Home»Ecologia»Agricoltura biologica»Inizia il processo all’agricoltore che ha seminato mais Ogm non autorizzato in Friuli
Mais Ogm Mon 810

Si chiude un capitolo e se ne apre (forse) un altro nella vicenda relativa al mais Ogm Mon 810vietato dalla legge italiana – che è stato seminato in Friuli la scorsa primavera.

Fra pochi giorni l’agricoltore Giorgio Fidenato comparirà davanti al Tribunale di Pordenone. Egli infatti ha ha presentato opposizione al decreto penale che lo condanna al pagamento di 30 mila euro di multa per la semina non autorizzata a Fanna e a Vivaro.

L’udienza si terrà mercoledì 2 febbraio. E l’eventuale nuovo sviluppo è dato dal fatto che Fidenato, dalle colonne dei giornali, minaccia di seminare ancora mais Ogm.

Il mais Ogm friulano, nei mesi scorsi, ha tenuto lungamente banco sui maggiori media. Ora però ho trovato le notizie relative al processo solo attraverso gli articoli dei giornali locali inseriti nella rassegna stampa di Slow Food che, come altri, si è costituita parte civile.

La tesi difensiva di Fidenato, com’è noto, è che in Italia è possibile seminare senza dubbi o restrizioni alcune tutte le colture Ogm ammesse dall’Unione Europea.

Nel processo, oltre a Slow Food, si sono costituiti parte civile anche Coldiretti, Regione Friuli Venezia Giulia, Provincia di Pordenone, Codacons.

Il Piccolo riferisce che alla Regione la semina del mais Ogm è già costata 60 milioni, più i “danni d’immagine” dei quali chiederà conto in sede processuale.

Ha infatti dovuto pagare i prelievi, rimuovere il mais, arare i campi, provvedere alla custodia giudiziaria del raccolto in attesa che la sentenza stabilisca se distruggerlo o restituirlo al proprietario: e dunque affittare un silos ed installare un impianto di allarme.

Fonte: www.blogeko.it

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