Home»Ecologia»Agricoltura biologica»IN EUROPA SUPERATO IL MILIONE DI FIRME PER LA MORATORIA SUGLI OGM

Cibo OGM? No grazie!

Greenpeace

Ha superato il milione di firme la petizione lanciata lo scorso aprile da Greenpeace e Avaaz per chiedere una moratoria europea sugli OGM. Questa petizione è la prima a essere presentata tramite la cosiddetta “iniziativa dei cittadini” che, ora, possono rivolgersi ufficialmente alla Commissione europea per ottenere una moratoria sugli OGM, fino a quando la procedura di valutazione dei rischi non sarà adeguatamente implementata.

«Questo è un passo importantissimo per la democrazia europea – afferma Ricken Patel, direttore esecutivo di Avaaz -. I cittadini europei hanno dato al Presidente Barroso più di un milione di ragioni per ascoltare le persone e agire con precauzione invece di sprofondare verso gli interessi privati dell’industria biotech. Gli europei – prosegue Patel – sono molto preoccupati del fatto che poche aziende biotech possano determinare il futuro dell’agricoltura europea, e hanno partecipato alla nuova “iniziativa dei cittadini” per riportare la democrazia nella politica agricola e alimentare europea».

Nelle prossime settimane le due organizzazioni informeranno il Presidente Barroso del successo dell’iniziativa e chiederanno di consegnare la petizione direttamente nelle sue mani. Le firme, che hanno raggiunto la quota di un milione il 28 settembre, arrivano da tutti i paesi europei.

«Il forte sostegno a questa iniziativa – sostiene Federica Ferrario, responsabile campagna OGM di Greenpeace Italia – conferma che gli europei vogliono una moratoria sugli OGM fino a quando tutti i problemi di ordine scientifico ed etico non saranno risolti. La Commissione europea deve prendere sul serio le richieste avanzate dall’opinione pubblica e smettere di promuovere gli OGM. Riguardo all’Italia – conclude Ferrario -, la buona notizia è che le Regioni all’unanimità hanno recentemente annunciato in Commissione il loro compatto no alle coltivazioni OGM».

Tra le richieste avanzate dall’iniziativa dei cittadini anche l’istituzione di un “ente di carattere scientifico, etico ed indipendente” per valutare l’impatto delle colture OGM.

Greenpeace e Avaaz hanno lanciato la petizione quando dopo che lo scorso marzo la Commissione aveva autorizzato una patata OGM della BASF resistente agli antibiotici. Una decisione che va contro la richiesta unanime dei Paesi membri, avanzata nel dicembre 2008, di rafforzare la procedura di valutazione per la sicurezza ambientale e verificare l’impatto delle colture OGM sulla vita di agricoltori e consumatori. Numerosi paesi stanno citando la Commissione in sede di Corte di giustizia europea per la sua decisione di autorizzare la patata OGM.

Link per sottoscrivere la petizione on line: http://www.greenpeace.org/italy/futuro-libero-da-OGM

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