Home»Ecologia»Agricoltura biologica»Unione Europea: dalla parte delle api

Ape

Ieri, la Commissione Europea ha presentato un piano d’azione per la salvaguardia delle api mellifere. La questione era già stato sollevata dal Parlmento Europeo alla fine del mese scorso rilevandone gli aspetti di urgenza e improcrastinabilità.

E’ un dato certo, infatti, il costante – a partire dal 2006 – aumento della mortalità di questa specie segnalata in moltissimi Paesi senza che, tuttavia, sia stata fatta luce sulle cause e la reale ampiezza del fenomeno. Sul banco degli imputati, certamente, stazionano in primis il cambiamento climatico e l’uso dei pesticidi che, da più parti, hanno mostrato, senza margine di dubbio alcuno, la loro pericolosità soprattutto per gli insetti e gli anfibi. Notoriamente, la sopravvivenza delle api è un dato fondamentale e di vasta portata tanto da investire l’intero settore agricolo europeo a causa della funzione prioritaria di queste sul processo di impollinazione degli alberi da frutto. Non solo una questione limitata e circoscritta alla produzione di miele, propoli e pappa reale, quindi. Ma c’è molto di più in gioco e interessi per milioni di euro…

Il documento messo a punto dalla Commissione Europea si configura come un piano d’azione per la salvaguardia dell’Apis mellifera e, pur non avendo ancora lo status di documento “normativo” costituirà presto la base di discussione con il Parlamento europeo, il Consiglio, le autorità competenti all’interno dei singoli stati membri e tutti gli attori della filiera apicola per prendere decisioni vincolanti in tal senso.Tra le iniziative prese in considerazione nel testo ricordiamo: la designazione di un laboratorio di riferimento nell’Unione per la salute delle api; un programma pilota di sorveglianza e monitoraggio sul territorio per controllare l’ampiezza della mortalità degli insetti, l’approntamento di un quadro normativo univoco per la salvaguardia della specie e più marcati controlli sull’uso di pesticidi che dovessero rivelarsi effettivamente nocivi oltre ad un accresciuto contributo dell’UE per il finanziamento dei programmi apicoli nazionali (+25% per il 2011-2013).

Fonte: www.ecoblog.it

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