Home»Nonviolenza»Educazione»La Festa di San Martino

Lanterna

Il giorno di San Martino è l’11 novembre. Quel giorno nelle scuole steineriane c’è la Festa delle Lanterne. Le giornate sono molto più corte e le lanterne servono ad illuminare le tenebre.

Realizzarle è un gran divertimento. Si può usare un barattolo di vetro, come abbiamo fatto noi, o un palloncino gonfiato. Si possono dipingere o attaccare pezzettini di carta velina, o ritagliare sagome di gnomi, sole, luna e stelle da attaccare sotto la carta velina colorata.

Lanterna autoprodotta

La fiamma della lanterna non è esposta, ma protetta all’interno. E’ la luce calda interiore che si accende.

San Martino sentiva dentro di sé una luce interiore così forte che, incontrando in una fredda notte d’inverno un mendicante infreddolito alle porte della città, si offrì di condividere con lui il suo mantello.

Un’antica leggenda racconta la sua storia.

La leggenda di San Martino

Una compagnia di cavalieri stava cavalcando al servizio dell’Imperatore per le strade di Francia, in direzione di Amiens. Venivano dall’Italia per dare il cambio alla guardia. Mentre cavalcavano, cominciò a piovere ed era così freddo che la pioggia congelò e diventò ghiaccio, rendendo le strade scivolose.

I compagni di Martino incitavano i loro cavalli con la frusta, ma Martino non frustava il suo perché non voleva che cadesse. Il cavallo lo aveva servito bene per tanto tempo. Raggiunse la porta della città, ma il cavallo rifiutò di passarla, arrestandosi improvvisamente fuori dalle mura della città.

Martino vide un povero mendicante seduto davanti al muro, tutto infreddolito. Scese da cavallo e con la sua spada tagliò in due il suo mantello, senza esitazioni, offrendone poi metà al mendicante. Quindi risalì a cavallo ed entrò in città.

Quando più tardi Martino incontrò i suoi compagni in un’osteria, essi lo derisero e lo presero in giro. Ma nella notte, mentre Martino dormiva, apparve dietro di lui una figura splendente con indosso il suo mantello, che gli disse: “E’ me che hai aiutato”. Era Gesù.

Martino non dimenticò mai questa esperienza e decise che, da allora in poi, avrebbe servito un Signore più potente dell’Imperatore.

(Spunti da “Come sviluppare tutti i talenti del bambino” a cura di A. Mathisen)

Fonte: www.potatoesmum.typepad.com

eBook

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Contatti

Uomoplanetario.org

Email

Telefono+39 (340) 1046944

×
  • HOME
  • NONVIOLENZA
  • ABOUT
  • CONTACT