Home»Ecologia»Ikea e WWF sotto l’albero di Natale per salvare l’Orso Marsicano

Orso marsicano

Natale è (quasi) alle porte e, nel Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, l’Orso Marsicano – in attesa dell’imminente pausa letargica – si dà affannosamente alla ricerca delle provviste. In genere, infatti, è in questo periodo che spesso gli orsi vengono avvistati nei pressi dei centri urbani o sulle strade (come è capitato qualche giorno fa lungo una statale nei pressi de L’Aquila) mentre si avventurano in cerca di frutta. Molto spesso, infatti, nella cintura delle aree protette mancano le colture fruttifere che, se presenti, ridurrebbero anche le possibilità di contrasto della fauna selvatica con la specie umana. Per questo motivo, già da alcuni anni, associazioni, ong, e soprattutto l’Unione Europea hanno avviato campagne e progetti volti a stimolare l’iniziativa al recupero delle colture fruttifere abbandonate nelle aree interne o a ridosso dei parchi, con largo beneficio degli animali e, più in generale, di tutta la vita del bosco.

Non mancano, inoltre, in tal senso anche iniziative private. E’ il caso dell’IKEA che venderà, dal 19 novembre e fino a esaurimento scorte, a coloro i quali non vogliono proprio fare a meno dell’abete “vivo” nelle loro feste in favore di opzioni riciclate o più fantasiose, alberi di Natale Picea Abies al costo di 12 euro. Tre euro dei quali saranno interamente devoluti al WWF, alla riconsegna – in gennaio – dell’albero, allo scopo di ripopolare di arbusti le aree naturali dell’Appennino Centrale facilitando così la ricerca del cibo da parte della fauna selvatica. Inoltre, il colosso svedese, rimborserà l’acquisto con un buono che potrà essere speso all’interno dei propri negozi con la possibilità di poter devolvere parte della stessa cifra al progetto di salvaguardia dell’Orso Marsicano. I pini riconsegnati, poi, saranno ripiantati – se in buone condizioni – oppure avviati al recupero per la produzione di pannelli truciolari o di fertilizzanti naturali.

Fonte: www.ecoblog.it

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3 Responses to "Ikea e WWF sotto l’albero di Natale per salvare l’Orso Marsicano"

  1. Mahurin   30 novembre 2010 at 17:51

    Gentile admin,
    La ringrazio per avere pubblicato il mio commento, cosa che altri blog che trattano tematiche inerenti l’ ambiente si sono rifiutati di fare. Per quanto riguarda le mie informazioni esse provengono direttamente da miei contatti all’ interno della grande multinazionale “democratica” dove ho lavorato anni fà prima di essere invitato a cercarmi un’ altro lavoro, perchè esprimevo le mie perplessita sulle falsità, ipocrisie e sulla manipolazione pesantissima delle persone che vi ho riscontrato. Che dire, mi dispiace veramente che anche su blog specializzati nelle tematiche della difesa dell’ ambiente si continui, credo con molta malafede, a mischiare il sacro ed il profano semplicemente perchè non si ha il coraggio di andare contro i miti delle aziende ambientalmente sostenibili, come è il caso di IKEA, che la pubblicità costruisce per incrementarne i profitti. Cordiali saluti

    P.S. : Per rendere chiaro quale sia il reale rapporto che IKEA stabilisce tra i profitti e la difesa dell’ ambiente, mi permetto di allegare il link ad una iniziativa di una organizzazione ambientalista tedesca che, a mio parere, chiarisce quali sono i veri termini del problema . E’ solo uno dei molteplici esempi che si possono recuperare in rete sulla specifica azienda :

    http://www.rainforest-rescue.org/mailalert/646/ikea-stop-palm-oil-candles-and-save-the-habitat-of-130-orangutans

  2. admin   22 novembre 2010 at 21:16

    Grazie per il suo prezioso contributo di idee e per il suo pensiero critico. Il pericolo del greenwashing delle aziende per attirare clientela premendo sulle corde della sensibilità ambientale è sempre dietro l’angolo. Spero che le sue affermazioni, forti e condivisibili, siano ben documentate.
    Personalmente, il pino natalizio non l’ho acquistato e non lo acquisterò mai, perché a mio avviso è un inutile simbolo legato al consumismo natalizio. Io preferisco il mio presepe minimale autocostruito. Ma non siamo tutti uguali.

  3. Mahurin   22 novembre 2010 at 17:44

    Ogni anno IKEA si inventa una nuova favoletta pur di continuare a vendere i suoi alberi di Natale, sui quali evidentemente deve avere un profitto talmente elevato da imporgli di dover architettare campagne di tenore pseudoambientalista come questa. Ora un così elevato margine sul prodotto può spiegarsi solo col fatto che tali alberi sono cresciuti con metodi di coltivazione ultraintensiva che però finiscono per intossicare a morte i terreni utilizzati per via dell’ eccesso di concimazione (tanto chi se ne frega saranno in Polonia, Russia o Ucraina, terre di poveracci!). Poi questi vengono trasportati via gomma producendo altro inquinamento (l’83% dei prodotti IKEA è movimentato così) sino agli scatoloni gialli e blu. Lì attirano torme di individui, recatisi tutti con la loro brava automobilina e relativo contorno di inquinamento che confondono la loro gratificazione compulsiva da acquisto consumistico con quella solidarietà che dovrebbe essere lo spirito vero del Natale. Infine, a conclusione della beffa ambientalista consumata, si trova anche la presunta associazione che veglia sui destini sostenibili del pianeta che forniscono un perfetto maquillage di tipo etico-morale alla grande multinazionale democratica ed a coloro che, in mancanza di meglio, ne hanno fatto un riferimento della loro vita! Non c’è che dire siamo proprio messi male! Saluti

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