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Spam su Facebook

Non solo applicazioni malevole che accedono ai nostri dati, ma anche semplici link con bottoni “mi piace” nascosti. Ecco a cosa si deve fare attenzione.

Caterina Visco

Venditori di viagra e di orologi oppure commessi bancari troppo scrupolosi che ti invitano ad accedere al tuo conto online per urgenti verifiche. Sono tentativi di spamming e scamming via mail ormai noti, trappole nelle quali un utente smaliziato della rete non casca più. Ora però la minaccia arriva da un’altra direzione: i social network, Facebook in primis.

La creatura di Mark Zuckerberg ha superato ormai i 600 milioni di utenti, un mare di pesci che truffatori di tutto il mondo sperano acchiappare nelle loro reti per rubare dati, identità, indirizzi mail degli amici. Fortunatamente, come ricorda Mashable, ci sono alcuni sistemi per evitarlo. Lo stesso social network blu ha diversi filtri automatici per lo spam che funzionano molto bene. Alle volte fin troppo bene, infatti è meglio controllare periodicamente i propri profili e le proprie pagine per controllare che non siano stati considerati spam – e quindi resi incliccabili – anche commenti che non lo sono.

Più che lo spamming però, uno dei rischi più realistici che si corre su Facebook è quello dello scamming attraverso le applicazioni. Le tentate truffe sono mascherate in modo non solo da attrarre gli ingenui attraverso app molto invitanti e apparentemente convenienti – quelle accompagnate da frasi tipo, “Clicca qui per un video da non perdere” o “Shopping on line: con sconti fino all’70 per cento, solo per te, solo per oggi” – ma anche copiandone alcune realmente esistenti.

Per evitare di cadere in queste trappole è bene tenere a mente alcuni suggerimenti. In primo luogo fare attenzione a link troppo brevi pubblicati in bacheca da amici che di solito non si fanno vivi sul vostro profilo; in secondo luogo occorre valutare bene ogni applicazione prima di installarla e a quelle che gli altri vogliono postare sulla vostra bacheca. Alcune app che sembrano apparentemente innocue si rivelano letali una volta ottenuto l’accesso al vostro indirizzo email. Alcune poi richiedono molti permessi o un determinato numero di accessi e vengono da un marchio o da una fonte sconosciuta: queste è meglio lasciarle perdere del tutto.

Talvolta però tutti gli accorgimenti possono non bastare e si finisce per cliccare lo stesso sul link sbagliato. A questo punto rimane solo una cosa da fare: andare sulle proprie impostazioni della privacy, entrare nella sezione dedicata alle app e disinstallare quella malevola. Sarebbe carino anche eliminare anche tutti i messaggi postati dall’applicazione sul profilo e soprattutto avvisare i vostri amici del pericolo.

Ultimamente però su Facebook sta esplodendo un altro tipo di problema, quello del likejackin: una variante del clickjackin: sono link che portano su pagine di siti web piene di bottoni “mi piace” nascosti. Basta cliccare su un qualsiasi punto della pagina per mettere mi piace su un post e pubblicarlo automaticamente sul proprio profilo, incuriosendo magari i propri amici e contribuendo a propagare l’attacco. La Zscaler ha messo a punto un bookmarklet Javascrip che permette di rivelare i “ mi piace” nascosti sui siti sospetti. Ecco un  video dove è spiegato come funziona.

Fonte: www.wired.it

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