Home»Città possibile»Il sito web del comune di San Ferdinando di Puglia: un disastro!

 

Sito comunale un disastro

 

Matteo Della Torre

Nell’era di internet, con i suoi infiniti intrecci, dai social network ai podcast, dal giornalismo diffuso e partecipativo al broadcast personale; nell’era della cultura digitale che attraverso la rete crea nuovi ed originali rapporti tra le persone e nell’anno della candidatura di internet al Premio Nobel per la Pace ci chiediamo: a che punto è il sito del Comune di San Ferdinando di Puglia?

Il quadro è sconfortante. Quei pochi naviganti che per necessità, per curiosità o per caso si imbattono nella homepage del sito del comune (www.ferd.it) fanno l’esperienza di cosa significa visitare uno spazio web vuoto, privo dei requisiti minimi di usabilità e di utilità per il cittadino. Si è riusciti a peggiorare il vecchio sito comunale che era già pessimo. Un vero disastro!

Viaggio nelle “meraviglie” del sito Comunale

Avanti, coraggio, andiamo alla scoperta delle “meraviglie” del sito comunale.

Il design dell’interfaccia grafica nasce già vecchio. I criteri minimi di comprensibilità, completezza, efficacia e soddisfazione per l’utente sono completamente disattesi. Nulla funziona come dovrebbe.

Email come una clava

Il sindaco non ha l’email nella pagina a lui dedicata. E al contrario di ciò che accade in altri siti comunali ben fatti, troviamo soltanto un riferimento alla pagina dello “staff” del sindaco.

Le email sono invece in un posto poco intuitivo ed esattamente in una pagina pdf raggiungibile dal link “Mail rete civica”.

Sindaco ed assessori non hanno gli orari di ricevimento. Quindi, ad un cittadino, attraverso internet, non è dato conoscere i giorni di disponibilità degli amministratori comunali. Ciò non accade nei siti internet di altri comuni più civili, dove sindaco e assessori hanno sia l’email che gli orari di ricevimento.

Ma cosa succede se un cittadino riesce a trovare l’email del sindaco e degli assessori e decide di interpellarli con la posta elettronica? Noi lo abbiamo fatto per voi scrivendo una email sia al sindaco che agli assessori e chiedendo loro una risposta urgentissima che non è mai arrivata.

A questo punto ci domandiamo a cosa serva l’iPhone, lo smartphone istituzionale che il sindaco ha comprato con i soldi della cassa comunale. E’ un ulteriore barriera da frapporre tra sé e la gente oppure uno strumento da utilizzare con intelligenza per dialogare con i cittadini?

Link con sorpresa

Un’altra criticità evidente è l’utilizzo dei link delle realtà socio-culturali locali selezionati in modo clamorosamente incompleto ed erroneo. Ci sono link che puntano verso indirizzi sbagliati o siti web fantasma. Il servizio meteo e il link della Fiera del Carciofo rimandano a pagine vuote.

Un ulteriore esempio è rappresentato dal link di registrazione per accedere ai contenuti interni e ai servizi protetti, che non è posto in testa alla homepage come nella maggior parte dei siti ben costruiti, ma è nascosto in modo irrazionale nella seconda sottovoce della barra dei menù del portale. Una scelta davvero brillante per disorientare i cittadini.

Il disastro bis del “Portale”

A fronte di questa situazione multiproblematica, l’attuale amministrazione anziché ripensare la struttura e il design del sito, apportando le correzioni, modifiche e integrazioni indispensabili al suo miglioramento per favorire la condivisione delle informazioni e il sapere sociale diffuso, ha pensato di creare un “Portale” (http://portale.comune.sanferdinadodipuglia.bt.it). Nelle dichiarazioni della propaganda del sindaco il Portale ha il compito di “raggiungere l’informatizzazione globale della macchina comunale, abbattendo le distanze tra Comune e cittadino, offrendo a tutti la possibilità di accedere con la massima trasparenza alle informazioni”.

In realtà, il progetto disattende le promesse e consegna ai cittadini un sito web che trasuda sciatteria, composto da decine di pagine bianche, vuote e prive di contenuti sui temi dell’ecologia, sanità, lavoro, studio, volontariato, casa, sport, insomma su tutto.

Oltre il login il nulla

Dopo aver effettuato la procedura di “registrazione”, armati di login e password ricevute dopo 15 giorni di attesa e ritirate presso l’Ufficio Entrate, abbiamo scoperto che è impossibile effettuare l’accesso ai contenuti interni dal box di login del sito e dal link “fatti riconoscere” del Portale, ma soltanto da un link accuratamente nascosto in un sottomenù.

Una volta entrati all’interno del Portale abbiamo visto materializzassi denso il fumo della propaganda del Sindaco: la sezione delibere è vuota, la sezione ordinanze è vuota. Chi prova a chiedere un certificato viene bloccato dalla tasto “Prosegui” che rimanda all’infinito alla stessa schermata. Del certificato neppure l’ombra.

L’aspetto più comico dell’intera vicenda è che quest’acca di Portale, con grande faccia tosta, è stato presentato solennemente il 14 novembre 2010 nel corso della Fiera del Carciofo. Ma questi nostri amministratori credono di poter trattare i cittadini come una manica di imbecilli?

Come ormai risulta evidente il nuovo Portale è un costoso contenitore vuoto di funzioni e di contenuti che rispecchia il vuoto di idee dell’attuale amministrazione. Un vero disastro, icona elettronica di un paese che sta andando alla deriva. Ma occorre ritrovare la rotta giusta. E farlo al più presto.

Cambiare la città con un clic

Se Internet sarà una grande opportunità che si spiega davanti a noi, una forza liberante e creatrice di futuro, lo sarà perché solo forti iniezioni di conoscenza possono creare sviluppo culturale e collaborazione politica.

Si diano, dunque, ai cittadini gli strumenti di base per conoscere e partecipare alla vita sociale e politica della città. Si può iniziare col rendere pubblico sul web il Bilancio del comune in pdf, come anche i dati di rilevanza ambientale. Molti comuni italiani hanno già da tempo reso pubblici questi dati su internet. E i nostri politici cosa fanno, dove guardano?

Aprire e condividere i dati amministrativi relativi al bilancio, ambiente, lavori pubblici, anagrafe ed altro attraverso internet, consentendo ai cittadini un facile accesso ed utilizzo delle informazioni non strettamente personali (quindi non coperte dalla normativa sulla privacy), oltre a rappresentare un fondamentale passo avanti verso la trasparenza amministrativa in direzione della collaborazione e partecipazione diretta dei cittadini alla cosa pubblica è il fattore chiave per la democrazia e la crescita sociale di una comunità.

Il cittadino che vuole interloquire con i suoi “dipendenti” del palazzo municipale per porgere domande, per denunciare disservizi, per richiedere diritti o semplicemente per avanzare delle proposte, oggi può farlo con un computer o un palmare. Se la biblioteca è chiusa da un mese, se si è aperta una voragine in una strada, se si constata un disservizio, se il verde pubblico è trascurato, se è necessario denunciare in tempo reale l’indolenza dei dipendenti comunali nel fare il loro lavoro, il cittadino può comunicarlo con i mezzi offerti dalle moderne tecnologie al sindaco o all’assessore “competente” e deve essere messo in condizione di poterlo fare. Nella nostra epoca esistono mezzi molto efficaci: le email, gli sms o le telefonate Skype. Ma i nostri politici sono pronti a farne uso?

Con l’innovazione non si scherza

Risultati così disastrosi farebbero naufragare sul nascere le speranze di ogni startup aziendale o comporterebbero per qualsiasi azienda pesanti perdite di quote di mercato. E mentre i consigli di amministrazione delle corporation licenziano in tronco i responsabili di simili fallimenti, i nostri politici senza vergogna possono galleggiare impunemente sulle loro poltrone.

Con l’incalzare dei problemi ambientali il cittadino può fare qualcosa per aiutare il pianeta contribuendo a trasformare la storia di una città con un clic del mouse. E’ possibile e in molte realtà sta già avvenendo.

I politici del presente e del futuro sono avvertiti. Con l’innovazione non si scherza! Va incoraggiata, non tradita. Gli alibi del passato non reggono più. E’ inderogabile avviare nella nostra città la rivoluzione informatica.

Matteo Della Torre

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3 Responses to "Il sito web del comune di San Ferdinando di Puglia: un disastro!"

  1. Ddonato Pasqualicchio   18 marzo 2017 at 11:20

    Parzialmente il rimborso l’ho avuto,

  2. admin   18 marzo 2011 at 17:29

    Attualmente, nel sito del nostro comune non c’è nulla che possa essere utile al cittadino. Non solo mancano i regolamenti, ma anche, tra le altre assenze ingiustificate, il Bilancio del Comune. Aspettiamo e speriamo che prima o poi aggiungano queste ed altre informazioni indispensabili per il cittadino.

  3. Donato Pasqualicchio   18 marzo 2011 at 10:52

    Condivido l’osservazione. Un esempio: Cercavo nel sito Il regolamento tarsu, la risposta: Ci dispiace la pagina e assente. Cercavo se avevo diritto ad essere rimborsato la tarsu illegalmente so trattami. Ho telefonato all’addetto al tributo mi ha risposto che non mi spettava. I regolamenti di altri comuni dicono che mi spetta. Saluti cordiali. Donato

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