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Giornali su iPad

Fino a oggi abbiamo guardato agli strumenti digitali soltanto per la loro comodità e per quello che ci permettono di fare. Adesso bisogna riflettere sugli effetti di questa rivoluzione permanente sul nostro essere persone e cittadini.

Giuseppe Granieri

Se vogliamo capire con maggior consapevolezza quello che accadrà nel 2011, dobbiamo provare ad allargare un pò lo sguardo. Noi tutti, almeno quelli che hanno ricevuto un’educazione nel XX secolo, siamo portati a considerare in maniera separata l’universo della cultura, quello della politica e quello della scienza e della tecnica. Questo perché, tradizionalmente, tutte le tecnologie che abbiamo usato hanno trasformato il modo in cui viviamo, ma ci hanno messo sempre un tempo più lungo di quello osservabile nell’arco di una sola generazione. Le prime tecnologie agricole hanno cambiato il nostro rapporto con il mondo, ma c’è voluto un intervallo molto lungo perché l’effetto si notasse. La stampa ha prodotto l’Illuminismo, l’opinione pubblica e la Rivoluzione francese, ma è stato necessario aspettare qualche secolo per riconoscerne gli effetti.

Quelle tecnologie di oggi che volgarmente chiamiamo Internet (ma che sono un complesso reticolo di tecnologie digitali) non sono più scindibili dal modo in cui funziona la nostra cultura e la nostra società. Sono tecnologie che trasportano e condizionano la nostra visione del mondo, che cambiano il nostro quotidiano ed il nostro rapporto con quanto ci circonda. Rimangono tecnologie, ma sarebbe fuorviante trattarle come una sottocultura per smanettoni: sono il sistema nervoso della nostra società. Se provassimo a rinunciare al digitale, nulla funzionerebbe più. Su queste tecnologie si sta disegnando la vita contemporanea. E la loro evoluzione ha impatti immediati su di noi e sui nostri rapporti con gli altri. A partire da come noi stessi le capiamo.

Da questo punto di vista, il 2011 confermerà delle tendenze generali ineludibili. Avremo maggiore accesso alla connettività, un accesso più facile ed economico. Non ci accontenteremo, perché la domanda di connessione sarà sempre più veloce e più forte dell’offerta, ma gli ultimi dieci anni ci hanno raccontato che questo trend è già impressionante. La scrittura ci ha messo secoli ad arrivare al miliardo di utenti, la stampa un po’ di meno, la televisione decenni. Internet solo qualche anno.

Avremo device, aggeggi sempre più piccoli e sempre più potenti e connessi. Uno smarthphone di oggi fa molto più di quanto facesse un computer solo pochi anni fa.

E gli iPhone o i Blackberry di oggi assomiglieranno sempre più ai telefoni più economici di domani, quelli che costeranno meno di cento euro. Aumenterà il numero di dispositivi connessi tra loro perché ogni dispositivo intelligente ha con sé qualche necessità di essere connesso ad altro. E con i dispositivi e la connettività aumenterà il numero di persone connesse, aumenterà il numero di attività che si svolgeranno in questo grande spazio immateriale che la nostra generazione sta colonizzando.

In maniera coerente con questo scenario macro, nel 2011 assisteremo all’evoluzione di alcune tendenze precise, che già sono osservabili oggi. Proviamo a esaminarle.

Sempre meno carta. Siamo tutti tifosi della carta, perché siamo cresciuti in un mondo che sulla carta dei libri e dei giornali costruiva le sue più solide certezze. Ma distribuire informazione su carta, oggi che esistono alternative infinitamente più efficaci, ha dei limiti che ci sembreranno sempre più insopportabili. È un sistema costoso, da produrre e da spostare fisicamente. Ha dei limiti funzionali molto forti: non è aggiornabile con facilità, non è personalizzabile, non è ricercabile, ha un pessimo punteggio di efficienza nel farci incontrare l’informazione che ci interessa in un tempo ragionevole. E un punteggio ancora più basso nel farci incontrare l’informazione che ci serve ma che non sospettiamo che esista.

E già questa descrizione ci racconta di come stia cambiando la nostra cultura: c’è stata un’importante rotazione di punto di vista. Abbiamo descritto per anni Internet confrontandola con i giornali, oggi descriviamo i giornali confrontandoli con Internet. È cambiato il pubblico, si è evoluto l’approccio cognitivo e il bisogno di informazione. E la tendenza che osserviamo è lineare: man mano che più persone si avvicinano al nuovo modello e superano la curva di apprendimento, la necessità della carta diminuisce.

Fonte: L’Espresso

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