Home»Ecologia»Il sindaco di Londra ad Alemanno:
«Roma deve aumentare le bici in centro»
Boris Johnson in bici

Luca Zanini

Il sindaco di Londra Boris Johnson, in trasferta nella Città Eterna per una vacanza romana, ha incontrato in forma privata il suo omologo capitolino. E a Gianni Alemanno ha suggerito: «Dovreste aumentare le bici in centro». Eppure il primo cittadino londinese non aveva neppure avuto il tempo di vedere in che stato sono ridotti gli stalli del bikesharing romano: lo avesse fatto, forse avrebbe taciuto, per una forma di cortesia in questo caso davvero politically correct. Invece ha soltanto notato che di due ruote ecologiche nell’Urbe ne circolano davvero poche. E nessuno ha avuto il tempo di spiegargli il perchè.

CONFRONTO IMPIETOSO – «Altrimenti avrebbe saputo del confronto impietoso fra le politiche per la mobilità sostenibile in riva al Tamigi e quelle adottate in riva al biondo Tevere», attaccano i battaglieri ciclisti del Coordinamento di Traffico Si Muore. Oggi anche loro, insieme ad alcune associazioni di amanti delle due ruote ecologiche, parteciperanno alla pedalata «Antispeculation Tour» nell’XI Municipio: soltanto l’ultima di una serie lunghissima di manifestazioni, flash mob, proteste, cortei a pedalil organizzate da chi ancora è convinto che Roma possa diventare più «bike-friendly», per dirla all’inglese.

NUMERI DA DIMENTICARE – Il confronto tra Roma e Londra, anche senza usare superlativi, è davvero sconfortante per i ciclisti. Numeri da dimenticare? «Piuttosto da tener ben presenti ogni volta che si va a votare», sottolineano da Di Traffico Si Muore. Eccoli.

271 MEZZI, SULLA CARTA – Il servizio di bike sharing nella capitale italiana – passato alla gestione Atac nel giugno 2009, dopo il ritiro della società concessionaria privata Cemusa, quindi a Roma Servizi per la Mobilità dal 1° gennaio 2010 – può contare su 29 stazioni e il numero di biciclette sarebbe passato (i dati ufficiali sul sito Roma Servizi non sono disponibili) dalle 150 del 2009 a circa 300 del 2010 (le colonnine erano, a luglio scorso, 271). Sulla carta: perchè poi trovare le bici negli stalli è un altro discorso; i furti si moltiplicano e spezzo i parcheggi sono semivuoti.

12 CYCLE SUPERHIGHWAYS – Il servizio di bike sharing nella capitale britannica – inaugurato soltanto lo scorso 29 luglio (prima non esisteva) per volere del major Boris Johnson e costato 25 milioni di sterline – conta circa 300 parcheggi (ma ne saranno realizzati altri entro l’anno prossimo per arrivare ai 400 progettati) con stalli che accolgono 6 mila due-ruote ecologiche, noleggiabili 24 ore al giorno 7 giorni su 7. Un servizio che funziona come un orologio svizzero.

Non bastasse, Londra sta realizzando una rete di piste ciclabili che somiglia ad una ragnatela, con ben 12 «superstrade delle biciclette» (Cycle superhighways) a fare da assi di collegamento tra il centro e le periferie della megalopoli.

COLONNINE MALFUNZIONANTI – Dal luglio 2009, le stazioni di bike sharing romane sono arrivate ad Ostia (XIII Municipio). Un anno dopo sono state inaugurate le 2 postazioni con gli stalli delle bici verdi nell’area pedonale di piazzale Flaminio. Ma «restano non poche problematiche – commenta Fausto Bonafaccia dell’associazione Bici Roma –: affidabilità, le colonnine malfunzionanti, la scarsa manutenzione. Qui abbiamo a disposizione un noleggio automatizzato più che un vero e proprio bike sharing». Ecco perchè molti sperano che Gianni Alemanno prenda sul serio il suggerimento del sindaco di Londra.

Luca Zanini

Fonte: www.corriere.it

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