Home»Articoli»Il telefonino? Modifica il metabolismo del cervello

Cellulari e salute

Aumenta il consumo di glucosio nelle aree vicine all’antenna, ma non ci sono prove che causi danni. Questa la conclusione di uno studio su Jama. Mentre un altro su Bioelectromagnetics rassicura: nessun rischio per la salute, negli ultimi anni i tumori altrimenti sarebbero aumentati.

Anna Lisa Bonfranceschi

L’effetto c’è, ma non sono chiare le conseguenze per la salute. Stiamo parlando delle ripercussioni dell’uso dei telefoni cellulari sul cervello. Un gruppo di ricercatori guidati da Nora Volkow del National Insitute of Health di Bethesda (Usa) ha infatti scoperto che passare cinquanta minuti con l’orecchio attaccato al telefonino fa impennare il metabolismo del glucosio nel cervello. Non in tutta la testa però, solo nelle regioni più vicine all’ antenna.


Sugli effetti dell’uso dei telefonini – e quindi dell’esposizione ai
campi elettromagnetici a radiofrequenze modulati (RF-EMF) a essi associati – sulla salute, i ricercatori si interrogano da tempo, soprattutto per quel che riguarda i possibili legami tra cellulari e insorgenza di tumori al cervello. Ma la letteratura al riguardo è ancora piuttosto scarsa e confusa, con domande che attendono ancora una risposta.

Nello studio pubblicato su Jama (Journal of the American Medical Association), ricercatori del National Institute of Health hanno cercato di risponderne almeno a una: l’uso dei telefoni cellulari ha delle ripercussioni sull’ attività cerebrale di alcune regioni del cervello o no? Per scoprirlo gli studiosi hanno reclutato 47 volontari e a tutti hanno dato due telefoni cellulari: uno da posizionare sull’orecchio destro e uno su quello sinistro durante il test. Test che consisteva in due fasi: nella prima solo il cellulare a destra era acceso per cinquanta minuti (senza suoni) e l’altro spento; nella seconda fase invece entrambi i cellulari erano in modalità off. Per scoprire cosa accadeva nel cervello in risposta all’uso o meno dei telefonini, gli scienziati si sono affidati alle immagini catturate con tomografia a emissione positronica (Pet), associata a iniezioni del (18F)-fluorodesossiglucosio, un tracciante che quantifica l’attività del cervello misurando il metabolismo del glucosio.

Analizzando le immagini ottenute con la Pet gli scienziati hanno scoperto che complessivamente il metabolismo del cervello non è diverso quando i telefoni sono accesi o spenti, mentre a livello regionale ci sono differenze. In particolare, hanno osservato che nella regione più vicina all’antenna del cellulare (quella che assorbe di più i Rf-Emf e che corrisponde alla corteccia orbitofrontale e al polo temporale) il metabolismo del glucosio è il 7% più alto quando il telefonino è acceso. “Questi risultati provano che il cervello è sensibile ai campi elettromagnetici a radiofrequenza dovuti al forte utilizzo dei telefoni cellulari, hanno spiegato i ricercatori, che però non sono ancora in grado di spiegare il meccanismo con cui questo avviene e il suo significato.

Un altro studio su Bioelectromagnetics dello scorso gennaio, invece, prende una posizione netta pro telefonini, partendo dal principio che avremmo dovuto notare una forte crescita nel numero di tumori cerebrali, se l’uso sempre più frequente del cellulare avesse un ruolo in questa patologia.

I ricercatori dell Institute of Occupational Medicine di Edimburgo e della Drexel University di Philadelphia hanno così raccolto e analizzato i dati sui casi di tumore al cervello su suolo inglese tra il 1998 e il 2007 e li hanno confrontati con quelli relativi agli anni Novanta. Il risultato? Secondo gli scienziati, nell’ultimo decennio l’incidenza di questo tipo di cancro non sarebbe aumentata in modo sensibile. E quindi non ci sarebbero problemi. Basterà questa ricerca per sciogliere i dubbi su un tema così controverso?

Fonte: www.wired.it

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