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Lavoro nei campi

Paolo Borrello

Nei campi quasi un lavoratore su dieci è straniero. È quanto ha affermato la Coldiretti in vista del primo “click day” di oggi, 31 gennaio, che consentirà l’assunzione regolare di un primo contingente di 52.080 cittadini extracomunitari molti dei quali troveranno lavoro nelle imprese agricole dove il loro contributo è divenuto indispensabile. La presenza dei lavoratori stranieri impegnati nelle campagne italiane è salita a quota 106.058, in aumento del 2,03%, ed oggi la forza lavoro estera rappresenta quasi il 9,15% del totale impiegato in agricoltura, secondo una analisi Coldiretti. Tra gli stranieri nelle campagne prevale la presenza dei lavoratori neocomunitari di provenienza principalmente rumena, slovacca e polacca. Tra quelli extracomunitari si stabilizza invece il numero di albanesi e cittadini dell’ex Jugoslavia, mentre aumentano gli asiatici (India) e nordafricani (Marocco).

Sono molti i “distretti agricoli” dove i lavoratori immigrati sono una componente bene integrata nel tessuto economico e sociale come nel caso, aggiunge la Coldiretti, della raccolta delle fragole nel Veronese, della preparazione delle barbatelle in Friuli, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia Romagna, dell’uva in Piemonte fino agli allevamenti in Lombardia dove a svolgere l’attività di “bergamini” sono soprattutto gli indiani mentre i macedoni sono coinvolti principalmente nella pastorizia.

La presenza di lavoratori immigrati, conclude Coldiretti, è divenuta indispensabile per le produzioni di qualità: dagli allevamenti dei bovini di razza piemontese a quelli delle vacche per il parmigiano reggiano dove quasi un lavoratore su tre è indiano mentre in Abruzzo il 90% dei pastori è macedone, ma i lavoratori extracomunitari sono diventati decisivi nella raccolta delle mele della Val di Non, produzione del prosciutto di parma, della mozzarella di Bufala o nella raccolta delle uve destinate al Brunello di Montalcino. I dati forniti dalla Coldiretti sono l’ennesima dimostrazione del ruolo svolto dai lavoratori stranieri nella nostra economia. La loro presenza, come è noto, è importante anche in altri settori economici oltre a quello agricolo. Nel settore edile, in primo luogo, in alcuni comparti dell’industria manifatturiera, soprattutto in questo caso nel Nord. E’ inutile sostenere che i giovani italiani potrebbero trovare impiego, e non restare quindi disoccupati, nei settori dove una parte consistente di stranieri trovano lavoro. In prospettiva ci potrà essere anche un ritorno dei giovani italiani nello svolgere i lavori che da tempo hanno abbandonato. Ma ora la situazione è questa e, quindi, in assenza degli stranieri, determinati settori dell’economia italiana incontrerebbero difficoltà notevoli nel soddisfare le esigenze del mercato. E questi ed altri dati che dimostrano con chiarezza tale fenomeno, dovrebbero essere sempre tenuti in considerazione da coloro che vorrebbero “espellere” gli stranieri dal nostro paese e che comunque non sopportano molto la loro presenza nel nostro territorio.

Fonte: www.agoravox.it

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