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Disinfestazione antizanzare

Matteo Della Torre

Vi siete chiesti perché nelle città le api e i pipistrelli stiano scomparendo? Come mai non si vedono quasi più? Queste sono domande che un amministratore comunale sensibile dovrebbe farsi, cercando le risposte adeguate, con lo studio e la riflessione.

Api e pipistrelli sono dei formidabili indicatori della qualità ambientale di un territorio. La scomparsa di queste preziose sentinelle è un segnale preoccupante di inquinamento e di degrado ambientale.

Che nesso c’è tra la scomparsa di api e pipistrelli e i periodici trattamenti estivi contro le zanzare? Abbiamo indagato in merito nella nostra realtà locale. Tuttavia, i dati raccolti possono essere considerati un campione rappresentativo della realtà nazionale.

Leggendo i documenti ufficiali dei comuni del Consorzio FG4 abbiamo scoperto che, nel 2010, per la lotta alle zanzare si sono effettuate due tipologie di trattamenti chimici:

1- Per gli interventi contro le larve di zanzara, che si attuano da gennaio a maggio, i comuni di San Ferdinando di Puglia, Cerignola, Carapelle, Stornara, Stornarella, Ortanova e Trinitapoli hanno utilizzato il pesticida chimico denominato Diflubenzuron, un anti-ormone giovanile della crescita sintetico.

2- Per gli interventi contro le zanzare adulte, nel periodo che va da giugno a fine ottobre, a San Ferdinando di Puglia si utilizza la Cipermetrina tecnica, un insetticida piretroide chimico. A Cerignola, Carapelle, Stornara, Stornarella, Ortanova e Trinitapoli si è impiegato, insieme alla Cipermetrina tecnica, la Tetrametrina, un altro piretroide sintetico.

Il trattamento di disinfestazione contro gli adulti di zanzara è particolarmente delicato, perché utilizza l’atomizzatore all’interno del centro urbano, di notte, quando la popolazione dorme con le finestre aperte per il caldo.

E’ inquietante pensare che dei cittadini vengano irrorati come si fa in agricoltura, a cadenza periodica, con una miscela di pesticidi mentre stanno dormendo.

Lì, però, i principi generali di sicurezza, durante i trattamenti, prescrivono l’uso della maschera antigas e la protezione integrale dell’operatore con una tuta monouso. Inoltre, la legge prevede anche il “tempo di rientro“, cioè il periodo di tempo che deve trascorrere perché l’agricoltore possa tornare a lavorare nel campo su cui si è effettuato il trattamento, in sicurezza e senza protezioni.

Se oggi i cittadini hanno una bassa percezione dei rischi legati all’esposizione a sostanze chimiche, il cittadino del futuro, che di certo sarà in possesso di un numero di informazioni di gran lunga maggiore rispetto ad oggi e che avrà anche una maggiore percezione dei rischi collegati all’utilizzo di sostanze chimiche, difficilmente acconsentirà a simili pratiche di disinfestazione.

In alcune città italiane il futuro è già arrivato, perché si è capito che il trattamento adulticida è tecnicamente sconsigliato e quindi da evitare per la sua tossicità, il maggiore impatto ambientale e il costo di gestione più elevato.

Le alternative naturali

Esistono delle valide alternative alla lotta chimica alle zanzare, nuove tecniche che sono state già sperimentate con successo e che qui proponiamo agli amministratori dei comuni italiani.

1- Per gli interventi contro le larve di zanzare c’è un’alternativa ecologica ai soliti insetticidi chimici ed è il Bacillus Thuringiensis Israeliensis (B.t.i.) (1), un batterio entomopatogeno gram-positivo, efficace nella lotta alle larve e utilizzato in agricoltura biologica, che ha il vantaggio di avere un’azione altamente selettiva, un impatto ambientale nullo e di essere innocuo per l’uomo e gli animali. Ma nella maggior parte dei comuni italiani, per disinteresse o ignoranza esistono solo i pesticidi chimici.

2- Perché il trattamento con il Bacillus Thuringiensis Israeliensis sia efficace è necessario avviare una attività di monitoraggio dei focolai di sviluppo larvale e controllo delle dinamiche delle popolazioni di zanzare adulte con il posizionamento di ovitrappole.

3- Sempre più comuni italiani ai trattamenti chimici preferiscono la lotta biologica con il predatore numero uno delle zanzare, il pipistrello, che ogni notte mangia una quantità di zanzare equivalente alla metà del suo peso corporeo, circa 1000. Non esiste un insetticida così efficace. Per favorire la colonizzazione dei pipistrelli negli ambienti urbani Asti, Treviso, Verona, Vicenza ed altri comuni in Toscana e Veneto hanno installano, le bat box, cassette di legno usate come rifugi artificiali per pipistrelli. E’ una strategia che funziona.

4- Alcuni comuni in Lombardia hanno piantato nei loro parchi e giardini la Catambra, una pianta che contiene la catalpa, una sostanza naturale che ha un effetto repellente sulle zanzare. Così questi comuni hanno evitato di effettuare costosi e tossici trattamenti  chimici di disinfestazione.

La Catambra può essere acquistata presso il Vivaio Ambrogio (2).

S.O.S. moria delle api

Nei campi e nelle città le api stanno scomparendo perché sterminate sistematicamente in agricoltura con i pesticidi neonicotinoidi (Imidacloprid, Acetamiprid, Thiacloprid e Thiamethoxam) e in città con la cipermetrina tecnica, un insetticida chimico altamente tossico per le api (3). Questa è una politica agricola ed amministrativa suicida, la cui gravità può essere sintetizzata dalla celebre frase di Albert Einstein: “Se un giorno le api dovessero scomparire dalla Terra, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita”. Senza l’impollinazione dei pronubi sparirebbero le specie vegetali; e senza colture agricole la razza umana sarebbe destinata irrimediabilmente all’estinzione.

E non è soltanto la moria delle api che dovrebbe meritare la preoccupazione degli amministratori comunali responsabili, ma l’idea che i cittadini vengano trattati con pesticidi come alberi da frutta dovrebbe turbarli e spingerli a interrogarsi: ma come interagiscono questi insetticidi con la biologia umana e quali sono gli effetti di lungo periodo sulla salute pubblica dei pesticidi usati per la lotta alle zanzare?

Se la scienza moderna non è ancora in grado di predire gli effetti dell’esposizione degli esseri umani a determinate sostanze chimiche perché, per la maggior parte dei prodotti, non esistono studi e test che valutino gli eventuali effetti tossici sull’uomo, la politica ha il compito di vigilare facendo prevalere il principio di precauzione.

Prevenire oggi é meglio che curare domani, soprattutto quando, per la lotta alle zanzare, si dispongono di valide alternative come quelle che abbiamo descritto e proposto.

Matteo Della Torre

(1) Ad esempio, due prodotti commerciali a base di Bacillus Thuringiensis Israeliensis (B.t.i.) sono: “Biolarkim 14” o “Vectobac DT”.

(2) Vivaio Ambrogio http://www.ambrogioitalia.com/catambra

(3) Cipermetrina tecnica estrermamente tossica per le api:  http://en.wikipedia.org/wiki/Pesticide_toxicity_to_bees

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