Home»Ecologia»Sprechi invernali. I negozi con le porte aperte raddoppiano il consumo di energia
Negozio con porte aperte

Alcuni negozi tengono la porta aperta d’inverno, quando il riscaldamento è acceso. E anche d’estate, quando è acceso il condizionatore. In tutti e due i casi, energia sprecata e inquinamento insensato.

In Gran Bretagna hanno calcolato che un negozio con le porte aperte raddoppia il consumo di energia; se tutti i negozi inglesi tenessero le porte chiuse il consumo nazionale di energia scenderebbe del 2,5%, con corrispondente diminuzione delle emissioni di anidride carbonica, il principale gas dell’effetto serra.

Io aggiungerei che commercianti a porte aperte non possono fare a meno di spalmare sui prezzi le maggiori spese per l’energia. Ovvero: pagano i clienti, oltre che il pianeta.

I negozi tengono le porte aperte per invogliare la gente ad entrare. Lo studio inglese, commissionato dalla campagna “Close the door” ed effettuato da ingegneri dell’Università di Cambridge, ha concluso che, porte chiuse o aperte, non esistono prove decisive a proposito di un diverso comportamento della clientela.

Però con le porte aperte raddoppia il consumo di energia e la temperatura all’interno del negozio è meno confortevole sia per i commessi sia per i clienti.

La situazione non cambia, dice ancora lo studio, se la porta è sostituita da lame d’aria, ossia da getti verticali che costituiscono una barriera invisibile fra il clima interno ed esterno. Anche il funzionamento delle lame d’aria infatti richiede energia: e il conto non cambia.

Nello studio inglese non ho trovato indicazioni a proposito della percentuale di negozi che tiene le porte aperte estate e inverno. Dev’essere comunque un’abitudine molto diffusa, dal momento che le porte chiuse in tutti i negozi farebbero diminuire il consumo nazionale di energia del 2,5%.

Non conosco nemmeno statistiche a proposito dei negozi italiani con le porte perennemente aperte. Da quel che vedo in giro non è un comportamento generalizzato: ma lo praticano, eccome!, alcuni negozi dei centri storici.

Ho anche notato che quest’anno sono particolarmente numerosi i bruciatori di gas a forma di fungo che riscaldano i dehors dei bar. Anche quando i tavolini all’interno sono liberi. E’ un altro consumo di energia assolutamente insensato.

Personalmente, evito come la peste sia i dehors riscaldati sia i negozi con le porte aperte. Qualcuno ha idee migliori?

Fonte: www.blogeko.it

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