Home»Articoli»Sta scoppiando una nuova bolla nel Web?

Economia e Web

Dopo l’acquisto per 315 milioni di dollari dell’Huffington Post (10 volte superiore al suo fatturato) ci si chiede se si stia esagerando nel valutare (come a cavallo del nuovo millennio) le imprese on-line. Ecco chi potrebbe rischiare.

Andrea Curiat

Siamo alle soglie di una nuova bolla dell’e-conomy? Saranno passati più di 10 anni, ma la memoria del crack della new economy tra 1995 e 2000 è ancora fresca nella mente degli analisti finanziari internazionali, che guardano spesso con scetticismo alle grandi e piccole compagnie del Web.

All’epoca, la crisi nacque dal numero spropositato di quotazioni in borsa di startup hi-tech, aziende giovani e in fase di partenza, che portò a una vertiginosa ascesa del Nasdaq, l’indice di Wall Street sul quale sono quotati i principali titoli tecnologici, cui fece seguito una sua altrettanto brusca picchiata.

Al giorno d’oggi, il Wall Street Journal guarda al possibile prezzo di acquisizione di Twitter proprio come a un barometro della finanza online. Il timore è che le valutazioni delle società della Rete siano superiori alla loro reale stabilità economica e alla capacità di generare profitti. E dipendano invece da facili entusiasmi di mercato per prospettive future di crescita tutte da verificare. Ma i colossi del Web sono davvero giganti dai piedi d’argilla? Vediamoli caso per caso.

Twitter

I soliti ben informati sostengono che sia Google sia Facebook siano interessati ad acquisire Twitter. Per portarsi a casa i twit, stimano le fonti anonime del Wsj, potrebbero volerci da 8 a 10 miliardi di dollari. Ok, il prezzo è giusto? Mica tanto: stime non ufficiali parlano di un fatturato 2010 che per Twitter non ha superato i 110 milioni di dollari nel 2010. Insomma, la società verrebbe pagata 100 volte i propri ricavi annuali. “I multipli finanziari giustificano questi prezzi? No.”. Il secco giudizio di Ethan Kurzweil, della società di venture capital Bessemer Venture Partners.

Google

Positivo il giudizio degli esperti su Google. Secondo Philip D. Tasho e Timothy A. Holland, della Tamaro Capital Partners, “Google è la società con il miglior rapporto tra valore attuale e prospettive di crescita nell’ambito delle società a grande capitalizzazione del settore tecnologico”. Nel giro dei prossimi 12-18 mesi, il valore delle azioni del gruppo potrebbe raggiungere un nuovo tetto massimo di 1,200 dollari per quota. Le ragioni del boom? La nomina del nuovo Ceo Larry Page, il boom di Android, solo il primo nell’ondata di nuovi prodotti targati Google; e la crescita futura del business delle pubblicità online.

Facebook

Nel 2010, il fatturato di Facebook potrebbe essersi attestato intorno agli 1,9 miliardi di dollari, la maggior parte dei quali derivanti dall’online advertising, di cui la società detiene una quota del 13,6% sul mercato americano. Goldman Sachs ha recentemente stimato il valore del social network a 50 miliardi di dollari, più di eBay o Yahoo.

eBay

Tra gli obiettivi di medio termine della casa d’aste online vi è un traguardo ambizioso: aumentare le proprie entrate del 64% nel giro dei prossimi tre anni, vale a dire entro il 2013. I ricavi potrebbero così toccare quota 15 miliardi di dollari, dai 9,16 miliardi del 2010. Il business PayPAl da solo potrebbe raddoppiare i ricavi, superando così il core business di eBay.

Groupon

Il provider online di coupon Groupon ha rifiutato un’offerta da 6 miliardi di dollari per un’acquisizione da parte di Google, preferendo la prospettiva di una quotazione in Borsa nel 2011.

Aol – Huffington Post

Aol ha pagato il sito web di notizie e commenti Huffington Post ben 315 milioni di dollari, 10 volte i ricavi registrati dalla società nel 2010. Non sarà troppo, anche in questo caso?

Fonte: www.wired.it

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