contenimento di uno dei reattori, sollevando una colonna di fumo bianco.

I canali televisivi hanno avvertito i residenti della zona di rimanere al chiuso, spegnere i condizionatori d’aria e non bere l’acqua del rubinetto. Alle persone che sono all’esterno è stato consigliato di non lasciare esposta la pelle e coprirsi la faccia con maschere ed asciugamani bagnati. I quattro feriti sono stati portati in un ospedale della zona. L’esplosione è avvenuta poco dopo che i responsabili dell’impianto nucleare avevano annunciato di esser riusciti a ridurre la pressione nel reattore.

L’emittente giapponese Nhk ha detto che le autorità hanno misurato il livello di radiazione all’entrata dell’impianto di Fukushima alle 15:29 ora giapponese: se la gente fosse esposta a questo livello di radiazioni per un’ora riceverebbe la stessa quantità di radiazioni che si assume normalmente in un anno. In ogni caso, la società che gestisce l’impianto ha escluso che l’esplosione abbia causato gravi danni al nocciolo del reattore.

L’esplosione, ha riferito la società proprietaria dell’impianto di Fukushima, la Tepco, ha causato il crollo del tetto e delle mura dell’edifico al cui interno è ospitato il contenitore di acciaio del reattore che non “ha subito danni gravi”. La rilevazione di cesio all’esterno del reattore numero 1 di Fukushima Daichi conferma che il reattore, il cui sistema di raffreddamento si è bloccato dopo il terremoto di ieri, si è parzialmente fuso. All’interno dell’impianto il livello di radiazioni ha raggiunto un picco di 1.000 volte la norma e di 70 volte all’esterno. L’aumento delle radiazione all’esterno è stato causato dalla fuoriuscita controllata di vapore radioattivo dalla struttura nell’edificio che contiene il reattore. Intanto i tentativi di depressurizzare il modulo di contenimento del reattore 1 avrebbe avuto successo. A breve, saranno prese misure aggiuntive, come l’utilizzo di acqua di mare e acido borico. Intanto le autorità giapponesi pensano di avviare la distribuzione di iodio per una terapia anti-radiazioni tra la popolazione residente intorno alla zona delle centrali. Sono stati sicuramente contaminati, invece, tre tecnici che sono intervenuti sul posto, che sono stati trasportati in ospedale per accertamenti.

Nella dichiarazione con cui ha informato ufficialmente l’Aiea dell’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, il governo giapponese ha classificato quanto accaduto come un incidente di quarto grado della scala internazionale Ines che va dal primo grado, corrispondente ad un’anomalia, fino al settimo, cioè l’incidente grave. Il quarto livello corrisponde ad “un incidente nucleare con conseguenze locali” quali “un rilascio minimo di materiale radioattivo”, secondo la definizione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica.

Il devastante terremoto in Giappone ha danneggiato anche il sistema di raffreddamento del reattore numero 2 di Fukushima, noto come Fukushima-Daini. Le autorità hanno deciso anche in questo caso di evacuare la popolazione nel raggio di 10 chilometri.

In totale a Fukushima sono presenti sei reattori. Il numero 1 è stato avviato nel 1971 e il numero 2 tre anni dopo. I piani di sviluppo della compagnia proprietaria, la Tokyo Electric Power, prevedevano l’installazione di altri due reattori nel 2013 e nel 2014. IL Giappone conta 52 centrali nucleari. Di queste 11 sono state in qualche modo coinvolte nel sisma.

Fonte: www.ilfattoqutidiano.it

Fukushima - Chernobyl

 

GREENPEACE SUL REATTORE DI FUKUSHIMA:

“EVITARE ULTERIORE RILASCI DI RADIOATTIVITÀ”

In relazione alla notizia che l’incidente al reattore giapponese di Fukushima avrebbe rilasciato elementi radioattivi, incluso il Cesio-137, e che un aumento dei livelli di radioattività è stato rilevato nei pressi dell’impianto, Jan Beranek, responsabile della Campagna nucleare di Greenpeace International dichiara che:

“Siamo vicini alla popolazione giapponese che sta affrontando anche la minaccia di un disastro nucleare, oltre a un devastante terremoto e al conseguente tsunami. Le autorità devono concentrarsi sul salvataggio delle persone e sull’evitare ulteriori rilasci di radioattività”.

Gli sviluppi dell’incidente appaiono lontani dall’essere chiari. Quello che sappiamo è che la contaminazione da Cesio-137 pone un rischio sanitario per chiunque venga esposto ed è il radioelemento che sta causando il maggiore impatto sanitario dall’incidente di Cernobyl, poiché può rimanere pericoloso nell’ambiente e nella catena alimentare per trecento anni.

Il reattore di Fukushima rimane ancora a rischio di fusione del nocciolo”, continua Beranek: “Questo potrebbe creare una nuvola di Iodio-131 che può elevare i livelli di radioattività sia sulla popolazione che sull’ambiente per decine di chilometri. Anche solo chiedendo alla popolazione di rimanere chiusi in casa il governo può ridurre i rischi di un fattore da 2 a 5”.

Greenpeace chiede la chiusura dei reattori esistenti e il blocco della costruzione di nuovi reattori. I Governi dovrebbero puntare sulle fonti rinnovabili di energia che, oltre a essere ambientalmente sostenibili, sono disponibili e fattibili.

Fonte: www.greenpeace.org/italy

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