Home»Foto»Disastro terremoto in Giappone. Greenpeace preoccupata per le centrali nucleari

 

Un’immagine tv dello tsunami che ha colpito Sendai, nel nord del Giappone. (Ho/Cctv/Afp)

La scossa di magnitudo 8,8 è stata registrata sulla costa orientale. Bloccate le centrali atomiche. E’ rischio per le radiazioni.

Due scosse di terremoto di magnitudo 7.8 e 8.8, la più potente mai registrata nel Sol Levante, hanno colpito il Giappone e provocato uno tsunami con onde alte dieci metri. Ancora non si conosce il numero delle vittime, le informazioni sono frammentarie. Al momento si parla di 26 persone decedute, ma il bilancio è destinato ad aumentare. Vastissima l’area colpita. A Tokyo la scossa ha generato il panico. Alcune raffinerie sono esplose e le centrali sono state chiuse per sicurezza. Gli uffici sono stati immediatamente evacuati e i trasporti pubblici bloccati per sicurezza. L’orario in cui è avvenuto, alle 14.45 (le 6.45 italiane), ha permesso una reazione immediata all’emergenza. L’aeroporto di Tokyo e le linee ferroviarie sono stati chiusi. Bloccati anche gli impianti nucleari.

Greenpeace è preoccupata per i danni che il terremoto e lo tsunami possono aver provocato agli impianti nucleari, nonché alle altre industrie pericolose come le raffinerie di petrolio e di prodotti chimici.

Da notizie stampa apprendiamo che sono stati spenti venti reattori nucleari in quattro centrali e che  finora non è segnalato alcun rilascio di radiazioni. Greenpeace è particolarmente preoccupata per gli effetti dello tsunami sugli impianti nucleari, in particolare sulla centrale nucleare di Fukushima, che potrebbe aver danneggiato i sistemi di raffreddamento dei reattori e i depositi dei rifiuti radioattivi. Anche se vengono spenti immediatamente, i reattori devono essere raffreddati e servono grandi quantità di acqua per evitare il rischio di surriscaldamento e fusione.

Greenpeace continua a monitorare una situazione che è in rapida evoluzione. Ci auguriamo che le indagini sugli impatti agli impianti nucleari e sui rischi per la popolazione e l’ambiente vengano condotte in modo indipendente e comunicate al pubblico.

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