Home»Articoli»Flipboard, da app dell’anno a edicola del web?

 

Flipboard

Marco Massarotto

Dopo essere stata nominata app dell’anno da Apple a dicembre e dopo un notevole round di finanziamento, Flipboard ha fatto degli ulteriori progressi. Oltre alle nuove features di cui avevamo già sentito (l’integrazione con Instagram, con gli hashtag e le Twitter list) McCue ci racconta alcune novità. Ad oggi Flipboard è un’azienda di 31 persone, il team ha appena iniziato a lavorare alla versione iPhone, ma non ha in progetto di sviluppare versioni per altri tablet.

E per altri telefoni, gli chiediamo…

“Mi piace molto Windows Phone – risponde Mike – e svilupperemo sia per Windows sia per Android, visti i numeri. Non ancora, diciamo che lo faremo… A un certo punto. Ma non ci stiamo ancora lavorando.”

La preoccupazione di Mike, lo ripete in continuazione, è quella di catturare l’essenza del real time di Internet e trasformarla in un’esperienza magazine-like, con la piacevolezza del giornale. e ci stanno riuscendo a giudicare dai numeri (oltre 2 milioni di download globali).

Quando gli chiediamo come si sosterrà Flipboard, Mike ha le idee chiare: attraverso l’advertising e con la differenziazione di business. L’advertising è già iniziato da qualche settimana, con la possibilità per i tanti editori partner di Flipboard di aggiungere al feed delle proprie notizie della pubblicità stile print magazine. ” Per ora siamo in una fase sperimentale, non retribuita – dice Mike – ma entro un paio di mesi passeremo a quella commerciale.”

Sul fronte dell’innovazione, invece, Flipboard si sta concentrando sulla nicchia dei social catalog che per McCue rappresenta una huge opportunity. Mike ci anticipa che entro sei mesi uscirà il primo social catalog sviluppato da flipboard in partnership con un’importante azienda, non ci dice chi, ma dall’entusiasmo dimostrato sembra una prospettiva molto interessante, non ci resta che aspettare.

All’uomo che sembra aver trovato la pietra filosofale dell’editoria digitale abbiamo chiesto se un editore debba sviluppare le proprie app o meno. Mike ci pensa un minuto, poi, molto diplomaticamente risponde: ” Dipende. L’importante è tenere in considerazione che per una app proprietaria non si possono scaricare i dati in background e un tempo di caricamento lungo penalizza troppo la user experience, oltre a ciò raggiungere una audience ampia con una nuova app può richiedere molto (troppo? ndr) tempo.” Per chi ha fretta, insomma, ci sono i due milioni di download di Flipoard belli pronti.

Fonte: www.wired.it

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